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Campioni internazionali

Maria e Stefanos: è Magna Grecia

Sakkari e Tsitsipas insieme in semifinale a Roma. Un evento storico per il tennis ellenico. Del biondo ‘bello e valoroso’, n.7 del mondo a 20 anni, sappiamo ormai tutto. Andiamo scoprire chi è la sua nuova compagna di Olimpo

di Vincenzo Martucci | 18 maggio 2019

Due greci in semifinale agli Internazionali d’Italia: la Magna Grecia invade l’antica Roma. Non sul “Campo delle statue”, come lo chiamano tutti, bensì sul Centrale, ma è un dettaglio. Magari avrebbero potuto chiedere una deroga e misurarsi lì dove li chiama la storia, di sicuro lo spirito guerriero di Maria Sakkari e Stefanos Tsitsipas si esprimerà lo stesso, al massimo, e pervaderà l’animo degli spettatori romani. Così come ha fatto in questa storica settimana, riprendendo il filone del grande tennis aperto dai pionieri Pete Sampras e Mark Philippoussis, figli ufficialmente di terre lontane come Stati Uniti ed Australia dov’erano emigrati i loro padri.

Maria e Stefanos, semidei dello sport, hanno un genitore che viene dall’Olimpo e fa oggi da angelo custode nelle battaglie del circuito pro: mamma Sakkari è Angeliki Kannellopoulou, ex top 50 della classifica (al massimo n.43 nell’87), due volte al terzo turno al Roland Garros; mamma Tsitsipas, Julia Apostoli, nata Salnikova, cioè russa, è stata numero 1 junior, ha rappresentato l’ex Unione Sovietica in Fed Cup, da top 200 del mondo. Sia Maria che Stefanos hanno storie favolose da raccontare che richiamano l’Odissea, il fato.

Si narra che nonno Dimitris, maestro di Angeliqui, sfibrato dalle difficoltà dell’epoca per assecondare la carriera della figlia, non volesse assolutamente rivelare a Maria la storia della mamma, che s’era ritirata ad appena 25 anni. Si narra che la piccola si fosse infortunata un ginocchio, cadendo mentre correva e fosse talmente inconsolabile che qualcuno per placarne pianto e disperazione le avesse lanciato una palla da tennis. Sciogliendo magicamente il pianto e il sortilegio, e ricongiungendo la sua storia a quella di mammà.

Nonno tentò ancora di sviarla, vuoi col karate, vuoi con la danza classica ma, poi, a cinque anni, Maria ha preso in mano la prima racchetta e non l’ha più abbandonata: a undici, è andata in finale a Lamia partendo dalle qualificazioni, e nonno Dimitris l’ha presa da parte e le ha finalmente svelato da dove venisse il suo destino. Fortunatamente, i tempi sono cambiati.

Maria ha potuto emigrare per crescere. E, grazie alla palestra di Barcellona, del 2013, ha fatto il primo salto di qualità, scalando la classifica dalle top 600 alle 300, e poi insistendo, torneo dopo torneo, livello dopo livello, all’inseguimento di Eleni Daniilidou. La tennista più vincente di Grecia con 5 titoli Wta, che il 12 maggio 2003 è arrivata al numero 14 del mondo.

Oggi, Maria dalle forti braccia e dalla grande grinta, capace di fiammate imparabili come di amnesie inspiegabili nel suo gioco di potenza da fondocampo, è 39 del mondo, con la classifica-record di n.29 del 24 settembre. Quest’anno ha vinto il primo titolo, a Rabat, non è ancora nella storia del tennis greco, ma ha superato il numero 47 del ranking di mamma Angeliki. E, a Roma, cerca di ritagliarsi un po’ di gloria, “da orgogliosa figlia di Sparta”, come sottolinea la 23enne dopo la rimonta contro Mladenovic di venerdì sera.

“Io e Stefanos in semifinale, è storico, noi greci non avevamo mai avuto due buoni giocatori nello stesso periodo, sono molto orgogliosa per tutti e due. Non succede spesso per un paese. E il nostro negli ultimi dieci anni ha vissuto momenti duri. E’ bello portare buoni risultati e felicità alla nostra gente”.

I capricci degli dei non si fermano qui, anche se qualcuno sussurra che i due ragazzi siano legati da qualcosa in più di una bella amicizia. Stefanos Tsitsipas è stato salvato dalle acque da papà Apostolos, che l’accompagna dappertutto e l’ha forgiato nelle dure battaglie dei circuiti minori perché diventasse un guerriero impavido. Alto, bello, forte, capace di sorprendere l’avversario e di piegarne il braccio e la fiducia. Fino a salire, ad appena 20 anni, al numero 7 del mondo, come il più solido dei Next Gen. Di cui del resto è diventato il re alle Finals della Fiera di Milano/Rho di novembre.

   Oggi i guerrieri greci sono chiamati a un’impresa da semidei, contro due avversati arrabbiatissimi, che cercano la rivincita. Maria ritrova Karolina Pliskova, che ha battuto proprio a Roma, un anno fa, con la ceca furiosa per una chiamata negativa di un giudice di linea sul 5-5 40-40 del terzo set. Stefanos deve fronteggiare il dio della terra rossa, Rafa Nadal, cui ha fatto uno sgarbo non da poco, eliminandolo la settimana scorsa a casa sua, a Madrid.