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Campioni internazionali

Nadal torna cannibale?

Anche il connazionale e mancino “a specchio” Verdasco raccoglie pochi game (solo 4) contro il grande Rafa, ancora alla ricerca della prima vittoria stagionale. Tsitsipas in semifinale dovrà guardarsi dalla grande fame del Cannibale

di Gianluca Strocchi | 17 maggio 2019

RAFA A ROMA ANCORA SENZA TITOLI NEL 2019 - Roma caput mundi, anche e soprattutto per Rafael Nadal. Che è approdato per l’undicesima volta in semifinale agli Internazionali BNL d’Italia, dove ha iscritto il suo nome nell’albo d’oro già in otto occasioni. E’ arrivato in riva al Tevere senza titoli in questa stagione, evento più unico che raro per il re del rosso, e muore dalla voglia di cancellare quello zero prima del Roland Garros, per ritrovare autostima e antiche certezze. Intanto è a due successi dalla nona sinfonia capitolina il mancino di Manacor, numero 2 della classifica mondiale e del seeding, che ha vinto il derby con il connazionale Fernando Verdasco, numero 38 Atp: 64 60, in un’ora e 39 minuti, il punteggio in favore del campione in carica. 
All'inizio non giocavo male io ma Fernando stava giocando in maniera incredibile: nessun errore, molti vincenti e colpi sempre in anticipo” - la disamina di Rafa, presentatosi in sala interviste con cappellino arancione vivo e una t-shirt con un simpatico tigrotto sul petto – “È stato un primo set molto difficile, uno dei primi set che sono davvero felice di aver vinto. Ho avuto belle sensazioni durante l'intera partita. E, dopo essermi aggiudicato il primo set, nel secondo sono stato in grado di giocare più aggressivo con il dritto, mentre il mio avversario ha rallentato un po’. Ho fatto bene un sacco di cose questo pomeriggio. Sono molto felice di essere di nuovo in semifinale, si tratta di una bella vittoria”.

VERDASCO SCATTA BENE MA NADAL ESCE ALLA DISTANZA – In effetti nel 20esimo testa a testa fra i due spagnoli è stata lanciata la partenza del madrileno, che ha tolto il servizio al più famoso connazionale subito nel game d’apertura, per poi issarsi sul 3-1. Nel sesto gioco è arrivato però il controbreak di Nadal, con aggancio (3-3) e sorpasso (4-3), anche se continuando a mulinare con il suo diritto Verdasco sul 4-4 si è procurato tre palle break di fila, cancellate dal campione di Manacor con altrettanti servizi efficaci. E, mancata l’occasione, Fernando nel gioco seguente ha ceduto la battuta e quindi il set (sparando il diritto mancino in corridoio) dopo un’ora e un minuto. Sullo slancio Rafa è volato sul 2-0, poi sul 3-0 dopo aver salvato quattro palle del contro-break (gioco durato quasi dieci minuti). Il monologo del “re del rosso” è proseguito: secondo break (4-0) e tutto in discesa per Nadal, che ha chiuso il discorso al secondo match point con un rovescio a due mani sul quale Verdasco non ha potuto organizzare una difesa e Rafa ha potuto alzare il suo pugno chiuso al cielo.

“PECCATO NON TROVARE ROGER IN SEMIFINALE” - Sabato Rafa può andare a caccia della rivincita per la sconfitta patita la settimana scorsa proprio a Madrid contro il greco Stefanos Tsitsipas, numero 7 della classifica mondiale e ottava testa di serie, che ha avuto via libera per il ritiro di Roger Federer, numero 3 del ranking. Nadal conduce per 3 a 1 nel bilancio dei precedenti con il 20enne di Atene. "Sono dispiaciuto per Roger, sarebbe stato fantastico avere la possibilità di giocare contro di lui qui in quella semifinale" - le parole di Nadal commentando il ritiro del grande rivale elvetico per un problema alla gamba – "così come sono molto dispiaciuto per Osaka. Ma avrò un altro avversario molto duro davanti come Tsitsipas. Il doppio turno di giovedì? È così che funziona a volte, no? Ciò può accadere in condizioni outdoor. Fa parte del gioco e quando disputi due incontri in un giorni il rischio aumenta". 

“TSITSIPAS? SOLO SE GIOCO BENE AVRO CHANCE” - Ovviamente la seconda semifinale di fila in un “1000” – nel giro di una settimana - contro l’emergente talento ellenico tiene banco. “So bene quel che è successo a Madrid, come pure la possibile soluzione, però passare dalla teoria alla pratica non è così semplice. Dopo tanti anni nel circuito so che cosa è accaduto e proverò a fare del mio meglio per cambiare l’esito, naturalmente anche dopo aver parlato con il mio team. Una cosa è certa: devo giocare bene a tennis, se ci riesco avrò la possibilità di vincere, altrimenti le chance sono poche. Sorpreso della rapida ascesa di Tsitsipas, già fra i top 10? No, sinceramente. E’ normale che ci siano giovani che arrivano ai vertici. Stefanos è un buon giocatore ed è quello che io a inizio stagione, parlando con i componenti della mia squadra sui nuovi possibili top ten, avevo indicato. Ma non perché sono un genio, quanto piuttosto perché era un candidato con tutte le qualità per riuscirci. Forse ha persino anticipato quel che mi aspettassi”.

“MIE SENSAZIONI MIGLIORANO GIORNO DOPO GIORNO” - In ogni caso la quinta semifinale di fila è la conferma di una crescita di competitività, almeno per il diretto interessato, che non interpreta come deludenti gli stop nel penultimo atto nei precedenti appuntamenti su terra (Montecarlo, Barcellona e Madrid). “Non sono abituato a paragonare quello che è stato nelle settimane precedenti. Quel che è successo a Montecarlo, Barcellona e Madrid è passato, adesso siamo a Roma, un torneo diverso e per me un posto speciale. Guardando indietro, l’aspetto positivo è che le mie sensazioni nell’ultimo mese sono progressivamente migliori. E questo per me, da professionista, è un motivo di soddisfazione. Per quel che mi riguarda, ogni match vinto è un’iniezione di fiducia” - conclude Rafa – “anche perché ogni giorno l’avversario è progressivamente più forte”. La concorrenza è avvisata: il “signore della terra” è deciso a tornare cannibale e vuole ripartire con il serbatoio pieno da Roma. Caput Mundi.