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Campioni internazionali

250 volte Nole

Djokovic festeggia la 250esima settimana complessiva al comando del ranking ma a Madrid si continua a parlare più di Federer e Nadal.

di Vincenzo Martucci | 07 maggio 2019

QUINTO NELLA STORIA - Zitto zitto, Novak Djokovic è arrivato a 250 settimane in testa alla classifica Atp. Meglio di lui, nella storia, hanno fatto soltanto in quattro, dal 23 agosto 1973, da quando cioè il computer elabora di settimana in settimana, con un sistema puramente aritmetico, la graduatoria mondiale dei tennisti professionisti. Il primatista è Roger Federer a quota 310 settimane (237 di fila), poi c’è Pete Sampras con 286 (102 consecutive), quindi Ivan Lendl con 270 (157 una dietro l’altra), e Jimmy Connors con 268 (160 continuative). Se manterrà questo ritmo, Nole potrebbe agganciare tutti molto presto: gli ultimi due “cannibali” addirittura già a settembre, il 9 Jimbo e il 23 “Ivan il terribile”, e quindi “Pistol Pete” e il Magnifico nel 2020, rispettivamente, il 13 gennaio e il 30 giugno.
Aggiungerebbe, così, miracolo a miracolo. Dopo l’incredibile recupero degli ultimi dodici mesi a questa parte. Dopo aver trascorso metà stagione fuorigioco per il problema (e l’operazione) al gomito e una importante pausa mentale. Dopo il complicato rientro psico-fisico del 2018. Dopo essere stato numero 22 della classifica ancora a maggio al Roland Garros (quando cedeva all’italiano Cecchinato). Dopo aver piazzato un parziale micidiale di 44 vittore e 6 sconfitte - 35-3 da Wimbledon a fine anno - e quindi essere diventato, il 5 novembre, il primo a riportarsi al numero 1 del mondo, partendo da oltre i “top 20”, dopo Marat Safin nel 2000. Fino a chiudere la stagione 2018 sul trono Atp Tour, come già altre quattro volte (2011-12, 2014-15).

In cerca d'affetto

Djokovic vince, stravince, regala il suo cuore al pubblico, a tutte le quattro tribune dello stadio, ogni volta che chiude la partita, eppure capta una certa diffidenza nei suoi confronti. E resta terribilmente geloso delle attenzioni e dell’amore che invece i media e gli appassionati dedicano da sempre ai rivali di sempre, Federer e Nadal. Proprio non gli va giù. E, soprattutto davanti al pubblico giacobino del Roland Garros, ha dimostrato di soffrire terribilmente la situazione. Perché lui, quei due mostri, li ha raggiunti, li ha battuti, li ha anche umiliati. Si è aggiudicato gli ultimi tre Slam, Wimbledon ed Us Open 2018, e quindi gli Australian Open di gennaio. Lui minaccia persino di sorpassarli nella collezione dei Majors, con le 15 tacche, contro le 17 del più grande campione sulla terra rossa e le 20-record del Magnifico. Mentre, nei Masters 1000, è a una lunghezza dal primato di Rafa (32 contro 33 titoli), dopo aver staccato Roger a quota 28. E’, anzi, “il serbo di gomma” l’unico capace di conquistarli tutti e 9 i tornei che per qualità e montepremi vengono solo dopo i quattro Slam. E sbandiera un annichilente bilancio di 102-25 contro i “top 10”, oltre ai 31 successi in 43 finali.

Accidenti a Roger e Rafa...

Insomma, al di là della classifica, al di là dei grandi tornei, “Nole” è indiscutibilmente l’uomo forte del tennis di oggi, l’unico che può ambire al Grande Slam, cioè alla conquista nello stesso anno di tutti e quattro i maggiori tornei. Non solo perché ha firmato il primo del 2019, a gennaio, ma perché ha dimostrato di potersi imporre su tutte le superfici, tecnicamente tatticamente e fisicamente. E di avere anche la forza mentale per riuscirci.
Eppure, a Madrid, si parla soprattutto di Roger Federer, che torna sulla terra rossa, e di Rafa Nadal, che è più vulnerabile che mai sulla sua adorata superficie dov’ha piantato addirittura undici bandierine al Roland Garros.
Mentre lui, Djokovic, da campione degli ultimi tre Slam consecutivi, viene citato solo in negativo: è stato in realtà lui a tagliare la testa del CEO dell’Atp Chris Kermode, è di nuovo in difficoltà con la dieta, è ancora bisognoso del guru Pepe Imaz, è indebolito dai passi falsi di Indian Wells (contro Kohlschreiber), di Miami (contro Bautista Agut) e di Montecarlo (contro Medvedev)? La risposta, intanto, è 250 volte Nole.