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Campioni internazionali

ScivolA Zverev: ecco di nuovo quei tre in testa...

Djokovic, Nadal e Federer occupano le prime tre posizioni del ranking mondiale, ancora una volta: la prima fu il 9 luglio 2007!

di Vincenzo Martucci | 07 maggio 2019

GRAZIE SASCHA... - Alexander Zverev non riesce proprio ad uscire dalla crisi, di fiducia, di pressione, di aspettative, di ansia da prestazione a livello più alto, di frustrazione perché non tiene il passo dei soliti tre. Quei mostri di Novak Djokovic, Rafa Nadal e Roger Federer. Che, il 9 luglio 2007, sia pure in ordine inverso, si sono presentati per la prima volta ai primi tre posti della griglia della classifica Atp Tour, e questa settimana, con il ranking di lunedì 6 maggio 2019, festeggiano quella data di 4320 giorni fa. Perché proprio grazie al capitombolo di Zverev a Monaco, dove difendeva il titolo del 2018 e il numero 3 del mondo, tornano a ritrovarsi insieme. Col serbo al primo posto del ranking Atp Tour, seguito dallo spagnolo e dallo svizzero.

I giovani stanno arrivando

Non è una bocciatura per i giovani come gruppo, perché mai come in questi due ultimi anni - anche sulla spinta delle Next Gen Finals di Rho-Fiera - gli under 21 sono stati così tanti e così competitivi ad alto livello, anche nei maggiori tornei. L’ultimo ad aggregarsi, è lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina, protagonista all’Estoril, dov’è volato dalle qualificazioni alle semifinali sulla scia dei compagni di scuderia-Tschabuschnig, i giovani azzurri Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego.

Il segreto è l'umiltà

La straordinarietà del trio delle meraviglie Djokovic-Nadal-Federer è quella che viene evocata anche dal dio calcio in questi giorni. Il pilastro della Juventus, Chiellini, parlando dei fenomeni Messi-Ronaldo, e quindi della straordinaria “risposta” di CR7 alla doppietta di Leo al Liverpool nel derby col Torino, ha fatto riferimento proprio a Federer e Nadal, per illustrare le straordinarie qualità dei campioni extra-terrestri che fanno cose fuori dal comune. Chiosando con esemplare umiltà: “Messi e Ronaldo sono come Federer e Nadal, non c’è dualismo, c’è un continuo esaltare le loro imprese. Noi della Juve dobbiamo essere solo felici di poter giocare accanto a Ronaldo”.

"Sono in una buca..."

La parola umiltà è quella giusta per spiegare i problemi di Zverev. Un talento sbocciato a livello più alto proprio al Masters 1000 di Roma, quando superò Novak Djokovic diventando il più giovane campione dei Super9, dieci anni dopo il serbo, e anche il primo a riuscirci fra i nati negli anni 90. Entrando così per la prima volta nei “top 10”, ed esprimendosi ancora a livelli così alti anche sull’ostica terra rossa, confermando l’anno scorso la finale al Foro Italico, ma perdendola contro Nadal. Pur dopo avergli inferto un micidiale 6-1 nel secondo set. Dopo le reazioni spavalde, il neo 22enne, campione uscente del Masters, una volta persa la terza posizione mondiale a beneficio del 37enne Federer, dopo il ko contro Jarry a Barcellona è scivolato nello sconforto più totale, ed ha ammesso: “Sono in una buca e non so come venirne fuori”. Figurarsi come sta di morale dopo la scoppola di Monaco contro l’ex rivale dei tornei junior, Cristian Garin.

Problemi al di fuori del tennis

C’è chi sostiene che la causa legale col manager storico, il cileno Patricio Opey, gli abbia lasciato strascichi emotivi almeno quanto l’ipotesi di passare con Team8 di Tony Godsick (cioè di Roger Federer), chi ricorda gli otto chili di peso che ha perso a marzo per un virus, chi mette in relazione la sua apparente distrazione con la fine della lunga love story con l’ex tennista russa Olga Sharypova, chi azzarda che sia debilitato dal diabete, chi sostiene che sia in confusione tecnica perché non va assolutamente d’accordo col super-coach Ivan Lendl. Di sicuro, aspettando il suo Masters 1000 preferito, a Roma, Sascha, il bambino d’oro, il numero uno annunciato per il dopo Federer-Nadal, il campione più precoce anche di RogerExpress a pari età, ha perso la corona di Monaco e il numero 3 del mondo, insieme a tutta la sicurezza di cui ha bisogno per il suo gioco di potenza. Fiducia che è tornata nelle teste, nei sorrisi e nel braccio dei soliti tre tenori.