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Eventi Internazionali

Berdych e Dimitrov come cicale stonate

Dopo quindici anni, Tomas (numero 4 Atp nel maggio 2015) esce dai primi 100 della classifica mondiale, Grisha (vincitore del Masters 2017) lascia i top 40: due talenti sgualciti, logorati dal potere che non hanno avuto

di Vincenzo Martucci | 30 aprile 2019

BERDYCH FUORI DAI PRIMI 100 - Belli e impossibili, di fisico, di aspetto e anche di tennis, col servizio che spacca e i colpi giusti da fondo, più anche la volée. Biondi e sciupafemmine, Tomas Berdych e Grigor Dimitrov sono quelli che, come direbbe Giulio Andreotti, sono stati logorati dal potere che non hanno avuto. Da lunedì, il 33enne ceco è uscito dai primi 100 come non gli capitava dal 25 gennaio 2004 e il 27enne bulgaro ha lasciato i primi 40 come non gli accadeva dall’11 febbraio 2013.
Quindi, da numeri 2 impropri, dietro i famosi Fab Four, Federer-Nadal-Djokovic-Murray, perché troppo lontani come rendimento e qualità, perché non sono mai riusciti a disturbare, figurati a contrastare e ad emulare veramente i mostri, sono retrocessi automaticamente a numeri 3. Incapaci, da bellissime cicale, di racimolare le poche briciole-Slam lasciate dai fenomeni, cedendole a formiche magari più sgraziate, ma sicuramente più umili, come i potenti omoni Wawrinka, Del Potro e Cilic. 
 
IL NO DI LENDL AL RUOLO DI SUPER COACH - I due candidati fenomeni, mai realizzati in proporzione al talento hanno in comune una caratteristica decisiva: entrambi sono sfuggiti dalle loro responsabilità, preferendo - a parte un fugace tentativo - allenatori più morbidi. Berdych era talmente poco convincente, come soldatino del durissimo tennis pro, che il connazionale Ivan Lendl si è persino rifiutato di fargli da super-coach, bocciando definitivamente le sue ambizioni Slam. Che pure, nel 2010, dopo aver eliminato Federer, l’avevano portato alla finale di Wimbledon, proponendolo alle semifinali degli altri Major. A riprova di un bagaglio tecnico di estrema qualità, come confermano i 13 titoli Atp di singolare, il numero 4 in classifica del maggio 2015, e le due coppe Davis conquistate.
 
PER DIMITROV UN "1000" E TANTE ILLUSIONI - E Dimitrov non è mai riuscito a scrollarsi di dosso l’etichetta di “baby Federer”, che imitava nello stile del rovescio a una mano e anche del magico dritto, ma non certo nella continuità, nella dedizione, nella decisione nell’inseguire gli obiettivi più duri ed impegnativi. Per cui, malgrado qualche sporadica fiammata, mille promesse e tante illusioni, malgrado abbia vinto 8 titoli Atp e sia arrivato anche al numero 3 del mondo il 30 novembre 2017, proprio non ha saputo andare oltre un titolo Masters 1000, a Cincinnati 2017. Lo stesso bottino massimo di Berdych, a Parigi Bercy 2005.
 
DUE COMPAGNE DA ROTOCALCHI - Anche se tutti e due si consolano ampiamente nella comune residenza fiscale da super ricchi di Montecarlo, Tomas, con quasi 30 milioni di soli premi ufficiali e la bella, invidiatissima, mogliettina, l’ex modella Ester Satorova, “Grisha”, coi 16 milioni di dollari di premi e con l’attrice Nicole Scherzinger, l’ultima starlette con cui s’accompagna, dopo aver fatto strage anche nel tennis, da Serena Williams a Maria Sharapova. 
Basterà al loro ego?