-
Campioni Next Gen

Tra sogni e lavoro: "ecco che Zeppieri sarà"

Il promettente giocatore pontino, classe 2001, è stato autore di una stagione positiva tra Itf e Challenger. Ma le ambizioni per il 2020 sono ancora più importanti. Ce le racconta il suo coach, Piero Melaranci. "La competizione fa bene. Nel 2019 c'era una scommessa in ballo tra Giulio e Musetti". Ecco chi paga... almeno stavolta

di Alessandro Nizegorodcew | 30 novembre 2019

“In questa stagione abbiamo visto un’anteprima del Giulio Zeppieri tennista e professionista. Ho ben chiaro in mente chi potrà diventare e dove potrà arrivare, ma a oggi non mi esprimo per scaramanzia”. Piero Melaranci, allenatore del talento pontino classe 2001, racconta l’annata appena conclusa con un occhio di riguardo al prossimo futuro.

Zeppieri ha chiuso la stagione al numero 385 Atp, raggiungendo come migliori risultati la vittoria nel 25.000 dollari di Santa Margherita di Pula e la semifinale nel Challenger di Parma. Sin da bambino agli ordini dell'attuale allenatore, il mancino di Latina è pronto a spiccare il volo in un 2020 che si preannuncia scoppiettante.

Giusto il tempo di rifiatare dopo una faticosa annata, e si riparte da Tirrenia per una nuova appassionante stagione. “Siamo al Centro Tecnico Federale per i test fisici e per iniziare la preparazione invernale che verrà svolta fra Tirrenia e Latina – spiega ancora Melaranci – per tutto il mese di dicembre e buona parte di gennaio”.

Guarda le foto dei migliori Under 18 italiani

Consapevolezza e intensità

Il 2019 si è appena concluso. Che annata è stata per Giulio?
“È stato il primo anno di vera attività professionistica. Se escludiamo i tornei junior degli Australian Open e del Roland Garros, Giulio si è cimentato con continuità con futures e challenger. Abbiamo vissuto una stagione utile ad alzare il livello, a migliorare il gioco e ad adeguare il ritmo a quello dei migliori”.

Siete soddisfatti dei risultati raggiunti?
“I risultati sono stati discreti, anche se credo che Giulio avrebbe potuto portare a casa qualche match in più. Complessivamente, però, è stata una stagione molto importante sotto tanti punti di vista”.

Quali in particolare?
“Alcune sconfitte tirate contro giocatori molto forti ci hanno fatto capire cosa manchi al momento per fare il salto di qualità. A Perugia, ad esempio, Giulio ha dominato per un set Federico Delbonis. Questi sono incontri che, seppur persi, portano a raggiungere una maggiore consapevolezza. Un altro elemento molto ‘allenante’ del 2019 è stata l’intensità di gioco, che contro giocatori forti da challenger deve essere sempre elevatissima. O rimani concentrato al cento per cento, o vieni sovrastano mentalmente. In alcuni momenti di questi match abbiamo ammirato quello che Giulio Zeppieri potrà diventare”.

Next Gen come test

Il prossimo step?
“Far sì che il tennis espresso in quei singoli set possa durare per tre interi parziali. La strada è lunga, ma è anche quella giusta. I margini di miglioramento sono tantissimi”.

Tecnicamente cosa ti ha soddisfatto di più e su cosa invece si dovrà lavorare maggiormente?
“Credo che il salto di qualità più evidente sia giunto nel fondamentale della battuta, che tra l’altro ha consentito a Giulio di crescere molto anche sulle superfici veloci. Sul rovescio, che è il suo colpo naturale, deve imparare a dare più rotazione, soprattutto sulla terra battuta, per consegnare all’avversario una palla maggiormente complessa. Deve crescere molto in risposta e può migliorare ancora tanto sul dritto”.

Nella parte finale di stagione Zeppieri ha mostrato ‘numeri’ importanti, culminati nella vittoria alle qualificazioni delle Next Gen Atp Finals.
“Giulio ha chiuso bene la stagione: ha vinto un 25.000 a Santa Margherita di Pula conquistando poi, sul veloce indoor, le ‘quali’ Next Gen. Peccato non aver potuto giocare le Finals, ma in quella settimana abbiamo avuto la possibilità di allenarci ad altissimo livello con Frances Tiafoe, Ugo Humbert e ovviamente Jannik Sinner”.

La cena con Musetti

Che impressioni hai avuto dalle Next Gen Atp Finals?
“Ad essere sincero, nonostante sia chiaro che tutti i partecipanti siano ottimi giocatori, mi aspettavo qualcosa in più dal punto di vista tecnico. Avevo visto Alex De Minaur a inizio anno a Sydney e mi aveva impressionato, mentre a Milano mi ha un po’ deluso. Sinner, che conosco da tanto tempo perché a livello junior ha giocato spesso in doppio con Giulio, ha invece disputato un torneo al 110 per cento ed è stato straordinario”.

Jannik Sinner, Lorenzo Musetti, Giulio Zeppieri e non solo. Quanto aiuta una sana competizione tra i nostri giovani talenti?
“Aiuta moltissimo. Quando si scende in campo da avversari si cerca in ogni modo di prevalere sino all’ultimo punto, ma fuori dal campo si rema tutti dalla stessa parte. Giulio e Lorenzo sono amici e stanno crescendo insieme. Siamo contenti quando Musetti raggiunge un bel risultato e lo stesso accade, ovviamente, nel team del toscano nel caso di un exploit di Zeppieri. Quest’anno in ballo c’era una scommessa su chi dei due avrebbe chiuso più avanti in classifica. Ha vinto Lorenzo di pochissimi punti, proprio grazie all’ultimo torneo giocato, e Giulio dovrà quindi pagargli una cena. Questa competizione interna è un continuo stimolo positivo per i ragazzi. Attenzione, inoltre, perché oltre a questi tre nomi ci sono tanti altri giovani e giovanissimi di ottimo valore. Il materiale umano su cui lavorare è notevole”.

Testa bassa e lavorare

Come ti spieghi questo momento così positivo per il tennis italiano?
“Da un certo punto di vista è certamente questione di cicli, ma analizzando nel dettaglio credo che il segreto stia nella presa di coscienza della Federazione Italiana Tennis nei confronti dei team privati, che tanto bene hanno lavorato in questi anni. La Fit adesso aiuta e supporta molto in un clima di grande collaborazione. I team privati, come già detto, hanno svolto e stanno svolgendo un grande lavoro e va dato loro grande merito”.

Come si integra il team di Zeppieri con la Fit?
“Io mi occuperò come sempre di seguire Giulio nella maggior parte dei tornei, stilando la programmazione. A livello tecnico ci sarà un importante supporto del tecnico federale Umberto Rianna, mentre per la parte atletica mi daranno una mano sia Stefano Barsacchi che Roberto Petrignani. Lorenzo Beltrame continuerà a seguire Giulio per la parte psicologica, visto che il mental coach è ormai figura fondamentale, complici anche le pressioni e le tensioni che, per forza di cose, stanno aumentano. I fisioterapisti e gli osteopati saranno sia di Tirrenia che di Latina”.

Che Giulio Zeppieri sarà quello del 2020?
“Sarà uno Zeppieri pronto a lavorare e a crescere sotto tutti i punti di vista. Ho una mia idea del ranking che raggiungerà a fine anno, ma non ve lo dirò mai per scaramanzia. Spero che nella seconda parte dell’anno potrà confrontarsi non soltanto con i main draw challenger ma anche con qualche qualificazione in Atp 250 e 500. Adesso però testa bassa e lavorare, la preparazione invernale è appena cominciata”.

Commenti

Partecipa anche tu alla discussione, accedi