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Campioni Next Gen

I Next Gen che verranno

Dopo la splendida vittoria di Jannik Sinner, ecco chi sono i possibili protagonisti della prossima edizione delle Next Gen Atp Finals. Tra loro, anche alcuni italiani di grande qualità

di Alessandro Nizegorodcew | 13 novembre 2019

Le Next Gen Atp Finals si sono appena concluse, ma lo sguardo è già rivolto al futuro. Quali saranno i volti nuovi dell’edizione 2020? Chi saprà conquistare il cuore e l’affetto degli appassionati nei prossimi dodici mesi? Ci sono tennisti in grado di ripercorrere la repentina scalata di Jannik Sinner?

Il Master Next Gen del prossimo anno, in programma sempre a Milano, vedrà impegnati, come più ‘anziani’, i giocatori nati nel 1999. Ritroveremo quindi con ogni probabilità Alejandro Davidovich-Fokina, entrato all’ultimo in tabellone a causa del ritiro di Shapovalov, e Miomir Kecmanovic, ma tanti volti nuovi potrebbero fare il loro esordio nel 2020.

Forza e talento

Il momento positivo della ‘nouvelle vague’ del tennis internazionale risulta piuttosto palese analizzando il ranking Atp dei primi due tennisti rimasti fuori dalla ‘Race to Milano’ 2019. Alexei Popyrin, numero 96 del mondo, e Corentin Moutet, alla piazza 82 della classifica.

Entrambi classe ’99, a un passo dalla qualificazione alle Next Gen Atp Finals, cercheranno di partecipare all’evento lombardo nel 2020. La potenza scaturita dai quasi due metri di altezza di Popyrin, australiano di origine russa, è un’arma devastante, nel servizio così come nei colpi da fondo: difficilmente lo vedremo fuori dai Top 50 Atp nella prossima stagione. Un po’ più complicata sulla carta l’ascesa del mancino Moutet, che non è né alto né potente ma sopperisce con talento, sensibilità e angoli strettissimi a un fisico da normotipo.

Ghiaccio bollente

Emil Ruusuvuori, finlandese classe ’99, sembra uscito direttamente dai libri di George R.R. Martin e con la sua freddezza glaciale sembra destinato a una stagione di grande livello. Nel 2019, dopo qualche problema fisico nelle primissime settimane, è andato sempre in crescendo mettendo in fila un record di 51 vittorie e 17 sconfitte.

Allenato da anni dal coach italiano Federico Ricci, Emil picchia forte un po’ su tutte le superfici, e in stagione ha conquistato ben tre challenger (Fergana, Maiorca e Glasgow, a casa Murray).

Figli d'arte

Tra i più giovani, che tenteranno una scalata alla Jannik Sinner (nel 2019 è passato dal numero 551 di inizio anno alla piazza 95 Atp), si annovera un interessante gruppetto di teenagers. A guidare la truppa, il tedesco classe 2000 Rudolf Molleker, 19 anni appena compiuti, che chiuderà la stagione intorno al numero 150 e che ha palesato, in più di un’occasione, un tennis già potente e solido.

Stessa età, talento forse ancor superiore, lo statunitense Sebastian Korda è il figlio del grande Petr, vincitore dell’Australian Open nel 1998 e finalista a Parigi sei anni prima. Korda junior, anche lui vincitore a Melbourne ma ovviamente nel torneo juniores, è tra i talenti emergenti più interessanti dell’intero panorama internazionale. Tra i figli d’arte, occhio anche al giovanissimo mancino Martin Damm, classe 2003 e potenza da vendere.

Un nome da segnare senza alcun dubbio è quello di Jack Draper, britannico classe 2001 già entrato tra i primi 350 Atp e pronto a scalare il ranking molto velocemente. Poche settimane fa, a Fairfield, ha raggiunto il primo quarto di finale challenger della carriera dopo una stagione praticamente perfetta a livello futures (tre vittorie, una finale e tre semifinali).

Chiudiamo con i nomi di Holger Rune (vincitore del Roland Garros), Jonas Forejtek (vincitore degli Us Open) e Shintaro Mochizuki (vincitore di Wimbledon), grandi protagonisti della stagione juniores, che sono ormai pronti al salto definitivo nel mondo del professionismo.

Promesse azzurre

Jannik Sinner, protagonista dell’edizione 2019, ha usufruito di una wild card per il tabellone principale, ma la sensazione è che l’anno prossimo non avrà difficoltà a conquistare il pass (già quest’anno ha sfiorato la qualificazione diretta) per Milano.

Il tennis italiano maschile, mai così in salute, può puntare all’accesso alle Next Gen Atp Finals anche con altri due giovanissimi: Giulio Zeppieri, classe 2001, e Lorenzo Musetti, classe 2002.

Il mancino pontino ha conquistato quest’anno le qualificazioni aggiudicandosi il ruolo di alternate a suon di colpi vincenti di rara potenza, mentre il toscano vanta una tecnica fuori dal comune e una grande capacità di alzare il livello nei momenti importanti.

Non sarà una strada facile, quella che passerà prima dalla continuità nei challenger e poi, forse, dagli Atp, ma la speranza di avere più di un azzurro in tabellone non può considerarsi un’irraggiungibile chimera. Anzi.

Otto posti a disposizione, tantissimi giovani pronti a inseguire un grande traguardo. Guardare la vetta, sperare, lavorare. “Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni”. Parole di Eleanor Roosevelt che, senza saperlo, aveva scritto il motto perfetto per le Next Gen Atp Finals.

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