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Campioni Next Gen

Il Supergiovane: costruzione del Next Gen perfetto

Con il diritto di Tiafoe, il rovescio (e le gambe) di Sinner e la risposta di De Minaur sarebbe non solo un under 21 da favola, ma un super-giocatore estremamente spettacolare e pronto per dominare il tennis

di Marco Mazzoni | 06 novembre 2019

Le Next Gen Atp Finals di Milano sono la vetrina dei migliori giovani talenti della stagione. Da martedì potremo ammirare Jannik Sinner e gli altri all'Allianz Cloud e in esclusiva su SuperTennis. Nell'attesa, ci siamo divertiti costruendo il tennista Under 21 ideale, selezionando i migliori colpi dei protagonisti delle Finals, a forgiare un giocatore davvero formidabile.

Diritto: Frances Tiafoe

Il sorridente Frances Tiafoe si è imposto nel mondo della racchetta con una tecnica esecutiva tanto personale quanto efficace. Il diritto è il suo colpo migliore, una frustata che travolge la palla e le imprime una combinazione di velocità e rotazione eccezionale.

Di quelli che vedremo a Milano, è considerato il più temibile perché nessuno dei colleghi riesce a generare da destra delle accelerazioni così potenti e difficili da contenere. L'apertura inizia con il braccio che retrocede con il gomito alto, come se preparasse un'infilata da schermidore.

La particolarità è il polso, che resta girato verso il basso, con la racchetta che esegue la fase iniziale dell'apertura puntando verso il terreno.
Nel momento della massima estensione del braccio all'indietro, il polso si apre e la racchetta diventa parallela al campo, con l'ovale che si allinea alla palla in arrivo. La fase attiva di spinta è una spazzolata rapidissima e la racchetta che termina la sua corsa a sinistra del busto, ben dietro e in basso.

La palla esce carica di rotazione e molto veloce, sia quando accelera in spinta che quando è costretto a difendersi. È un colpo che eccelle nel ritmo, nato e affinato sui campi in cemento, piuttosto veloci e con rimbalzo regolare; con quella preparazione può andare in difficoltà quando è costretto ad accelerare l'apertura per difendersi da un rimbalzo molto basso (erba) o irregolare (terra battuta).

Sembra difficile che si possa ricavare un ottimo controllo con uno swing così poco ortodosso, ma l'americano ha un polso d'acciaio e ha trovato in questa meccanica un colpo davvero temibile.

Anche il norvegese Ruud possiede un buonissimo dritto, con una impostazione più classica, ideale per governare lo scambio sulla terra battuta.

Rovescio: Jannik Sinner

Quella del miglior rovescio tra i Next Gen 2019 è la scelta più difficile, perché quasi tutti i talenti qualificati per le Finals di Milano hanno nel rovescio il colpo più incisivo e affidabile. Alex De Minaur trova soluzioni impressionanti, Miomir Kecmanovic è solido, Mikael Ymer “vola” impattando cross spettacolari, ma il rovescio ideale per il nostro super giocatore è quello di… Jannik Sinner.

Non dimentichiamo certo quello straordinario a una mano di Denis Shapovalov, che non verrà all’Allianz Cloud di Milano ma che è comunque un colpo top. Quello del canadese e quello dell’altoatesino sono due colpi naturali, di straordinaria efficacia e bellezza stilistica. Il giovane azzurro ha una gestualità “scolastico” come stile, pulito ed efficace. La differenza la fa nell'equilibrio con cui esegue il movimento e nel timing perfetto. Uno swing raccolto e rapidissimo il suo, da cui scaturiscono colpi straordinari per potenza, ritmo e precisione.

Il rovescio mancino a una mano di Shapovalov, invece, è uno dei colpi belli del circuito: può “strappare” di puro braccio e trovare una combinazione di forza e precisione incredibile anche se totalmente fuori equilibrio. Coordinazione, elasticità, senso del ritmo, i rovesci di Jannik e Denis sono una meraviglia balistica.

Servizio: Denis Shapovalov

Ha annunciato che a Milano non ci sarà, e verrà sostituto da Alejandro Davidovich-Fokina. Ma è impossibile non selezionare il servizio di Denis Shapovalov. La battuta è probabilmente il colpo più importante in assoluto, insieme alla risposta, del tennis moderno. Quella del canadese è la più esplosiva, veloce e insidiosa, anche grazie all'effetto mancino che da sinistra può diventare letale.

Il movimento è rapido, molto efficiente. Inizia con una posizione laterale, la schiena in parte rivolta verso la rete e le gambe leggermente divaricate. Il lancio di palla è discretamente alto, e piuttosto variabile nell'inclinazione a seconda dell'effetto che intende imprimere.

Mentre la pallina arriva alla massima altezza, le gambe si piegano e spingono verso l'impatto, con la racchetta che esegue un velocissimo mulinello da laterale-dietro in avanti, terminando la sua corsa a destra, per un anello completo.

La palla esce come un fulmine dalle corde, sia nella botta piatta alla ricerca della massima velocità che nei tagli slice o kick. È un bellissimo gesto, pulito, fluido, con un ottimo trasferimento del peso del corpo sulla palla.

Denis eccelle in ogni taglio e direttrice, ma le soluzioni “top” sono la botta al centro e lo slice a uscire da sinistra, che può esser così veloce e stretto da risultare imprendibile.

La velocità con cui esegue il gesto rende molto difficile leggerne la traiettoria, eccetto la seconda in kick, in cui tende a lanciarsi la palla piuttosto dietro. La prima di servizio è il colpo decisivo nel tennis del canadese: quando prende ritmo il suo gioco decolla e diventa pericolosissimo.

Una curiosità: nella preparazione Denis si fa rimbalzare la palla da diettro in mezzo alle gambe, un vezzo ripreso probabilmente da John Isner, il gigante  statunitense sempre ai vertici nella classifica degli ace.

Tra gli altri giocatori presenti a Milano, ottima anche la battuta di Frances Tiafoe, una frustata veloce e carica di rotazione, ma meno incisiva rispetto a quella del canadese.

Risposta: Alex De Minaur

Il “demone” Alex De Minaur è un fenomeno per reattività. I suoi piedi scattano rapidissimi in ogni situazione di gioco, qualità che gli consente di ribattere le palle più insidiose e trovare soluzioni difensive spettacolari, come passanti in corsa da fuori del campo.

Queste doti si esaltano alla risposta, dove Alex riesce a intercettare ogni tipo di servizio, anche i più veloci e angolati. Legge molto bene la battuta del rivale, intuendo la traiettoria della palla, e con uno scatto felino la sua racchetta arriva all'impatto, a volte con un allungo estremo assimilabile a una “parata” calcistica.

La straordinaria reattività gli consente di rispondere alle prime di servizio più violente e precise, tanto da trovare risposte di buona qualità anche contro le battute più micidiali del tour, colpendo d'incontro e producendo angoli per niente banali.
Quando ha un filo di tempo in più per aggredire, trova risposte cross formidabili, con schemi “da doppista” che sorprendono l'avversario alla battuta, ancora fuori l'equilibrio all'uscita del movimento del servizio. Lo schema migliore si realizza quando, rispondendo da destra col rovescio, impatta in anticipo i servizi al centro, producendo una traiettoria inside-out micidiale, spesso vincente.

Anche Mikael Ymer è molto reattivo, e col rovescio può tirare risposte lunghe e precise; come Jannik Sinner, che impatta benissimo il servizio del rivale per risposte aggressive che lo mettono in condizione di vantaggio.

Volée: Ugo Humbert

Ugo Humbert spicca tra i Next Gen della ‘classe 2019’ per la propria abilità sotto rete. Il francese possiede un gioco di volo naturale e completo: scende a rete con assiduità seguendo schemi d'attacco classici, inclusi quegli approcci di rovescio in back oggi quasi scomparsi. Ugo spinge con i suoi ‘drive’, ma ama anche toccare la palla, variare ritmi e tagli per non dare ‘punch’ all'avversario. Una discesa a rete dopo aver spostato il rivale rientra pienamente nella sua tattica, soluzione che sceglie con frequenza quando è in controllo dello scambio e vede un'apertura di campo.

L'approccio è naturale e ben calibrato, e nei pressi della rete trova una buona posizione, lavorando bene anche con le gambe per cercare l'equilibrio necessario al controllo della volée. È sicuro nella chiusura secca d'incontro, anche su palle piuttosto alte, e con la sensibilità della mano riesce a gestire piuttosto bene le palle più basse, piazzando volée lunghe e precise. La soluzione migliore è la volata sulla sinistra per chiudere incrociato, una vera sentenza. Ha buon istinto nei pressi del net, difficilmente lascia l'angolo scoperto e anche nello smash è sicuro.

Palla corta: Casper Ruud

Da buon “terraiolo”, Casper Ruud spinge molto col dritto in top-spin allontanando il rivale dalla riga di fondo. Nelle fasi in cui è in controllo dello scambio, invece della bordata a chiudere spesso sceglie la palla corta, che esegue con buona mano. È un gesto rapido e preciso, soprattutto col dritto dal centro. Specialmente sul rosso, è sempre un'ottima soluzione per sorprendere l'avversario.

Coordinazione e footwork: Jannik Sinner

La velocità di base, coordinazione e qualità degli appoggi sono ingredienti indispensabili per eccellere nel tennis attuale, sia in attacco che in difesa. Jannik Sinner spicca in questa qualità, non solo tra i Next Gen 2019 ma nell'intero panorama internazionale. Sono doti innate, probabilmente affinate con la pratica dello sci, disciplina in cui l'azione delle gambe è decisiva. L'altoatesino nella parte inferiore del corpo è straordinario, trova appoggi perfetti grazie a forza ed elasticità. Questa qualità gli dona l'ingrediente fondamentale a produrre colpi veloci e precisi: l'equilibrio dinamico. Sinner arriva sulla palla con passi precisi, coordinato e veloce, trovando l'appoggio ideale con i piedi; così può iniziare il movimento con la posizione del corpo perfetta a spingere in sicurezza.

Il ‘mostro’ Next Gen - Il giovane tennista da sogno serve con la velocità di Shapovalov, risponde con la reattività di De Minaur, spinge col dritto di Tiafoe, disegna il campo e cambia ritmo con l'accelerazione secca di rovescio di Sinner, scende a rete e chiude di volo con il tocco di Humbert, corre con la coordinazione e gli appoggi di Jannik. Costui sarebbe non solo un Next Gen da favola, ma un super giocatore estremamente spettacolare. Davvero un Supergiovane. 

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