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Campioni Next Gen

Next Gen, manca poco: il borsino dei protagonisti

Fra meno di dieci giorni, al Palalido Allianz Cloud di Milano sfileranno i migliori giovani al mondo. Tra loro, anche l'italiano Jannik Sinner, che ha ricevuto una wild card ma potrebbe pure entrare direttamente, lasciando libero il suo posto per un altro italiano

di Alessandro Nizegorodcew | 27 ottobre 2019

Pochi giorni al via. Il Palalido Allianz Cloud di Milano è pronto a ospitare (dal 5 al 9 novembre) la terza edizione delle Next Gen Atp Finals. L’attesa sta per terminare, i migliori giovani del circuito Atp si daranno battaglia con l’obiettivo di diventare il nuovo ‘maestro’ della Next Gen. Non sarà della partita Stefanos Tsitsipas, vincitore della passata edizione, che si è qualificato per le Atp Finals di Londra, ma il campo di partecipazione è comunque di straordinaria levatura. Il pubblico lombardo attende con ansia il talento di Shapovalov e l’esuberanza di Tiafoe, la classe cristallina di Humbert, passando per l’aggressività di De Minaur e, soprattutto, la potenza e la classe del nuovo idolo azzurro Jannik Sinner. A qualificarsi per Milano sono i primi 7 della "Race to Milan" (non ci saranno Stefanos Tsitsipas, qualificato alle Atp Finals di Londra, e Felix Auger-Aliassime infortunio alla caviglia sinistra) più la wild card Sinner, ma qualora l’altoatesino dovesse entrare per diritto di classifica, entrerebbe in tabellone il vincitore delle qualificazioni italiane (1-3 novembre, Sporting Milano 3 di Basiglio). Andiamo ad analizzare, in rigoroso ordine di classifica, quelli che saranno (o che potrebbe essere) i protagonisti delle Next Gen Finals 2019. 

Canadesi in pole

Denis Shapovalov
Recente vincitore del primo titolo Atp in quel di Stoccolma, Denis Shapovalov arriva a Milano in grande condizione psicofisica. Il 2019 è stato un anno di assestamento e ambientamento ad alti livelli, che ha portato qualche sconfitta inattesa ma anche tanta esperienza accumulata. Dopo la semifinale a Miami di inizio stagione, ‘Shapo’ è entrato in crisi sino a Winston-Salem (semifinale), dove è ripartito con consapevolezza e continuità trovando un buon terzo turno agli Us Open, la semifinale a Chengdu e il successo in terra svedese.

Occhio a Demon

Alex De Minaur
Vincitore di ben tre titoli Atp (Sydney, Atlanta e Zhuhai), Alex De Minaur ha raggiunto la Top 30 con pieno merito nonostante qualche acciacco fisico che ne ha rallentato la scalata. A New York ha sorpreso Kei Nishikori spingendosi sino agli ottavi di finale, mostrando un tennis brillante e allo stesso tempo solido. Durante il torneo di Atlanta, vinto in finale su Taylor Fritz, il classe ’99 di Sydney non ha mai perso la battuta nell’arco della settimana. A Zhuhai ha dominato l’evento surclassando ottimi giocatori quali Bautista Agut e Coric.

Frances Tiafoe
La vittoria su Kevin Andersen e il conseguente quarto di finale agli Australian Open sembravano aver lanciato definitivamente Frances Tiafoe verso i piani alti del ranking Atp. Lo statunitense, ripetutosi nel Masters 1000 di Miami grazie ai successi su Ferrer e Goffin, è però crollato nella seconda parte dell’anno mettendo insieme un parziale negativo di 8 vittorie e 14 sconfitte. Il suo tennis, autodidatta e unico nella biomeccanica, sembra essersi un po’ arenato anche se ad Anversa, dove ha raggiunti i quarti, è tornato a colpire discretamente e con convinzione.

Quelli della terra di mezzo

Casper Ruud
Finalista a inizio 2019 sulla terra di Houston, il figlio d’arte Casper Ruud ha vissuto una stagione di buon livello senza particolari acuti. Al Roland Garros, dove può esprimersi al massimo grazie alle sue caratteristiche di ‘terraiolo doc’, ha battuto nettamente Matteo Berrettini prima di arrendersi al terzo turno a Roger Federer giocando uno strepitoso set perso solamente 10-8 al tie-break. Sulle superfici veloci sta migliorando, come testimoniato dal quarto di finale raggiunto sul rapido indoor di San Pietroburgo.

Miomir Kecmanovic
Ex numero 1 al mondo junior, Miomir Kecmanovic si è fatto notare dal grande pubblico a Indian Wells quando, entrato nel main draw come lucky loser, si è spinto fino ai quarti di finale. Nel corso dell’anno il serbo, protetto di Novak Djokovic, ha certificato la propria crescita con la finale ad Antalya (persa contro Lorenzo Sonego) e gli ottavi di finale al Masters 1000 di Cincinnati, dove ha battuto il suo primo Top 10 (Alexander Zverev). Grazie a questi e ad altri piazzamenti, Kecmanovic è riuscito a entrare per la prima volta tra i primi 50 al mondo.

Ugo Humbert
Mancino, talento cristallino che abbina potenza e sensibilità, Ugo Humbert è uno dei nomi nuovi del panorama mondiale. Tennista prettamente da veloce (preferibilmente indoor), il ventunenne di Metz ha alternato challenger e Atp a suon di ace e accelerazioni vincenti, ottenendo come picco massimo l’ottavo di finale a Wimbledon, sconfiggendo il 'collega' Next Gen Auger-Aliassime. Recentemente ha messo in seria difficolta Andy Murray nella semifinale di Anversa e, come best ranking, ha abbattuto il muro della Top 50.

Impresa Sinner

Mikael Ymer
Un grande finale di stagione ha rilanciato all’improvviso le quotazioni dello svedese Mikael, fratello minore della famiglia Ymer. Classe 1998, Ymer jr. ha messo in fila una sfilza di vittorie (24 su 27) conquistando i tornei di Orleans e Mouilleron-le-Captif. Tra gli avversari battuti si segnalano tennisti del calibro di Tsonga, Bedene, Vesely, Delbonis. Rovescio naturale, grande fisico e piedi velocissimi, sa farsi valere sul rapido indoor e, qualora si qualificasse, potrebbe essere avversario ostico per chiunque.

Jannik Sinner
Una stagione sorprendente (eufemismo!) per continuità e qualità. Jannik Sinner ha scalato oltre 500 posizioni in un anno riuscendo a disputare il tabellone principale di ogni genere di torneo professionistico (15.000, 25.000, Challenger, Atp 250, Atp 500, Masters 1000, Slam). Un record riuscito in passato solamente ad altri 4 tennisti (Korolev, Raonic, Paul e due volte a Baker). Il più giovane italiano di sempre a raggiungere la Top 100 (18 anni e due mesi) ha già battuto un Top 20 come Gael Monfils conquistando titoli sia a livello futures (Trento e Santa Margherita di Pula) che challenger (Bergamo e Lexington).

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