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Campioni Next Gen

Musetti: “Obiettivo? Adesso arrivare in fondo nei Challenger”

In quello di Milano ha centrato la prima semifinale in carriera salendo al n.375 Atp. “La differenza tra gli juniores e i pro sta nella continuità. Mi sto allenando bene e voglio raccogliere punti a sufficienza per entrare nelle ‘quali’ degli Slam 2020”

04 luglio 2019

La Lombardia porta bene agli enfant prodige del tennis tricolore. A febbraio a Bergamo era stato Jannik Sinner a lasciare l’Italia a bocca aperta, sbancando uno dei Challenger più prestigiosi del nostro calendario, mentre nel giugno milanese i riflettori hanno illuminato Lorenzo Musetti. Il 17enne talento di Carrara, Toscana, si è presentato all’Aspria Harbour Club da numero 1 al mondo juniores e se n’è andato da n.375 Atp, con in tasca la prima semifinale in carriera a livello Challenger e in valigia la convinzione di essere pronto per il tennis dei 'pro'. Il percorso under 18 - a certi livelli, tipo i suoi - può offrire maggiore gloria, come un titolo all’Australian Open applaudito persino da Novak Djokovic, ma è altrove che si gioca per i punti 'veri', come sulla terra bollente a due passi dallo stadio Meazza, dove Musetti ha infilato un poker di vittorie che non gli era mai riuscito prima.

“Lo stesso livello per ore”

Era arrivato al massimo a due, mentre nell’Aspria Tennis Cup - Trofeo BCS ha raddoppiato, prendendosi un posto in semifinale e pure il lusso di lasciare appena un game al giapponese Taro Daniel, uno che solo nel 2018 arrivava al numero 64 del mondo e sorprendeva Djokovic. Risultati che, insieme a un tennis così brillante da non passare mai inosservato, giustificano le enormi aspettative che accompagnano il suo nome. “I professionisti - ha detto Lorenzo durante il torneo - mantengono lo stesso livello per ore, mentre nel circuito juniores ci sono alcuni ragazzi che raggiungono picchi ancora più elevati ma che poi non hanno continuità. Io sto affinando questo aspetto, e le cose stanno migliorando. Venivo da un periodo senza troppa convinzione, perché pur giocando bene a tennis non ho vinto troppe partite. C’era un po’ di rammarico - ha proseguito - ma ho continuato ad allenarmi bene e mi sono preparato al grande caldo di questo periodo. In questi casi è importante cercare di non farci caso e non permettere che diventi una scusa”.
Così, mentre gli avversari cadevano stremati da temperature vicine ai 40 gradi, lui ha tirato fuori il miglior torneo della sua giovane carriera, regalandosi un +85 nel ranking Atp che lo avvicina all’obiettivo stagionale di chiudere attorno al n.300 del mondo. “O magari appena meglio - ha detto sempre a Milano - in modo che, raccogliendo ancora qualche punto il prossimo anno, potrei riuscire a giocare le qualificazioni nei tornei del Grande Slam. In questo momento, il mio obiettivo è andare il più a fondo possibile nei tornei Challenger”.
In questo momento, il mio obiettivo è andare il più a fondo possibile nei Challenger così magari da entrare, l'anno prossimo, nelle qualificazioni degli Slam

Bolivia di nuovo Top 100

A fermarlo, all’ombra della madonnina, ci ha pensato il numero 1 del tabellone Hugo Dellien, 26enne boliviano che nel 2018 ha cambiato dimensione alla propria carriera nell’arco di un mese e mezzo. Sembrava destinato a una vita da comprimario, poi si è preso tre titoli Challenger in quattro tornei e non si è più fermato, riportando la Bolivia nella Top 100 a oltre trent’anni dall’ultima volta e diventando uno degli idoli di una nazione intera.

Hugo al 5° Challenger

Si è visto anche a Milano, dove nella semifinale contro Musetti ha fatto il top 100, alzando il livello nei momenti decisivi fino a vincere per 6-2 6-4. All’indomani ha trovato sugli spalti una trentina di connazionali scatenati che l'hanno accompagnato al 5° titolo Challenger in carriera. Gli appassionati lombardi invece dopo Sinner hanno avuto modo di vedere da vicino un altro talento tutto azzurro pronto per i grandi palcoscenici mondiali.