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Campioni Next Gen

Il poeta maledetto

Corentin Moutet è un giocatore fuori dagli schemi. Ma il francese è pure un ragazzo che ha interessi anomali rispetto alla maggior parte dei coetanei. Classe 1999, mancino, talento enorme, sta approdando nelle zone alte del ranking.

di Alessandro Nizegorodcew | 19 giugno 2019

Il poeta maledetto sta arrivando. Classe 1999, mancino, talento sconfinato, Corentin Moutet ha conquistato a Lione il quarto challenger della sua giovane carriera raggiungendo il best ranking al numero 86 del mondo. Cavallo pazzo del tennis francese, ha cambiato più allenatori di Enrico Preziosi al Genoa. In questo caso, però, sono stati i coach a non voler più lavorare insieme a ‘Co’, come viene chiamato nel circuito. Corentin è brillante, creativo e scapestrato, sia in campo che fuori. “Ha fatto impazzire i suoi allenatori, i suoi genitori, ha mandato fuori di testa i mental coach - raccontava l’ex allenatore Nicolas Coutelot - ma quando riuscirà a domare tutta questa forza e rabbia interiore, sprigionandola in campo, potrà diventare un campione”. Ma chi è Corentin Moutet fuori dal campo, e come sta provando a domare se stesso?

Canzoni e poesie

Scorrendo il profilo Instagram di Moutet, che vanta già oltre 12.000 followers, si trovano foto e video delle sue performance musicali. Dalla chitarra al pianoforte, Corentin si diletta con Ludovico Einaudi e Frederic Chopin, ma anche con ‘Hallelujah’ di Jeff Buckley e altri brani di vario genere. La passione per la musica si esplicita anche in concerti seguiti a Parigi, come quello di Damien Saez al Bataclan. Il ventenne transalpino ama però anche i cantautori del passato, come Jaques Brel e Charles Aznavour. Non c’è soltanto la musica tra le passioni artistiche di ‘Co’, che adora la poesia di Baudelaire, i versi di Rimbaud e i romanzi di Hugo.

La maglia di Rafa

Il viaggio nei Social Network di Moutet prosegue con le foto di famiglia, dai genitori Rodolphe e Alexandra sino ai fratellini Charlotte e il piccolo Maxence. Non mancano le fotografie dei titoli conquistati, dai futures sino ai recenti challenger, ma Corentin si concentra su altro: lo sci, gli allenamenti in bicicletta, il traffico di New York e le spiaggia di Bastad. Gli idoli? Sin da piccolo ha sempre tifato per Rafael Nadal, anche se quella maglia rosa che usò contro Soderling “l’avevo comprata per indossarla ma, forse inconsciamente, ogni volta che la utilizzavo perdevo, come Rafa con lo svedese”.