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E SE UN GIOCATORE TOCCA LA PALLA DUE VOLTE? RISPONDE L'ESPERTO

La domanda - Che cosa succede se un giocatore tocca involontariamente la palla due volte con la racchetta e la manda nel campo opposto

di Enzo Anderloni | 26 marzo 2017

La domanda - Che cosa succede se un giocatore tocca involontariamente la palla due volte con la racchetta e la manda nel campo opposto?

La risposta - Il caso in questione potrebbe avere differenti soluzioni in base alla situazione. Ricapitolando, durante una partita di singolare che si gioca su un campo in terra rossa, il giocatore X, pur eseguendo un buon rimando, colpisce o tocca involontariamente, e in modo non vistoso, due volte la palla con la racchetta. L’avversario Y se ne accorge e ferma il gioco.

Se c’è l’arbitro e non si accorge del doppio tocco - Nel caso in cui sia presente un arbitro, costui è responsabile di effettuare tutti i generi di chiamate. Ci sono dei casi definiti di “primaria responsabilità” dell’arbitro, episodi cioè che solo l’arbitro può chiamare, come per esempio il “net” sul servizio, la palla che rimbalza due volte, l’invasione e così via. In questo caso se l’arbitro non se ne avvede, è come se quel “fatto” non sia mai avvenuto. Di conseguenza il gioco continua regolarmente. Il “doppio tocco” è proprio uno di questi casi. In quello in questione, essendo questo tocco considerato “involontario” il gioco dovrà continuare e se un giocatore fermerà il gioco, costui perderà il punto. Inoltre, nel caso in cui il “doppio tocco” sia “volontario” e qualora l’arbitro non dovesse accorgersene, e uno dei due giocatori dovesse fermare il gioco, anche in questo caso, quest’ultimo perderà il punto.

Se non c’è l’arbitro e si gioca con l’applicazione del Codice di Arbitraggio Senza Arbitro (C.A.S.A) - Il codice di arbitraggio senza arbitro determina una serie di procedure e comportamenti da applicare nelle partite. In un caso come quello presentato, secondo le carte federali, la procedura corretta sarebbe quella della “autoaccusa”, nel senso che episodi del genere non possano essere chiamati dall’avversario ma dovrebbero essere chiamati solo da colui che li commette. Di conseguenza in questo caso se il giocatore Y ferma il gioco, perderà il punto, in quanto non solo non può essere lui a fermare il gioco (al massimo dovrebbe essere colui che commette l’azione) ma soprattutto non avrebbe neanche ragione di farlo, in quanto il “doppio tocco involontario” è ammesso dalle regole.

Se non c’è l’arbitro e si gioca con l’applicazione del Codice di Arbitraggio Senza Arbitro ma vi è disaccordo tra i giocatori - Nel caso in cui dovesse sorgere una discussione tra i due giocatori, dovrà intervenire il giudice arbitro, il quale inizialmente dovrà ascoltare i fatti e provare con i giocatori, a ricostruire l’accaduto. Nel caso in cui si dovesse giungere a una concordanza dei fatti, il giudice arbitro dovrà decidere sulla base di ciò. Nel caso non fossero d’accordo, allora dovrà far perdere il punto al giocatore che ha fermato il gioco. Nel nostro caso per due motivi: sia perché essendo “involontario” il doppio tocco, il gioco poteva comunque continuare, sia perché il giocatore che commette l’azione (se volontaria) non si è “autoaccusato”.