-
Archivio News

TROVA LA RACCHETTA GIUSTA CON 5 DOMANDE

Come scegliere l’attrezzo ideale

di Enzo Anderloni | 03 marzo 2017

Come scegliere l’attrezzo ideale? I grandi marchi hanno il loro “racquet finder”. Ecco le nostre domande cui rispondere per individuare il tipo di telaio più adatto a soddisfare le proprie esigenze di gioco

di Mauro Simoncini - foto Getty Images

Un paio di settimane fa anche lo storico marchio di racchetta da tennis Head ha introdotto sul suo portale internet un racquet finder, un trova-la-racchetta-giusta: rispondendo a sei semplici domande si scopre qual è la racchetta, tra quelle dell’azienda di Johan Eliasch, più adatta a noi, al nostro livello e al nostro tipo di gioco. In pochi passaggi (sei) vengono via via esclusi determinati modelli sino ad arrivare sul finale a due, tre modelli di casa Head “partoriti” proprio sulla base delle risposte precedenti.
Anche sul sito di Babolat si trova una sorta di guida alla scelta. Co quattro parametri chiari: bambini, adulti, livello di gioco, potenza o precisione e infine livello di potenza (o precisione). Semplici e chiare, in base alle quali ci sarà ad attendervi una Pure Aero, una Pure Drive, una Pure Strike etc.etc.
Gli austriaci di Head hanno un po’ approfondito la questione, con i sei passaggi proposti: il sesso e poi l’età anzitutto, livello di gioco, tipo di gioco (rotazioni), errori più frequenti (lunghezza, rete, etc.) e benefici ricercati (potenza e/o controllo). Alla fine di questo iter esce la percentuale di risposta in base alle “richieste” fornite e quindi alle esigenze del giocatore.
Un sistema simile è adottato dai principali siti web commerciali di tennis, come Tennis Warehouse o Tennis Point, anche se ancora più semplice e snello, proprio perché l’offerta di telai, nel loro caso multimarca, è più variegata. È dunque più che mai evidente che l’esigenza c’è: gli appassionati hanno bisogno di una guida per orientarsi nelle scelte, di un aiuto nello scremare una proposta di mercato che comprende oltre 300 modelli diversi.
Non è per niente facile stabilire quali siano le variabili fondamentali per decidere quale racchetta scegliere, ed è ancora più difficile ridurre all’osso le domande importanti cui non rispondere quando si vuole individuare la racchetta ideale. Peso, ovale, bilanciamento, profilo, schema corde: sono troppe le variabili tra cui scegliere. Proviamo a capire insieme quali tra le domande che ci possono essere poste da un racquet finder o da un negoziante, è più utile a guidarci nella scelta.

1. CHI SEI?
Per prima cosa bisogna farsi l’identikit. Il sesso e l’età fanno parte della carta d’identità che il giocatore deve avere a portata di mano quando vuole interfacciarsi con i vari tipi di racchetta. Però è altrettanto indispensabile inserire in essa un’altra voce, la struttura fisica del giocatore in questione. Perché c’è donna e donna, quindicenne e quindicenne… La scelta dell’attrezzo è molto condizionata da altezza e peso: basti pensare per esempio al tennis professionistico femminile, a una Errani o una Williams. E in quel caso si tratta comunque di atlete preparate fisicamente: pensando alla varia platea degli appassionati le differenze di stazza o cilindrata si moltiplicano oltremodo. Un giocatore di livello amatoriale intermedio può essere un 47enne alto un metro e 85, che frequenta palestre quotidianamente piuttosto che un suo coetaneo alto 165 centimetri, molto magro e muscolarmente poco dotato. Se il primo si può spingere verso telai agonistici almeno per quanto concerne il peso (scegliendo magari ovali ampi e permissivi e profili magari più spessi), il secondo dovrebbe optare per racchette leggere da 280 grammi di peso, bilanciate in testa, in modo da trovare potenza laddove il fisico non può “arrivare”. E magari valutare anche la possibilità di una racchetta più lunga (longbody) da 69 o 69,5 centimetri di lunghezza.

2. A CHE LIVELLO GIOCHI?
Chiaramente quanto più il livello è avanzato quanto più si può azzardare: anche pesi importanti (sopra i 300 grammi senza incordatura) e ovali contenuti anche sotto i 100 pollici quadrati. E ancora: profili non eccessivamente marcati (sotto i 24 mm). Diciamo che si può in qualche modo “superare” la racchetta 300x100 (intesi proprio come grammi di peso e pollici quadrati di ovale) che fa un po’ da riferimento nel mercato di oggi. Ma come sempre queste sono indicazioni di massima entro le quali muoversi; ci sono professionisti che usano racchette profilate e non pesanti. E anche saper definire al meglio il proprio livello di gioco non è semplice. Di certo aiutano sia lo spettro sempre più ampio delle gradazione della classifica FIT (se si parte dai Non Classificati, la sola 4a categoria comprende ben 7 gruppi, livelli diversi) sia la suddivisione che si trova nel ranking Fit-Tpra, che divide i tennisti di livello amatoriale in tre ulteriori sottogruppi attraverso l’attribuzione a ciuscuno di un punteggio “power”, legato proprio al suo livello di gioco. Si va da 0 a 100, con tre ambiti di competizione: fino a 45 punti (Limit45) il primo ingresso nei tornei; fino a 65 (Limit65) un amatore più consolidato; Open, il giocatore di livello amatoriale che si avvicina ai primi livelli di classifica Fit e dunque all’agonismo vero e proprio. Identificare se stessi in una di queste fasce aiuta di sicuro a identificare una fascia di attrezzi più adatta.

3. COME GIOCHI?
Poi c’è il tipo di gioco, il modo di colpire la palla. Quando si entra in questo tipo di regionamenti conviene concentrarsi da subito sugli impatti più frequenti e quindi sulle rotazioni che si utilizzano più spesso. Come si colpisce la palla? Da moderno “toppatore” che lavora la pallina e ama stare un paio di metri dietro la riga o da classico colpitore d’anticipo che difficilmente si schioda dalla riga di fondo? O ancora da veterano che usa solo il back per infastidire e lavorare anche fisicamente l’avversario suo coetaneo? Queste sono informazioni utilissime per cominciare a fare una grossa selezione. Più lo swing dei colpi è ampio e complesso (top) più è indicato un profilo non eccessivo, e anche uno schema corde rado (16x19 o anche i moderni 18x16) con maglie larghe. Al contrario i giocatori che amano colpire la palla piatta o con poco spin necessitano di controllo quindi di pattern più fitti come il 16x20 o altre varianti con maglie più strette (18x20)

4. DOVE GIOCHI?
La zona del campo in cui si tende a giocare è legata sicuramente al tipo di gioco di cui sopra, ma se ragionando sui propri colpi ci si poteva concentrare sulle rotazioni impresse alla palla qui invece val la pena porre l’attenzione sulla propensione al gioco di attacco in verticale o agli spostamenti in orizzontale in difesa. Un terraiolo che viene nei pressi del net solo per il sorteggio e per stringere la mano all’avversario a fine partita sarà aiutato da una racchetta con maggiore inerzia, che gli darà più potenza e spinta per le fasi di difesa, con un bilanciamento quindi spostato in avanti (anche a scapito di qualcosa in termini di maneggevolezza). Al contrario chi la rete la frequenta volentieri, o comunque cerca quasi sempre di venire a concludere il punto al volo, si troverà meglio con bilanciamenti neutri (non oltre i 32/32,5 cm) in modo da favorire la manovrabilità del telaio. E si può anche dare un occhio al valore di rigidità: meglio basso (racchetta elastica) per chi ha bisogno di sensibilità, più alto (intorno ai 70 Ra) per chi, da dietro, cerca più spinta e stabilità.

5. COME TI TROVI?
Se quelle precedenti sono le domande che ci si deve porre (e dunque preparare le risposte) quando si comincia la ricerca della propria racchetta ideale, ci sono alcuni di accorgimenti che è bene seguire quando si pensa di averla individuata.
Anzitutto provare, provare e provare, sempre. Prima di acquistare è quasi obbligatorio testare in campo il telaio, soprattutto se siete giocatore intermedi o anche cosiddetti di Club. Meglio fare un’oretta con le proprie corde, alla propria tensione; e per fare le cose per bene bisognerebbe anche riprovare il test in altre condizioni di gioco (aperto/coperto) e superfici, per farsi davvero una idea completa.
In secondo luogo perché l’idea sia ancora più completa sarebbe opportuno testare le racchette in situazioni di partita, non solo in palleggio. Tanti telai fino a che non si è costretti a colpire facendo grandi spostamenti e non ci si trova in difficoltà sembrano bellissimi e anche “facili”; ma quando la situazione di gioco si complica rivelano sfumature più complicate.
Infine mai cercare in una racchetta quello che non si ha: se siete giocatori classici dai colpi piatti o in back inutile e sbagliato cercare un telaio che vi aiuti nel top, come se esistessero scorciatoie così immediate rispetto all’allenamento. Una eccezione, l’allungo: si può scegliere un attrezzo più lungo se non si è di notevole statura e si vuole potenziare servizio e aggiungere spinta: dai tempi di Michelino Chang vincitore del Roland Garros, è evidente che questa è un’idea che funziona.