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CHE COS'È LO SWEET SPOT? RISPONDE L'ESPERTO

La domanda - Quando si parla di racchette da tennis, che cosa si intende esattamente con il termine “sweet spot”

di Enzo Anderloni | 26 febbraio 2017

La domanda - Quando si parla di racchette da tennis, che cosa si intende esattamente con il termine “sweet spot”?

La risposta
Sweet spot…. questo sconosciuto! Se ne sente parlare spesso ma il concetto di "area utile di impatto" è qualcosa sulla quale spesso le case fanno leva per pubblicizzare i loro prodotti senza però che sia chiaro alla base quale sia il concetto cardine che ne determina le dimensioni.
Lo "sweet spot", anche se meglio si dovrebbe parlare di "sweet area", rappresenta la zona nella quale la palla a contatto con il piatto corde della racchetta restituisce una risposta sostanzialmente omogenea, consentendo dunque di colpire indifferentemente in un punto piuttosto che in un altro senza per questo determinare un decremento in termini di risposta dinamica del telaio.

Quanto più grande sarà lo sweet spot tanto maggiore sarà il confort di gioco, la facilità dell'attrezzo, come pure la risposta in fase di recupero e di impatto in condizioni non ideali ed al contrario tanto più piccolo e limitato tanto più difficie e scorbutica risulterà la risposta della racchetta.
La dimensione di questa zona di impatto è determinata da varie caratteristiche fra cui ovviamente la ampiezza del piatto, la spaziatura delle corde ed il loro vincolamento ai grommet e da come il piatto, per caratteristiche geometriche, restituisce una distribuzione omogenea delle rigidezze a contatto con la sfera.
In questo senso quello che i progettisti ricercano da sempre è che la racchetta, grazie ad un ottimizzata distribuzione delle masse, posizionamento e spaziatura delle corde consenta di avere un piano nel quale le rigidezze siano più omogenee possibile.

Rispetto al passato nel quale si lavorava in modo molto deciso sulle dimensioni del piatto, sulle caratteristiche geometriche e sui materiali con soluzioni spesso avveniristiche, oggi la ricerca e la progettazione stanno facendo perno sul sistema di sospensione delle corde al telaio, ponendo attenzione a come questi due elementi collaborino vicendevolmente per garantire le massime prestazioni.
I telai moderni riescono a coniugare, mantenendo dimensioni più contenute rispetto al passato, prestazioni in termini di risposta dinamica all'impatto del tutto paragonabili a quelle dei telai oversize di un tempo, che possono essere considerati a tutti gli effetti come i progenitori delle racchette attuali.
Ma esiste un metodo pratico per determinare lo sweetspot senza analisi strumentali? Beh si ed il metodo più semplice e diretto è fare saltellare una palla da tennis sul piatto nelle varie aree per sentire la risposta del telaio, un metodo arcaico e molto semplice ma che funziona sempre.