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MAURICE MCLOUGHLIN, IL PRIMO YANKEE DA MANUALE

Vinse la Davis, due US Championships e fu finalista a Wimbledon ma fu soprattutto il primo grande giocatore statunitense in grado di scrivere un manuale tecnico: “Tennis as I Play”

di Enzo Anderloni | 18 febbraio 2017

Vinse la Davis, due US Championships e fu finalista a Wimbledon ma fu soprattutto il primo grande giocatore statunitense in grado di scrivere un manuale tecnico: “Tennis as I Play”. Fece capire agli americani che il tennis era uno sport serio, tosto. E aprì la strada a fuoriclasse come Tilden

di Alessandro Mastroluca

“Come in tutte le cose della vita, essere sempre insoddisfatti del proprio livello, se si vuole diventare migliori. Ma questo non dovrebbe causare disperazione, ma essere un costante stimolo all'intelligenza”. È il primo consiglio, quello che apre “Tennis as I play it”, il manuale firmato Maurice E. McLoughlin nel 1915. La “Cometa della California”, però, se l'è fatto in realtà scrivere da un ghost writer, e non uno qualunque: il giovane Sinclair Lewis, che avrebbe vinto il premio Pulitzer nel 1926 e quattro anni dopo primo statunitense a ricevere il Nobel per la letteratura.

Vinse due volte gli Us Championships

“Non vorrei pormi come un'autorità” scrive, ma ne avrebbe i caratteri, il peso, la rilevanza. Entrato nella Hall of Fame nel 1957, McLoughling stato l'asse portante di un cambio di paradigma: con lui ai primi del Novecento il tennis è diventato uno sport nazionale negli Stati Uniti. In quegli anni, con gli Us Championships organizzati a Newport, il gioco veniva ancora percepito come un divertissement per aristocratici. McLoughlin porta invece un tennis potente, fatto di servizi poderosi e di continui attacchi a rete che gli valgono due titoli consecutivi a New York, nel 1912 e nel 1913, l'anno del suo unico trionfo in Davis e della finale a Wimbledon.

Cresciuto a Philadelphia, dove la famiglia si era spostata quando aveva otto anni, e poi sui campi veloci di San Francisco, RedMc inizia proprio in Davis a cambiare la percezione pubblica del tennis. A Forest Hills per il Challenge Round del 1914 la sfida è ai rivali di sempre di quella stagione di pionieri, l'Australasia (fusione di Australia e Nuova Zelanda). McLoughlin battè lo “stregone” australiano Norman Brookes, e il loro primo set finito 17-15 fu fra i più spettacolari dall'invenzione della manifestazione. Si ripetè anche contro il mitico sportsman neozelandese Anthony Wilding, vincitore delle ultime 4 edizioni di Wimbledon, ma non fu sufficiente a mantenere l'Insalatiera in America.
La sua vittoria culturale, comunque, è più duratura, decisiva. A Forest Hills dall'anno successivo arriveranno i Championships, il suo stile dimostra che il tennis è una prova fisica fra le più severe e uno spettacolo appassionante. Apre la strada alla democratizzazione del gioco. Crea l'atmosfera che nutrirà Bill Tilden, la prima icona del tennis mondiale, leggenda popolare e controversa, ispiratrice del Ted Litam maestro di Margherita per Bulgakov, celebrato e criticato per i suoi guadagni come giornalista quando era ancora dilettante.

La cometa svanì in fretta

Anche McLoughlin conosce bene quel lato oscuro del dilettantismo. Considerato il numero 1 del mondo nel 1914, dopo aver perso due finali ai Championships e servito in Marina durante la Grande Guerra, nel 1916 infatti decide di aprire un negozio di articoli sportivi a Los Angeles con l'amico Tom Bundy (insieme hanno vinto tre edizioni di fila dei campionati nazionali a Newport). La federazione vorrebbe inizialmente sospenderlo perché professionista ma, con una nuova presidenza, nel 1918 si arriva a una decisione di compromesso: considerato che la vendita riguarda non solo capi d'abbigliamento e attrezzature per il tennis e che i due non hanno nessuna forma di coinvolgimento prevalente nella vendita di articoli tennistici, possono anche mantenere l'attività.

La “Cometa della California”, così era stato soprannominato, però, tende a scomparire con la velocità con cui è apparsa. Dieci anni dopo la prima finale All-Comers (il duello per decidere lo sfidante del campione in carica nel Challenge Round), provato ancora dalle fatiche del conflitto e dall'eredità della vittoria di Pirro su Brookes, perde nei quarti a Forest Hills e si dà al golf. Ma il tennis, così si conclude Tennis as I play It, “conquista un numero sempre crescente di praticanti e unisce gli appassionati dalla costa ovest alla costa est. Lo scenario non potrebbe essere più incoraggiante”.

LA SCHEDA - Nato a Carson City, in Nevada, Maurice McLoughlin è il primo giocatore di uno Stato della costa ovest a vincere gli US Championships. Ha contribuito alla conquista della Coppa Davis nel 1913. è stato considerato il numero 1 del mondo nel 1914.