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SE CADE LA RACCHETTA… E ANCHE IL GIOCATORE

Se l'attrezzo sfugge di mano e, nel tentativo di recuperarlo, a finire per terra è proprio il nostro avversario, come dovremo comportarci

di Enzo Anderloni | 05 febbraio 2017

Se l'attrezzo sfugge di mano e, nel tentativo di recuperarlo, a finire per terra è proprio il nostro avversario, come dovremo comportarci? Facciamo attenzione, perché non è detto che il punto vada rigiocato… vediamo perché

Provate a immaginarvi la scena, che per altro succede sui campi da tennis non così di rado come si potrebbe pensare. Un giocatore sta colpendo e mentre esegue il gesto, dopo aver effettivamente colpito la pallina, gli sfugge la racchetta di mano. Cercando di recuperarlo però cade goffamente, il tutto mentre l'avversario colpisce la sua risposta, sbagliando il colpo perché distratto dall'accaduto. Questo caso ci è stato sottoposto dal nostro lettore Ferdinando Esposito. Analizziamolo e proviamo a rispondere.

La situazione
Antonio sta giocando una partita di singolare contro Michele su un campo di terra rossa in un match senza arbitro.

Che cosa succede?
Durante uno scambio, nel colpire una palla, ad Antonio sfugge di mano la racchetta e, nel tentare di recuperarla, cade in terra. Michele, distratto dalla scena, colpisce malamente la pallina che va a finire direttamente in rete. A questo punto però Michele, che dice di essere stato distratto dall'accaduto, vuole rigiocare il punto. Antonio ovviamente invece no.

Come si procede?
Qualche volta, soprattutto sui campi in terra rossa, può succedere che un giocatore nel recuperare una pallina, oppure preso in controtempo dall'avversario oppure per mille altri motivi, possa scivolare o cadere sul campo.
La maggior parte degli eventi che accadono all'interno del campo e che non siano imputabili a una volontà da parte del giocatore, sono considerati come disturbi involontari. Un classico esempio è quello della pallina che cade dalla tasca, oppure il cappellino che cade in corsa mentre il punto continua: normalmente questo tipo di situazioni viene trattata facendo rigiocare quel punto, oggetto del disturbo. Dalla volta successiva in poi, però, quello stesso giocatore che “commette” o “è causa del” disturbo perderà il punto. Come sappiamo fa eccezione il caso in cui il punto termini subito, in quanto nessun giocatore può richiedere di rigiocare il punto avendo di fatto “disturbato sé stesso”.

Disturbo involontario o no?
La regola generale sopra esposta sul disturbo involontario non può essere applicata quando quel che cade è la racchetta oppure, come nel nostro caso a cadere è il giocatore stesso. È vero che interviene un possibile disturbo per il gioco dell'avversario, ma è anche vero che un giocatore che cade o perde dalle mani la racchetta non avrà tante possibilità di continuare lo scambio, costituendo questo un chiaro vantaggio per l'avversario. Di conseguenza in questo caso il punto resta acquisito e quindi perso da Michele.