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FRANCO DAVIN, IL COACH DI FOGNINI ERA UN BABY PRODIGIO

L'attuale coach di Fabio Fognini è il più giovane ad aver vinto un match ATP nell'era Open

di Enzo Anderloni | 03 febbraio 2017

L'attuale coach di Fabio Fognini è il più giovane ad aver vinto un match ATP nell'era Open. In Italia ha vinto due dei tre tornei in carriera. Il primo turno di Davis per lui non sarà una partita come le altre

di Alessandro Mastroluca – Foto Getty Images

È la scommessa definitiva di Fabio Fognini. E vivrà da spettatore certo non neutrale Argentina-Italia di Coppa Davis. Franco Davin, argentino di Pehuajó, le sue soddisfazioni migliori se l'è prese da allenatore, con Juan Martin Del Potro e Grogor Dimitrov. Da giocatore non ha saputo mantenere le aspettative maturate negli anni da junior. E con l'Italia ha ancora un conto in sospeso.

Come è andata? - È il 1987, sta affrontando John McEnroe nell'unico anno in cui si presenta al Foro Italico. Il numero 1 è sotto di un set e di un break, quando per due volte si spengono le luci e su quanto fossero davvero casuali quei guasti fioriscono leggende. Dopo la partita, papà Jose Maria incontra Guillermo Salatino, il decano dei giornalisti di tennis d'Argentina, in un ristorante di Roma. “Che partita che ha giocato Franco oggi!” gli dice Salatino. “Ah sì, come è stata?”. Non sapeva che il figlio era andato vicinissimo a battere il numero 1 del mondo.

Dalla porovincia al Banana Bowl - Un episodio che dice molto sulla famiglia e sulla storia di Franco Davin. Scopre il tennis praticamente per caso, da bambino in una colonia estiva. A 9 anni è campione provinciale, a 10 vince il primo torneo nazionale, a 12 i campionati sudamericani e a 13 il Banana Bowl. “Era già allora un ragazzo responsabile, obbediente, con qualità davvero speciali” ricorsa il suo primo maestro. Entra presto a far parte della scuola di Tandil con i fratelli Guillermo e Maria Perez-Roldan e della futura numero 29 del mondo Patricia Tarabini, figlia di Anibal “El Conejo”, attaccante di Estudiantes e Boca Juniors. È uno dei più precoci giovani della sua generazione, a 14 anni ha già punti ATP. Ne ha compiuti 15 da un mese quando supera a Buenos Aires Hans Gildemeister: è il più giovane ad aver vinto un match ATP nell'era Open.

Premesse e promesse - Dalle premesse alle promesse lo scarto non è però così breve. Davin non mantiene quanto previsto. Proprio a Buenos Aires nel 1986, un anno dopo la vittoria da record, gioca e perde la prima finale in carriera. Ha un tennis completo, di qualità, ma vincerà solo tre titoli, in tornei non di prima fascia, tutti sulla terra rossa. Ha un feeling particolare con l'Italia. Festeggia il primo torneo nel 1989 a Saint-Vincent su Juan Aguilera, che piega anche l'anno dopo a Palermo, nella sua stagione migliore in cui tocca il best ranking di numero 30 del mondo e perde due finali: all'Estoril contro Emilio Sanchez e ad Atene con l'olandese Mark Koevermans, che l'anno dopo vedrà i tifosi del Pietrangeli lanciare in campo un panino con la mortadella durante il match con Alberto Mancini e vanificare il punto che l'avrebbe portato al match point.

Non voglio più giocare - Dopo i quarti al Roland Garros 1991, vive anni difficili. Il terzo titolo, a Bucarest su Ivanisevic nl 1994, non lo risolleva e un infortunio alla spalla gli fa perdere buona parte del 1996. Nel 1997 sta giocando le qualificazioni del Challenger di Barletta contro il belga Tom Vanhoudt. Vince il primo set, perde il secondo e va a stringere la mano all'avversario, sorpreso, e all'arbitro, ancora più incredulo. La motivazioni: “Sento che non voglio più giocare, mi ritiro dal tennis”.

WikiDavin, La scheda - Nato a Pehuajó (Argentina) l'11 gennaio 1970, Franco Davin ha toccato il best ranking di numero 30 del mondo l'8 ottobre 1990. In carriera vanta tre titoli ATP e un quarto di finale al Roland Garros nel 1991. Oggi è il coach di Fabio Fognini.