-
Archivio News

FEDERER - NADAL: PERCHE' A ROGER SERVE UN MIRACOLO

Il cuore dice Federer, la ragione prevede Rafa

di Enzo Anderloni | 28 gennaio 2017

Il cuore dice Federer, la ragione prevede Rafa. Chi vincerà questa 35esima supersfida? E’ la domanda che tutti ti fanno a bruciapelo sapendo che il tuo lavoro è seguire il tennis. Ecco la chiave tecnico-tattica-psicologica di un faccia a faccia che ha fatto epoca

di Enzo Andeloni - Foto Getty Images

Il cuore dice Federer, la ragione prevede Rafa. Chi vincerà questa 35esima supersfida? E’ la domanda che tutti ti fanno a bruciapelo sapendo che il tuo lavoro è seguire il tennis. La risposta che viene spontanea, avendo rivisto questi due straordinari campioni giocare a Melbourne al meglio delle loro possibilità, non può che ricalcare la storia della loro rivalità: Nadal batte Federer due volte su tre.

Il motivo è semplice: la chimica del loro faccia a faccia è favorevole allo spagnolo, per una evidente somma di elementi tecnico-tattici e conseguenti risvolti psicologici. Non è questione di forza fisica o resistenza: più semplicemente nell’enorme bagaglio tecnico del migliore giocatore di tutti i tempi manca l’unico colpo che mette k.o. il gioco del più forte giocator di tutti i tempi su terra rossa. Ovverosia la botta piatta dalla diagonale del rovescio, che inchioda il gioco dello spagnolo sull’angolo del suo diritto e ne disinnesca il potenziale offensivo. Una botta piatta che il suo avversario deve essere capace di giocare anche (e soprattutto) su una palla che rimbalza alta, ben al disopra della vita.

La crisi di Nadal (che ricordiamo vincitore di ben 14 Slam) degli ultimi anni non è stata infatti legata solo ai molteplici infortuni. E’ stato l’avvento di campioni come Novak Djokoivic, Andy Murray e Juan Martin del Potro a cacciare lo spagnolo in un angolo tecnico-tattico (e psicologico) dal quale non ha più saputo uscire. Questi tre fuoriclasse del rovescio bimane hanno imparato negli anni a impattare la palla arrotatissima che Rafa scagliava sul loro angolo di sinistra, rispedendogliela sulla stessa diagonale con grande disinvoltura e potenza. Risultato: Nadal perdeva progressivamente campo e l’inerzia dello scambio finiva nella mani degli avversari che potevano scegliere la palla giusta per chiudere il punto. Perché questo è il nodo del gioco: Rafa tira più forte di diritto, ottiene più vincenti con quel colpo ma è anche lì che è più vulnerabile. Perché anticipa meno l’impatto di quanto invece faccia col rovescio, che esegue con un gesto più breve, raccolto, piatto.

Il problema di Federer è che il suo pur eccellente rovescio a una mano non riesce a cacciare indietro Nadal nella sfida in diagonale. Forse solo Stan Wawrinka, tra gli esecutori “monomani” può sfidare Nadal in questo giochetto. Grigor Dimitrov in semifinale ci ha provato con discreto successo, ma proprio il punto del match-point decisivo resta emblematico: dopo due bordate di rovescio diagonali è stato il bulgaro a sentire di dover fare qualcosa di diverso, qualcosa in più. Ha cambiato con rovescio in lungolinea e la palla gli è uscita di un palmo. Gioco, partita , incotro Nadal.

Eccoci dunque di nuovo alla domanda: chi vincerà la 35esima sfida? Nadal è favorito perché scende in campo avendo ben chiaro che cosa deve fare e sapendo che non avrà alcun problema a mettere in atto il suo piano: si spinge sol rovescio di Roger, sia con il diritto sia con il servizio da sinistra. Si resiste ai suoi attacchi e alla prima occasione si contrattacca. E non si sbaglia mai, rincorrendo qualunque palla, fino alle fiamme dell’inferno. Si dà a Roger la sensazione che per ogni punto dovrà fare uno dei suoi colpi miracolosi.

Federer invece non può pensare e applicare una tattica altrettanto semplice. Non ha uno schema vincente da usare sapendo che funziona. Deve giocare e vincere un punto per volta, utilizzando le sue magie: un ace, un servizio vincente, una discesa a rete improvvisa, cambi di ritmo e accelerazioni imprevedibili. Non può dominare per tutta la partita, spazzare via dal campo l’avversario. Ci ha provato per tutta la carriera e il risultato classico è stato: 3 set a uno per lo spagnolo. Un set magico alla Roger, tre set di lotta con percentuali tra vincenti ed errori che favorivano Rafa.

Il Federer visto quest’anno a Melbourne è uno dei più incisivi, veloci e ben allenati di sempre. Ha reso ancora più fulminee le discese a rete. Ha espresso grandi percentuali con il servizio. Ha dominato con tutti negli scambi brevi. Questo deve cercare di fare anche contro l’eterno rivale; e non perché altrimenti si stancherebbe. Semplicemente perché nella ricerca del punto è costretto a giocare colpi con più alta percentuale di rischio: dunque più ne tira e peggio è.

Federer entrerà in campo con un messaggio di Nadal che gli ronza nella mente: “Non ti regalerò neanche un punto: quelli che farai dovranno essere tutti colpi vincenti”. E’ l’incubo che lo ha visto quasi sempre soccombere nella sfida. Salvo quando la velocità della superficie gli consentiva di chiudere i punti con un pizzico di facilità in più. A Melbourne il campo non è nè troppo lento né troppo veloce.

Federer per vincere dovrà cancellare dalla mente quel mantra negativo. Non pensare di dominare Nadal, di schiacciarlo. Pensare solo di cercare di fare 2 punti a game più di lui, concentrandosi specialmente sui suoi turni di servizio in modo da giocare quelli di risposta con leggerezza, prendendosi a cuor leggero tutti i rischi possibili.

Per vincere il 18° Slam Roger dovrà regalarci un capolavoro assoluto. A Nadal può bastare una grande prestazione delle sue. Comunque vada li ringraziamo sin da ora per il brivido, la tensione che questo match regala, anche solo a pensarlo, nell’attesa della vigilia.