-
Archivio News

NOAH RUBIN, L'ALTRO GIOIELLINO D'AMERICA

Gode di meno pubblicità rispetto ai connazionali Fritz, Tiafoe o Kozlov

di Enzo Anderloni | 26 gennaio 2017

Gode di meno pubblicità rispetto ai connazionali Fritz, Tiafoe o Kozlov. Ma è un grande agonista e ha già battuto 3 Top 100. A Melbourne ha vinto il primo match a livello Slam e ha ceduto a Sua Maestà Federer. Chi è il ragazzo di Long Island?

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

“Sono rimasto impressionato da Noah Rubin. Penso possa avere una grande carriera davanti a sé. Difficile dire dove possa arrivare in classifica, ma penso abbia opportunità di raggiungere grandi traguardi nel circuito Atp”. Parole di sua maestà Roger Federer, che ha affrontato e battuto il ventenne statunitense al secondo turno degli Australian Open 2017. Rubin non è il più reclamizzato della Next Gen statunitense che, mediaticamente, sembra puntare maggiormente sui vari Kozlov, Fritz, Mmoh e Tiafoe, ma è grande lavoratore e sublime agonista.

La storia comincia a NY
Noah Rubin nasce a Long Island (New York) il 21 febbraio 1996. Il padre Eric, che lavora in banca, lo instrada al tennis quando il piccolo Noah non ha ancora compiuto un anno. Ogni fotografia di famiglia, con Noah, Eric, la madre Melanie e la sorella Jessie, vede come protagoniste racchette e palline. “Ho praticamente sempre giocato a tennis - racconta Rubin -. I miei genitori hanno capito che ero bravino quando avevo sei anni, decidendo di portarmi allo “Sportime” dal maestro Lawrence Kleger, direttore della John McEnroe Academy e mio storico coach. Giocavo anche a calcio, ma a 12 anni ho scelto la racchetta”.

Wimbledon e il santuario di papà
Noah Rubin vanta una carriera giovanile di alto livello. Non ancora quindicenne conquista il suo primo titolo nella Copa del Cafe 2012 (Grade 1 su cemento outdoor), raggiungendo poche settimane più tardi i quarti di finale al Roland Garros. Ma è due anni più tardi che arriva il prestigioso alloro che porta Rubin sotto la luce dei riflettori: supera le qualificazioni di Wimbledon e, dopo 8 vittorie, alza al cielo il trofeo dell’All England Club raggiungendo il numero 6 al mondo under 18. Un’impresa che lo porta a battere, uno dopo l’altro, i connazionali Tiafoe, Fritz e, in finale, Stefan Kozlov 6-4 4-6 6-3. “Mio padre ha costruito una sorta di santuario intorno alla mia coppa di Wimbledon - spiega -, ci sono pure le scarpe e i calzini utilizzati il giorno della finale”.

Un pizzico di NCAA e il volo nei pro
Terminata la carriera giovanile Rubin si iscrive all’università decidendo di seguire le orme dei connazionali John Isner e Steve Johnson. Si trasferisce in North Carolina, dove rappresenta la compagine della Wake Forest University; grazie a un record di 26 vittorie e 4 sconfitte porta la propria squadra sino alla finale NCAA 2015. Nel successivo mese di giugno, dopo lunghe riflessioni, la scelta ricade sul circuito professionistico. A fine anno raggiunge il numero 340 Atp e, dodici mesi più tardi, chiude la stagione alla duecentesima piazza. Il primo titolo Challenger arriva a sorpresa sul cemento di Charlottesville nel novembre del 2015 quando, partendo dalle qualificazioni, si prende il lusso di superare nuovamente tre connazionali in rampa di lancio come Jared Donaldson, Tommy Paul e, ancora una volta, Stefan Kozlov. La vittoria Slam non si fa attendere e, proprio a Melbourne 2016, batte Benoit Paire per 7-6 7-6 7-6 dimostrando una grande forza mentale nel vincere i punti importanti. “Benoit distruggeva racchette in momenti apparentemente di poca importanza, 'scioglieva' per alcuni minuti per poi tirare 20 ace in pochi istanti. Sapevo che sarebbe stato importante rimanere con i nervi saldi e sono riuscito a portare a casa il mio primo successo in un Major”.

Un Master da conquistare
Attualmente al numero 200 Atp, lo statunitense di religione ebraica ha disputato un grande Australian Open: superate le qualificazioni Rubin ha battuto il più esperto connazionale Bjorn Fratangelo prima di arrendersi a Roger Federer. Punti pesanti nella “Race to Milan” per la qualificazione alle Next Gen Atp Finals, obiettivo difficile ma non impossibile. “Il tennis ti insegna che bisogna accettare e cancellare gli errori per giocare subito il punto successivo. Vivo per la competizione - racconta - e amo viaggiare per il mondo. Il circuito Atp è la vita che ho sempre sognato”.

La scheda di Noah Rubin
Nato a Long Island (New York),
il 21 febbraio 1996 (20 anni)
Altezza: 178 cm; peso: 70 kg
Coach: Robby Ginepri
Ranking Atp: 200
Best Ranking: 166 (06/06/2016)
Best Ranking Under 18: 6
Titoli Challenger: 1 (Charlottesville 2015)
Top 100 battuti: 3 (Benoit Paire,
Samuel Groth, Denis Kudla)