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EDMONDSON, IL VINCITORE DEGLI AUSTRALIAN OPEN… IN TRAM

Il baffuto australiano che conquistò lo Slam di casa sua nel 1976 era solo n

di Enzo Anderloni | 28 gennaio 2017

Il baffuto australiano che conquistò lo Slam di casa sua nel 1976 era solo n.212 del mondo, il campione con il ranking più basso di sempre. Arrotondava facendo l’inserviente in ospedale. Battuto Rosewall in semifinale tornò a casa con i mezzi pubblici, come uno spettatore qualunque

di Alessandro Mastroluca

Come tutti i tifosi, Mark Edmondson torna a casa in tram dal Kooyong Lawn Tennis Club. Mark, però, non è un tifoso. Ha appena battuto l'ormai 41enne Ken Rosewall, unico top 10 presente in tabellone, e si giocherà contro John Newcombe il titolo all'Australian Open 1976. Un torneo che, allora, iniziava il giorno di Santo Stefano e offriva un prize money di 60 mila dollari, non più di 350 mila al cambio attuale. È numero 212 del mondo, Edmondson: poche ore più tardi diventerà il giocatore con la più bassa classifica di sempre a vincere uno Slam.

Da piccolo prometteva moltissimo. Quando aveva 10 anni, ha iniziato ad essere allenato da Charlie Hollis, il coach che ha messo Rod Laver sulla strada verso l'immortalità tennistica. La morte del padre, stroncato da un cancro al cervello, condiziona non poco la sua seconda stagione da professionista. Nel 1975, si qualifica e raggiunge il secondo turno a Wimbledon e all'Australian Open. Ma nei giorni che precedono la più grande favola del tennis Open, passa il tempo a pulire i pavimenti nell'ospedale dove lavorava sua sorella: un modo come un altro per pagare le bollette.

Il cammino verso la gloria
In quel 1976 entra in tabellone all'ultimo e al primo turno batte l'austriaco Peter Feigl, che in Australia aveva raggiunto i quarti due anni prima, 6-1 al quinto. Nei due turni successivi, cadono Phil Dent e il neozelandese Brian Fairlie, testa di serie numero 12. Prima dell'ottavo contro Dick Crealy, finalista a Melbourne nel 1970, John Newcombe lo ferma. “Hai mai giocato sul Centrale?” gli chiede. Al suo no, gli fornisce qualche consiglio e forse, a posteriori, se ne pentirà. Edmondson serve come meglio non potrebbe contro Crealy e in semifinale contro Rosewall, l'eroe di tutta l'Australia. Decide di insistere sul suo rovescio, per poi attaccare il dritto di “Muscles” col secondo colpo. La strategia funziona e in finale si ritrova di fronte proprio Newcombe. I tifosi, anche quelli che lo incrociano sul tram verso casa, non gli danno nessuna possibilità di vittoria. A parte i baffi, i due non hanno niente in comune. Da una parte c’è il figlio della classe operaia che sta per andare in paradiso, dall’altra un campione affermato che tre mesi prima della finale era nella macchina con George W. Bush quando il futuro presidente Usa viene arrestato per guida in stato di ebbrezza vicino alla casa di famiglia a Kennebunkport.

Fa caldissimo quando inizia la partita. Edmondson continua a servire benissimo ma Newcombe trascina il primo set al tiebreak e lo vince. Mark però conquista il secondo per 6-3. A metà del terzo si alza un vento inaspettato, fortissimo. L'arbitro deve interrompere la partita, in pochi minuti la temperatura si abbassa di quasi 15 gradi. Edmondson non si fa condizionare dall'interruzione e trionfa 6-7 6-3 7-6 6-1. Le mani gli tremano solo a partita finita: fa cadere il trofeo durante la cerimonia di premiazione. È il momento che lo fa entrare nella storia e riscrive il finale di una carriera comunque positiva. “Ho vinto sei titoli e giocato altre sei finali in singolare. Ho vinto cinque Slam e in doppio e vinto una Coppa Davis per l'Australia”. Ha soprattutto raggiunto l'obiettivo per cui aveva iniziato a giocare. “Mi sarebbe piaciuto” diceva, “chiudere la carriera con abbastanza soldi per comprare una casa con un campo da tennis, una piscina e un po' di cielo da vedere”.

La scheda di Mark Edmondson
Nato a Gosford (Australia), Mark Edmondson è il giocatore con la più bassa classifica a vincere uno Slam (212). In carriera ha vinto altri quattro major in doppio, quattro Australian Open e un Roland Garros. Ha vinto sei titoli in singolare e 34 in doppio raggiungendo un best ranking di numero 15 nel 1982.