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LA PRIMA VOLTA ANCHE RE FEDERER SI È INNERVOSITO

Anche per un super veterano come Roger Federer, che è tornato in campo dopo un stop mai così lungo in carriera

di Enzo Anderloni | 18 gennaio 2017

Anche per un super veterano come Roger Federer, che è tornato in campo dopo un stop mai così lungo in carriera. “Ero nervoso”, ha detto. Intanto Kyrgios ritrova il sorriso e finalmente convince in un esordio Slam. E poi…

di Andrea Nizzero - foto Getty Images

Volendo utilizzare un clichè, si potrebbe dire che gli esami non finiscono mai. Questo inizio di 2017 ha costituito un banco di prova per giovanissimi e veterani, alle prese con una serie di prime volte emozionanti e a loro modo storiche. A partire da un signore che ha superato i 35 anni…

Federer al primo rientro: “Non facile come pensavo”
Quattro stecche in fila, primo game perso a zero. È iniziato così l'Australian Open di Roger Federer, dopo quello che si può definire il primo serio infortunio della sua carriera. Anche con il talento di Federer e la sua tranquillità, professata più volte in queste prime settimane dell'anno, tornare a giocare dopo mesi di stop rimane operazione rischiosa e complessa. "Penso che lì [all'inizio del match, ndr] ci sia stato assolutamente un po' di nervosismo - ha detto Roger del suo inizio traumatico - mi sono sentito nervoso una volta che l'incontro è iniziato. Sono stato bene tutto il giorno in realtà, nel riscaldamento, e anche nei cinque minuti di palleggi con Jurgen. Poi ho colpito quattro volte di fila col telaio. È stato un po' come 'Uff, non è così semplice come pensavo che fosse'". A superare il momento, e il primo turno, ha aiutato il fatto che al di là della rete ci fosse un altro 35enne, per quanto talentuoso, come Jurgen Melzer. Il rientro da un infortunio e dalla conseguente operazione chirurgica, per quanto spezzato in due tempi, non è qualcosa per cui lo svizzero possieda un copione, nonostante la sua esperienza pressoché impareggiabile (quasi tre lustri ai massimi livelli in uno sport individuale). E rimane meraviglioso, qualunque sia il risultato e l'esito di questo ritorno, vedere un monumento come Roger Federer buttarsi in una prima volta come questa, che comprende l'ignoto, con l'entusiasmo e la curiosità di un ragazzino. Un ragazzino che va per i trentasei.

Destanee Aiava, la prima del 2000
Con un nome come Destanee (destinata?) i titolisti dei media anglosassoni, innamorati di calembour e giochi di parole, avranno di che sbizzarrirsi. Del resto, le premesse per vederla conquistare spazio sui giornali per molto tempo ci sono tutte, e la prima a esserne convinta è lei, Destanee Aiava (nella foto a sinistra): “Non è la prima e l'ultima volta che sarò qui. C'è molto che deve ancora arrivare”. Studentessa di liceo a Melbourne, ha già fatto un po' di storia del tennis senza nemmeno compiere 17 anni, o muoversi da casa: è la prima classe 2000 a competere in un tabellone principale di uno Slam e, per quanto non sia sufficiente a riempire una carriera, è un record che nessuno le porterà via. Pochi giorni prima aveva vinto un incontro ufficiale Wta, conquistandosi titoli di giornale persino in Italia. Lunedì Mona Barthel l'ha sconfitta in due set, nel suo debutto nello Slam di casa, ma questi primi giorni del 2017 rimarranno con lei per tutta la vita, a partire dall'allenamento dello scorso lunedì con la persona che l'ha fatta innamorare di questo sport, Serena Williams: “ È stato uno dei giorni più belli della mia vita”.

Nick ritrova il sorriso, la prima volta facile
Nick Kyrgios non aveva mai debuttato in uno Slam lasciando appena cinque giochi al suo avversario, senza alcun tipo di scenata. È una prima volta dal valore sostanziale, più che qualcosa da archivi statistici, ma visto com'era finito il suo 2016 non si può non notare il piglio con cui il 21enne di Canberra ha ripreso il campo. L'ultima volta l'avevamo visto a Shanghai, contro Mischa Zverev, con l'unico obiettivo di perdere il prima possibile. L'Atp non la prese bene e reagì con una multa da oltre 40.000 dollari e otto settimane di sospensione, ridotte a tre per aver acconsentito a farsi assistere da uno psicologo dello sport. Soprattutto, il fatto aveva provocato una legittima quanto diffusa preoccupazione: il tennis sta perdendo per strada uno dei suoi talenti più puri? Lui ora dice: “Voglio solo riprendere e cercare di divertirmi di nuovo”. Quel di nuovo non è esattamente positivo, ma le sue parole vanno nella giusta direzione. Perdere Kyrgios sarebbe un duro colpo per questo sport.

Finalmente Muller, il primo titolo di Gilles
Se non avete visto il video della premiazione dell'Atp di Sydney, lo scorso weekend, cercate di rimediare quanto prima. La commozione contagiosa di Gilles Muller (nella foto a sinistra), di fronte ai suoi figli e a sua moglie, è una pubblicità per il tennis la cui efficacia non potrebbe essere riprodotta da nessun genio del marketing. Il tennista belga, 33 anni, dal talento tanto indubbio quanto indecifrabile possedeva il poco invidiabile record di miglior giocatore (almeno in termini di ranking) a non avere mai vinto un titolo. La sesta finale è stata quella buona, e gli permetterà di raggiungere la miglior posizione in classifica della sua carriera: ha debuttato agli Australian Open da numero 28 del mondo. Le sue parole sono le uniche che si possono utilizzare per descrivere la sua commozione: “Tutto quello che è successo stasera è stato come un film. Rod Laver lì, la premiazione in campo con il trofeo, i miei bambini nel pubblico. Non posso chiedere di più”.

Murray, il primo Sir allo Slam
Andy Murray non ha mai partecipato a uno Slam da numero 1 del mondo. E nessun Cavaliere dell'Impero Britannico ha mai partecipato a uno Slam. “Ovviamente gli mostreremo il rispetto che merita e ci riferiremo a lui come Sir Andy Murray”, ha detto il boss della televisione australiana Channel 7, che trasmette il torneo. Andy non è molto felice della cosa: “Se mi chiamassero solo Andy sarei contento”. L'unico titolo che Andy vuole davvero è quello che gli è sfuggito già cinque volte.

Barty e Fourlis, primizie Aussie
Oltre a Destanee e Kyrgios, il tennis australiano ha già diverse buone notizie per il futuro. Ashleigh Barty (nella foto qui a fianco) è tornata a giocare nello Slam di casa dopo averlo saltato per due anni, mentre tentava la carriera professionistica nel cricket. Lo ha fatto con una bella vittoria su Annika Beck, che la sopravanza in classifica di 173 posizioni (la tedesca è numero 50, lei è ancora 223). Il talento di questa australiana ancora giovanissima (compie 21 anni in aprile) è sconfinato: speriamo di vederla in campo a lungo, e più spesso. Ancora più giovane è Jaimee Fourlis, classe 1999 e vincente a sorpresa su Anna Tatishvili: relativamente sconosciuta al di fuori del tennis australiano, si è guadagnata una wild card con un'ottima prestazione ai campionati nazionali Under 18. Lei, Destanee e l'altro giovane prodigio De Minaur sembrano garantire un futuro piuttosto invidiabile al tennis Down Under.