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RICHARD KRAJICEK, L'OLANDESE GIGANTE

Il nuovo ‘celebrity coach’ del canadese Milos Raonic è stato l’unico battere Pete Sampras a Wimbledon negli Anni Novanta

di Enzo Anderloni | 21 gennaio 2017

Il nuovo ‘celebrity coach’ del canadese Milos Raonic è stato l’unico battere Pete Sampras a Wimbledon negli Anni Novanta. Accadde in quel 1996 in cui a suo di ace si aggiudicò i Championships. Perseguitato degli infortuni non andò oltre il n.4 del mondo ma valeva di più…

di Alessandro Mastroluca

Un gigante fragile. L'ultima riedizione dell'olandese volante. Poco più di vent'anni fa, Richard Krajicek infliggeva al grande Pete Sampras la sua prima sconfitta a Wimbledon, conquistava il suo unico Slam nella finale più pazza dell'era Open e centrava le semifinali al Masters. Proprio lo scoglio che ha sognato di superare due mesi fa, senza successo, Milos Raonic che l'ha scelto, ultimo nella lista dei celebrity coach, per l'ultimo salto di qualità.

La prima semifinale Slam
Una scommessa, quella del canadese, che inizia proprio dall'Australia dove è iniziato il volo di Krajicek che l'ha portato a vincere 17 titoli dal primo trionfo a Hong Kong nel 1991 e a salire al numero 4 del mondo. A Melbourne, nel 1992, l'allora ventenne olandese ha una prima, cruciale prova di maturità al terzo turno contro Michael Chang che fino a quel momento aveva un bilancio di 11 vittorie su 13 al quinto set. Pochi mesi prima, allo Us Open, Krajicek ha sprecato due set di vantaggio contro Lendl ma stavolta non trema e chiude 6-4, 6-1, 5-7, 1-6, 6-3 dopo essere andato a servire per il match sul 5-4 nel terzo. Per un game aveva perso l'atteggiamento del campione in erba e si erano riviste le paure del giovane Richard. “Fino ai 16 anni ero molto minuto” raccontava, “e il servizio era la parte meno importante del mio gioco. Avevo una buona tecnica ma la rimettevo di là e basta”.
Di slancio, supera negli ottavi lo statunitense Aaron Krickstein e nei quarti il tedesco campione di Wimbledon Michael Stich, forte di 22 ace in una partita scandita da 108 servizi vincenti. L'olandese perde il servizio solo una volta in ventotto turni di battuta ma nel finale spinge meno, soffre, sembra stanco. In realtà lo scenario è ancora peggiore. Non potrà infatti giocare la sua prima semifinale in uno Slam (si è spinto così avanti anche in doppio) perché soffre di una tendinite alla spalla. Si fermerà ancora a un passo dalla finale un anno dopo al Roland Garros e negli ottavi allo Us Open contro Stefan Edberg, sprecando un break di vantaggio al quinto set. Dovrà saltare poi tutto il 1994 per una tendinite alle ginocchia ma non si arrende.

Il trionfo a Wimbledon
È il 1996 l'anno della svolta. Krajicek ha vinto nove tornei e perso la sua finale fino a quel momento più importante, a Roma contro l’austriaco Thomas Muster, quando si presenta a Wimbledon. Serve 20 ace per battere Derrick Rostagno al secondo turno ma al terzo cede l'unico set del torneo contro il neozelndese Brett Steven. Negli ottavi sorprende ancora Stich. “Ho giocato uno dei miei match migliori sull'erba” dice. Ma il vero spettacolo arriva nei quarti, in un mercoledì nero e piovoso, contro Sampras, il n.1 del decennio. La strategia, contro di lui, “era ancora più semplice del solito” raccontava in un botta e risposta con i tifosi per la BBC nel 2004. “Si giocava tutto sul suo rovescio, se gli lasciavi comandare lo scambio eri finito, ma se lo attaccavi da quel lato con insistenza, alla fine sarebbe crollato. Il rovescio era il suo unico punto debole”. Sampras può solo toccare la palla sull’ultimo servizio e negargli il trentesimo ace ma non evita una sconfitta destinata a rimanere unica ai Championships fino all'incontro con Federer un lustro più in là. In finale, c’è l’altra grande sorpresa del torneo, il primo afroamericano a giocarsi il titolo a Wimbledon dal 1975, dai tempi di Arthur Ashe: MaliVai Washington. Il resto è storia. È la prima finale interrotta da una streaker, un’eventualità che i bookmakers pagavano quattro volte la posta. “Ho visto quasi tutto di lei” scherzerà Krajicek, “ma in quei secondi mi dicevo: concentrati, guardala solo negli occhi, hai le telecamere di tutto il mondo puntate addosso”. Krajicek conquista il decimo titolo in carriera. Il meno atteso, il più bello. Il trionfo che cambia la vita.

La scheda
Nato a Rotterdam il 6 dicembre 1971, fisicamente imponente (1,96 m), Richard Krajicek ha chiuso la carriera con 17 titoli in singolare e un best ranking di numero 4 del mondo (1999). Marito dell'attrice Daphne Deckers, è stato celebrato in un francobollo per il trionfo a Wimbledon nel 1996. Dal 2004 è direttore del torneo di Rotterdam.