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RACCHETTE E NON SOLO: LE PRIME CHICCHE DEL 2017

L’impugnatura Hesacore promette di rivoluzionare molti manici delle racchette, dai Club sino ai Pro

di Enzo Anderloni | 16 dicembre 2016

L’impugnatura Hesacore promette di rivoluzionare molti manici delle racchette, dai Club sino ai Pro. Berdych sfoggia in anteprima la nuova Head Instinct e si intravedono le prime immagini della nuova Wilson Burn. Oltre alle nuove Asics

di Mauro Simoncini

Si lavora ormai da settimane in campo e in palestra per la nuova stagione e merita dare uno sguardo alle ultime (o prossime novità), visto che la ricerca e l’evoluzione tecnologica nel tennis non si fermano mai.

Se il manico cambia forma

Un primo spunto innovativo riguarda un elemento essenziale ma poco considerato della racchetta: il manico. Capita infatti che Gianluca Geremia, un consulente di marketing e comunicazione, ovviamente appassionato di tennis, si ingegni e “partorisca” Hesacore, non un semplice grip o un manico sostitutivo, ma un vero e proprio elemento strutturale da applicare al posto dei classici manici o “gusci” delle racchette quelli che ogni attrezzo ha di fabbrica sotto il grip, sintetico o naturale che sia. Come dice il nome stessa è formato da esagoni e lascia tutta una serie di curve e vuoti in alternanza. Obiettivo? Far faticare meno la mano, e nello specifico medio e anulare, per stringere la presa dato che la racchetta non scivola né in senso traversale né longitudinale. Nell’idea dell’inventore questo sistema consente di decontrarre muscoli del polso e dell’avambraccio, e dunque dovrebbe offrire vantaggi sia da un punto di vista della salute sia da un punto di vista tecnico. Questa struttura di manico promette di adattarsi al palmo della mano come un guanto anche se all’inizio la sensazione può sembrare strana. Un altro vantaggio importante è legato al comfort, ovvero allo smorzamento di determinate frequenze di vibrazioni del telaio, quelle dannose per tutto il comparto di arti superiori molto sollecitati nel tennis. Le superfici esagonali sono cave: Hesacore è sostanzialmente una struttura a traliccio, una specie di nido d’ape tridimensionale, con superfici vuote coperte solamente dal grip. Le quali ospitano, con qualsiasi presa, le parti ossee della mano, l’osso metacarpale e le ossa interfalangeali del pollice e dell’indice: è attraverso queste ossa che si trasmettono al corpo umano la maggior parte delle vibrazioni negative che arrivano dal telaio di cui sopra. E dunque questo sistema si propone di eliminarle o ridurle al minimo. Per ora l’applicazione, affidata agli operatori specializzati, può avvenire su molti telai; più facile su quelli con gusci rimovibili (Head, Volkl, Mantis o le customizzate di Zus, etc.etc.) più laboriosa ma fattibile anche su Wilson, molte Yonex o qualche nuovo modello Babolat (Pure Strike). Dipende dalla compatibilità della misura (unica) della struttura di Hesacore con le varie aziende. Prezzo 29,90 € più la manodopera, variabile in base alla lavorazione necessaria.

Una Head completamente nuova

Pare che a metà gennaio sarà disponibile, ma la abbiamo già intravista nelle mani di Tomas Berdych al torneo di Parigi. E’ la nuova Instinct di Head che presumibilmente si avvarrà delle nuovi performance del Graphene, quello di terza generazione (Touch) che si è appena “svelato” applicato sulla nuova versione delle Speed di Djokovic. Estetica rinnovata, con meno bianco e più blu, con richiami in azzurro ma non solo: cambia proprio la struttura, lo stampa, è una racchetta completamente nuova, inedita che non vediamo l’ora di provare sul campo. Una delle probabili protagoniste nel 2017 della categoria 300x100, le agonistiche moderne per eccellenza: uscita prevista, il 19 gennaio.

La Rete brucia le Burn

Si è già svelata, almeno in Rete, la nuova gamma delle Wilson Burn (che dovrebbe uscire ufficialmente nei primi giorni del 2017) arricchita del nuovo materiale CounterVail di cui si è già impreziosita la nuovissima Blade. Come tutte le altre famiglie di Wilson anche le Burn diventano nero opache con due inserti colorati e lucidi a ore 9 e 3, in questo caso arancioni. Profilate agonistiche molto potenti, tutte queste Wilson che fanno capo al testimonial Kei Nishikori. Il più difficile e selttivo dei telai è il modello 95 CV: 309 grammi di peso, ovale 95, schema 16x20 e 69,25 centimetri di lunghezza. Poi c’è la 100 CV: un classico 300x100 bilanciato a 32 centimetri con pattern 16x19; esiste la versione 100S (con schema corde invertito con 18 verticali e 16 orizzontali) e poi le due più leggere 100 LS (280 grammi) e ULS (260 grammi).

Le Resolution col canguro

Sul fronte delle calzature è pronta la nuova edizione delle Asics Resolution: siamo alla numero 7, preparata anche in versione speciale Melbourne per il primo grande Slam del 2017. La tomaia ha disegni di canguri neri e grigi con loghi e battistrada blu e arancione; ma c’è la versione interamente gialla fluo o anche quella tutta nera con logo Asics e stringhe e linguetta in arancione. Per il pubblico femminile invece i cangurini sono blu e gialli su fondo bianco con logo e battistrada azzurro; in alternativa una versione tutta bianca o quella tutta rosa con logo linguetta e stringhe blu scuro. E per l’occasione anche le Solution 3, il modello più leggero tra le Asics, viene proposto in nuove colorazioni: blu e giallo fluo o completamente nera per gli uomini, rosa e blu o all white per le donne.