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IL GRANDE TENNIS A MILANO… PRIMA DELLA NEXT GEN

Il grande tennis torna sotto la Madonnina dopo i fasti degli Anni '70, '80 e '90

di Enzo Anderloni | 17 dicembre 2016

Il grande tennis torna sotto la Madonnina dopo i fasti degli Anni '70, '80 e '90. Da Borg a Becker, da Lendl a McEnroe, senza dimenticare nel 2001 il primo titolo Atp di Roger Federer. E le grandi sfide di Davis al Forum d'Assago…

di Cristian Sonzogni – foto Getty Images

Milano e il tennis hanno una lunga storia comune da raccontare. Una storia che, per i tornei pro dell’Era Open, comincia nel 1973 con la vittoria di Marty Riessen in una finale a stelle e strisce contro Roscoe Tanner. È il primo evento ma pure una sorta di prova generale per qualcosa che decollerà più avanti, per la precisione nel 1978. In quell’anno l’Orso Borg mette il suo sigillo e apre una stagione d’oro, quella in cui una Milano sempre più brillante sulla scena internazionale, diventa punto di riferimento anche per le migliori racchette del mondo, tra il vecchio Palasport di San Siro, Palalido, PalaTrussardi e Forum di Assago. Qualche nome? John McEnroe, a segno per quattro volte. Ma pure Vilas, Lendl, Becker, Edberg. Il meglio, insomma, con dieci vincitori di Slam nell’albo d’oro.
Tanto che oggi Sergio Palmieri, direttore degli Internazionali d’Italia ma pure a capo della macchina organizzativa meneghina di allora, è portato a dire che “A quei tempi il Foro Italico era un gradino sotto, perché Milano accoglieva anche i campioni d’Oltreoceano, come Jimmy Connors, che invece nella Capitale non andavano perché non amavano la terra”.

La prima di Re Roger
A inizio Anni Novanta, mentre Lendl e Becker rimangono protagonisti, c’è un giocatore italiano che fa gridare al campione. Si chiama Omar Camporese, è di Bologna e si porta in dote un diritto tra i più veloci del circuito. Nel 1992, al Forum di Assago, batte in finale Goran Ivanisevic e porta per la prima volta la bandiera italiana a sventolare sul gradino più alto del podio. Il successivo a riuscirci sarà Davide Sanguinetti, nel 2002 ai danni di un certo Roger Federer. Quel Federer che in realtà già nel 2001 (al ritorno del torneo dopo una pausa di tre stagioni) si era portato a casa il titolo, particolarmente importante nella carriera del ‘Migliore di sempre’ perché fu il primo nel circuito maggiore. Roger rischiò non poco, quel giorno al Palalido contro il francese Julien Boutter, ma chiuse al decimo game del terzo e conquistò un torneo che di lì a poco sarebbe sparito dai radar ATP.

L'ultimo titolo a Soderling

L’ultima edizione è del 2005, quando lo svedese Robin Soderling fa valere i suoi colpi pesanti a scapito dei tocchi felpati di Radek Stepanek. Quella dell’anno precedente, tra il francese Dupuis e il croato Ancic, fu invece l’unica finale in cui si affrontarono due tennisti esclusi dal seeding. Prima del francese avevano vinto, senza essere testa di serie, Edberg (1985), Camporese (1992), Sanguinetti (2002) e Verkerk (2003). Milano ha vissuto - ovviamente - pure le imprese delle nostre Nazionali. Anche se l’ultimo ricordo, quello della finale di Coppa Davis del 1998 persa con la Svezia al Forum di Assago, non è esattamente dolce per i nostri colori. Poi tante esibizioni, le ultime con i grandi campioni di oggi: Djokovic, Nadal, Serena e Venus Williams, Sharapova, Pennetta e Fognini.

I tornei junior
Campioni che in realtà, Milano, la conoscono bene fin da giovanissimi, considerato che la maggior parte di loro è passata dai campi del Tc Bonacossa di Via Arimondi per quello che è considerato il ‘quinto Slam’ under 18: il Trofeo Bonfiglio, Campionati Internazionali d’Italia Juniores. Magari non tutti lo hanno vinto, come accadde a Sua Maestà Roger Federer, che si fermò nei quarti, ma fin da teenager Milano è tappa obbligata verso il tennis di vertice. Il primo passo è il Trofeo Avvenire, under 16 del TC Ambrosiano. Il secondo è il Bonfiglio. Il terzo, dal 2017, saranno le Next Gen ATP Finals.