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SERVIZIO E ROTAZIONI: ECCO TUTTI I SEGRETI

Velocità e potenza non sono le uniche parole chiave per un buon battitore: fondamentale anche come riesce a far “girare” la palla

di Enzo Anderloni | 19 dicembre 2016

Velocità e potenza non sono le uniche parole chiave per un buon battitore: fondamentale anche come riesce a far “girare” la palla. Perché oltre al servizio piatto, ci sono le opzioni in slice e in kick. Ecco come sfruttarle

di Gennaro Volturo, I.S.F. R. Lombardi - foto Getty Images

Uno degli aspetti che maggiormente cattura l’attenzione durante la visione di un incontro di tennis, è la velocità che i tennisti moderni riescono a produrre attraverso l’abilità tecnica del servizio. Sicuramente il parametro della velocità è fondamentale per definirne la prestazione ma altrettanto importanti sono l’altezza del rimbalzo nonché l’abilità di produrre delle variazioni in termini di direzioni e rotazioni. Inoltre particolarmente rilevante è la precisione che, combinata con la velocità, incide in maniera determinante sulle percentuali di punti vinti. Di seguito focalizzeremo l’attenzione sulla tecnica delle rotazioni che possono garantire numerose varianti tattiche da applicare al meglio in base alla tipologia di avversario e in base alla superficie di gioco.

Il servizio piatto
Per quanto concerne il servizio piatto in primo luogo è importante evidenziare che l’impatto ideale è tra la testa e la spalla dominante e circa 30 cm in avanti rispetto al piede anteriore. Da ciò si desume come la palla debba essere colpita leggermente a sinistra (circa 20 cm) del piede anteriore affinché il tennista possa effettuare l’impatto con la racchetta in posizione obliqua rispetto all’arto dominante (vedi immagine più a sinistra) favorendo in tal modo la produzione di un maggior grado di rotazione interna del braccio attorno alla spalla. Ciò non sarebbe possibile se il tennista colpisse in linea con il piede anteriore e tantomeno a destra dello stesso, in quanto nella fase di impatto la racchetta rappresenterebbe il prolungamento del braccio assumendo una posizione perpendicolare al terreno (vedi immagine più a destra) limitando così la produzione di rotazione interna che ricordiamo essere la principale componente di spinta del servizio moderno.
Nel servizio piatto al momento dell’impatto è necessario completare il movimento di pronazione dell’avambraccio disponendo il piatto corde dietro la palla (vedi immagine più a sinistra). È interessante evidenziare come il servizio comunemente definito piatto mediamente fa registrare valori di complessità pari a 1.200 r.p.m. e ciò in quanto se il tennista colpisce la palla nella fase di caduta verticale è impossibile non generare rotazione poiché la racchetta e la palla si incontrano dopo aver prodotto rispettivamente una traiettoria ascendente e discendente.

Il servizio slice
Anche per quanto concerne il servizio slice l’impatto ideale è tra la testa e la spalla dominante e circa 20 cm più avanti del piede anteriore (quindi leggermente più arretrato rispetto al servizio piatto). È interessante evidenziare come nel tennis femminile mediamente l’impatto di tale servizio è in linea con la spalla dominante e ciò a seguito di un lancio effettuato solitamente a destra del piede anteriore. Tale meccanica facilita la produzione di rotazione slice ma porta a ridurre in maniera significativa l’altezza dell’impatto e soprattutto la velocità generata. A differenza del servizio piatto, è fondamentale colpire la palla con la racchetta leggermente inclinata (vedi immagine qui accanto) completando il movimento di pronazione dell’avambraccio solo in corrispondenza del finale di movimento. Nel servizio slice si registrano valori medi di complessità di palla pari a 2.200 r.p.m. con un decremento di velocità di circa 20 km/h rispetto a un servizio piatto.

Il servizio kick
Nel servizio kick l’impatto ideale è all’altezza della testa (vedi immagine qui accanto) e pertanto rispetto al servizio piatto e slice occorre lanciare la palla circa 10 cm più a sinistra. La profondità del lancio invece è equivalente al servizio slice e ciò differenzia il servizio kick dal servizio lift utilizzato nel passato che prevedeva un lancio arretrato rispetto al piede anteriore accentuando la produzione di spin ma limitando la velocità di palla. Nel servizio kick la traiettoria prodotta dall’attrezzo durante la fase di accelerazione è verticale obliqua con un maggior intervento del gomito come componente di spinta. Nella fase di impatto occorre completare la pronazione dell’avambraccio e si registra una maggiore deviazione ulnare della mano come conseguenza della direzione obliqua della racchetta.
Con tale tipologia di servizio i tennisti producono valori medi di complessità di palla pari a 3.300 r.pm. con un decremento di velocità di circa 50 km/h rispetto a un servizio piatto. Si ricordi che l’asse di rotazione descritto dall’attrezzo durante la fase di accelerazione determina la direzione dello spin e pertanto la tipologia di rotazione prodotta. Nel servizio kick l’asse di rotazione è verticale obliquo e determina un angolo di circa 55° rispetto al terreno. Tale angolo è prossimo ai 70° per un servizio slice e ai 75° per un servizio piatto con un asse di rotazione che in entrambi i servizi è perpendicolare al terreno.