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QUANDO BORIS BECKER SFONDÒ IL MURO DI WIMBLEDON

Nel luglio del 1985 il tedesco conquistò i Championships a suon di servizi devastanti e spettacolari volée: a 17 anni e 227 giorni era il più giovane vincitore di sempre

di Enzo Anderloni | 10 dicembre 2016

Nel luglio del 1985 il tedesco conquistò i Championships a suon di servizi devastanti e spettacolari volée: a 17 anni e 227 giorni era il più giovane vincitore di sempre. Più giovane persino di chi vinse quell’anno la prova juniores

di Alessandro Mastroluca – Foto Getty Images

“Becker era il ragazzo più naturale, più cristallino che avessi mai visto. Non sapeva come mentire, non aveva bisogno di mentire, di fingere, di cercare scuse, di piangere quando stava perdendo. Per questo tutte le persone al mondo si identificavano con lui”. Parola di Ion Tiriac, che ha chiuso il contratto con “Bum Bum” dopo la finale del Roland Garros junior del 1984. Becker aveva perso dall’australiano Mark Kratzmann, che firmerà con l’IMG. “Quando Tiriac divenne il mio manager” ha raccontato Becker, “nemmeno sapevo annodarmi la cravatta”.

Professionismo - Diventa subito professionista. Vince il primo titolo in doppio a Monaco di Baviera, debutta a Wimbledon ma esce in barella al terzo turno contro Bill Scanlon, e centra i quarti a fine anno all'Australian Open. Il power tennis c'è già tutto: tira fortissimo. È un eccezionale giocatore a tutto campo, che si getta negli scambi proiettato in avanti dal suo iconico servizio, con i piedi che si staccano da terra. È un volo verso rete, il suo, un attaccare generoso che si fa spettacolo nelle volée in tuffo sull'erba, icona di entusiasmo giovanile e generosità. Nel 1985 Becker vince la prima edizione del Tennis World Young Masters, a Birmingham su Edberg, primo esperimento delle Next Gen Atp Finals, masters per i giovani che si rivedrà dall'anno prossimo a Milano. Raggiunge la semifinale a Roma ma perde al secondo turno al suo primo Roland Garros.

Destino - È Tiriac che lo convince ad andare a giocare al Beckenham Cricket Club, tre settimane prima di Wimbledon. Centra i quarti, poi trionfa al Queen's e si ripresenta a Wimbledon da numero 20 del mondo. Al terzo turno arriva a due punti dalla sconfitta contro lo svedese Joakim Nystrom, ma vince al quinto. Si ritrova sotto di due set a uno, e con una caviglia dolorante, contro l’americano Tim Mayotte. Vorrebbe ritirarsi ma Tiriac, nonostante l'opposizione forse un po' troppo garbata dell'americano, entra in campo e lo convince a continuare con la caviglia fasciata. C'è un destino che si dipana nelle due settimane del tedesco che batte il francese Henri Leconte nei quarti e un altro svedese, Anders Jarryd in una semifinale interrotta per la pioggia e per l'oscurità in cui cancella due set point. “Adesso si fa interessante” pensa Becker. In finale c'è Kevin Curren, il sudafricano che ha eliminato uno dopo l'altro Stefan Edberg, John McEnroe e Jimmy Connors. Wimbledon 1985, però, è scritto, deve diventare il torneo della Becker-mania.

La finale - “E' stata una finale molto tirata” ha raccontato in un'intervista pubblicata sul sito ufficiale dei Championships. “Ho iniziato bene, ho vinto il primo 6-3, ma Curren ha vinto il secondo ed è andato avanti di un break nel terzo. Sentivo che dovevo di nuovo spingere sull'acceleratore, e il tiebreak del terzo ha in pratica chiuso il match”. Il break in avvio del quarto è il preludio della festa, celebrata con un'esultanza leggendaria quanto, sottolinea, improvvisata e non studiata. Una festa più che meritata. Becker è il primo tedesco a conquistare Wimbledon. A 17 anni e 227 giorni è il più giovane di sempre nell'albo d'oro dei Championships. È perfino più giovane del vincitore del titolo del torneo junior di quell'anno, il messicano Leonardo Lavalle. Una volta rientrato in patria, racconta, “mi sentivo come il Papa in visita nella mia città”.

Follia e serenità - “Boris ha la giusta combinazione di follia e sanità per reggere la pressione e le aspettative” dirà Tiriac. Una profezia destinata facilmente ad avversarsi. Becker diventa numero 1 del mondo il 28 gennaio 1991, lo rimane complessivamente 12 settimane. Chiude la carriera con 49 titoli in 77 finali. Vince tre volte Wimbledon, due volte l'Australian Open e lo Us Open del 1989 contro il grande rivale Ivan Lendl. Gli mancherà sempre il Roland Garros, si consolerà con i tre titoli al Masters e le prime due storiche vittorie della Germania in Coppa Davis, che anticipano la caduta del Muro di Berlino. E tutta una nazione si identificherà con Bum Bum.