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SULL'ISOLA DI NECKER IL TORNEO PIÙ ESCLUSIVO AL MONDO

A Necker Island, l'isola dell'imprenditore britannico a capo del gruppo Virgin, nel mezzo delle Isole Vergini, si gioca una competizione molto speciale con campioni, vip e semplici (o quasi) appassionati ...

di Enzo Anderloni | 06 dicembre 2016

A Necker Island, l'isola dell'imprenditore britannico a capo del gruppo Virgin, nel mezzo delle Isole Vergini, si gioca una competizione molto speciale con campioni, vip e semplici (o quasi) appassionati

da Necker Island, Fausto Serafini

“Welcome to Paradise”. Così saluta gli ospiti un sorridente Sir Richard Branson nell'apertura della brochure che mia figlia Majka, una delle privilegiate partecipanti alla Necker Cup, mi aveva inviato da Londra. Il prudente scetticismo per una definizione che sembrava un po' enfatica viene letteralmente polverizzato durante la settimana di permanenza nell'isola privata dell'eclettico magnate inglese, proprietario del Virgin Group, un impero ramificato nel mondo con lo sviluppo di centinaia di imprese differenziate. L'isola di Necker, incontaminata scheggia caraibica delle Isole Vergini Britanniche, è un idilliaco paradiso disposto su 30 ettari di saliscendi immersi nella lussureggiante vegetazione tropicale. L'atollo è protetto da una barriera corallina, è circondato da un mare turchese ed è cinto da sabbie bianche a piccolissimi granuli.

Il regno di Branson
Dentro questa incantevole natura, Richard Branson, che vi abita per gran parte dell'anno, ha creato un resort di gran lusso e del tutto particolare, sostenuto da 60 dinamici addetti.
Il tycoon ha scatenato il suo amore per la natura, popolando la Necker di animali (ben inseriti), talvolta preservandoli dall'estinzione, come le quattro razze di lemuri importati dal Madagascar, alcuni dei quali girano liberi tra gli ospiti.
A fianco dei curati sentieri abbondano i pappagalli, le tartarughe giganti mauriziane, le iguane, mentre il laghetto centrale ospita, tra altri palmipedi, una colonia numerosa di mutuanti flamingo. L'architettura delle numerose costruzioni segue rigorosamente lo stile balinese con uso di bambù, legno scuro e pietre naturali. Naturalmente vengono incoraggiate le proposte sportive, tra le quali: windsurf, sci d'acqua, snorkeling, vela, basket, beach volley, ping-pong, biliardo, discese mozzafiato aggrappati alla teleferica, tiri di golf per vincere un milione di dollari colpendo la piattaforma sul mare (le palline sono degradabili e all'interno contengono mangime per pesci) e poi paddle e tennis.

Tra Pro e leggende
Tanto tennis sul tappeto verde dei due campi. Uno spettacolo godibile sui grandi cuscini sparpagliati a bordo campo e sui divani. E qui s'innesta l'altra passione dell'inimitabile miliardario che, per l'appuntamento annuale della Necker Cup, invita giocatori professionisti (in passato anche Nadal e Djokovic), leggende del tennis e racchette di medio valore, emerse nelle eliminatorie dei suoi mega-circoli sportivi. Presenti in questa edizione, tra altri personaggi, anche i leggendari Stefan Edberg e Todd Martin, e gli attivi Grigor Dimitrov, Viktor Troicki, Alexander Dolgopolov, Dmitry Tursunov, Nicole Gibbs e Caroline Wozniacki, quest'ultima ancora ferma per l'infortunio al piede, ma molto briosa nel ruolo di giudice di sedia.

E chi sbaglia… beve
A questi giocatori si unisce un gruppo scelto d'invitati, amici e sponsor che, insieme a conti bancari decisamente all'altezza della lussuosa location, macinano tennis zelante, sebbene sfumato in gradazioni di qualità. La gara di doppio si sviluppa in tre giornate con un turnover di coppie bilanciate nei valori (pro in tandem con amatori), competizione con punteggio ad handicap che si sviluppa – microfonata - tra gli applausi e le urla di sostegno degli spettatori.
Con i top-player che alternano scambi roventi, in presenza di controparte valida, al compito più difficile di contenimento della potenza e di prolungamento dei fraseggi nei pressi del net, tra siparietti ilari con pubblico e avversari, tra interventi acrobatici e corse a perdifiato per salvaguardare il palleggio del partner del momento, cercando di non sbagliare due volte di seguito per evitare la bevuta obbligatoria di Tequila.

Non solo tennis
Per il rituale della Necker Cup, il padrone di casa, incontenibile showman e appassionato giocatore, arriva in finale accanto al francese Jean Philippe Blochet e cede il titolo nel tie-break decisivo al duo composto da Troicki e dall'americano Bob Zangrillo, incontro accompagnato dai commenti esilaranti di Wayne Bryan, padre dei famosi doppisti Mike e Bob. Vivere nell'isola è estremamente piacevole, l'atmosfera è amichevole e allegra, i giocatori pro e gli invitati speciali, sempre disponibili a foto e conoscenze, vivono la permanenza in estremo relax, accompagnati da amici e parenti, tutti impegnati tra cene a tema negli ambienti abbarbicati sulle colline e nelle piscine, cocktail, massaggi, Spa, spiagge e intrattenimenti gestiti dalla cantautrice Jewel, dal cantante Robin Thicke, mentre le danze sono attivate da vari disk jockey.

Wozniacki protagonista
Ma Branson non si dimentica della sua fondazione benefica e nell'ultima speciale sera “End of World” cala anche la Charity Dinner, dove gli sponsor mettono a disposizione alcuni “prodotti” dei loro business per innescare un'asta capace di alzare il piatto conclusivo fino a mezzo milione di dollari. È piacevole costatare come Caroline Wozniacki tenga alto il gonfalone del mondo del tennis, aggiudicandosi, uno splendido catamarano a otto posti per cinque giorni di tour nelle Isole Vergini. Slancio umanitario della generosa campionessa che dispiega con semplicità 45.000 verdoni. Questa in estrema sintesi l'ubriacante esperienza nella settimana della Necker Cup. Va detto che l'incredibile isola funziona durante l'intero anno, c'è solo un piccolo scoglio da superare: il costo della vacanza. La più economica offerta, quella di gruppo, costa 60.000$ al giorno. Cifra divisibile per 28, il numero di persone pari alla capienza massima delle strutture e della sostenibilità del patrimonio naturale.
Un'ultima informazione, se un giorno sentirete parlare di Mosquito, un atollo attualmente disabitato e selvaggio a un tiro di schioppo da Necker Island, sappiate che è di proprietà esclusiva dello stesso Branson. Lì sta costruendo casa per sé e per i due figli e dove pare abbia concesso solamente a Bill Gates (Microsoft) e Larry Page (Google) di avviare la costruzione delle relative abitazioni. Come dire, un terzetto associato di… modesti imprenditori!