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NIKKI PILIC, È CROATO MISTER COPPA DAVIS

Da giocatore, finalista a Parigi nel 1973, venne squalificato per non averla voluta giocare: per solidarizzare con lui 80 Pro, compresi i più forti, boicottarono Wimbledon

di Enzo Anderloni | 03 dicembre 2016

Da giocatore, finalista a Parigi nel 1973, venne squalificato per non averla voluta giocare: per solidarizzare con lui 80 Pro, compresi i più forti, boicottarono Wimbledon. Da capitano è l’unico al mondo che l’ha conquistata con due nazioni diverse

di Alessandro Mastroluca

Lo chiamano “Mister Coppa Davis”. È l'unico che l'abbia vinta, da capitano, con due nazioni diverse. È l'uomo che, da solo, ha portato il tennis in un'altra epoca. Perché esiste un prima e un dopo Wimbledon 1973. Esiste un prima e un dopo Nikola Pilic.

Il tennis è una terra straniera, un esempio di serendipità, compare come un accidente, come una distrazione sulla strada dell'esistenza per il piccolo Nikki. Appare come un'illuminazione il giorno in cui, a Spalato, dopo la guerra, scambia la sua bicicletta per la racchetta di un amico. Gioca giorno e notte, fino a quando le mani e le ginocchia si colorano di rosso e non si deve guardare. Costruisce come un artigiano un tennis nutrito più di intelligenza sottile e profonda comprensione del gioco che di ispirazione naturale. Affina, lima quel talento che basta alle sue mani fino a entrare negli Handsome Eight, il primo gruppo di professionisti con Rod Laver, Cliff Drysdale, John Newcombe, Rober Taylor, Dennis Ralston, Pierre Barth e Butch Buchholz. Arriva fino alla finale del Roland Garros 1973, il giorno che cambia la storia.

Sospeso per nove mesi
La Federazione jugoslava lo accusa di aver rifiutato la convocazione in Coppa Davis contro la Nuova Zelanda. Pilic, infatti, aveva già un accordo per giocare il Masters di doppio a Montreal ma Bora Jovanovic e Zeljko Franulovic, largamente favoriti, perdono. Il generale Dusan Kovac, zio di Pilic e presidente della Federazione jugoslava, lo sospende per nove mesi da tutti gli eventi gestiti dalla ILTF, Slam compresi. Gli organizzatori di Wimbledon sono i più rigorosi ma l'ATP, nata da appena un anno, supporta Pilic. Non è mai stato un rivoluzionario, ma lo diventa. Un mese dopo che Nixon negli Usa ha abolito la leva obbligatoria, Pilic e il boicottaggio di 80 giocatori in suo sostegno a Wimbledon, abolisce di fatto la convocazione obbligatoria. “Da quel momento in poi i tennisti hanno iniziato a combattere per i loro diritti” ha detto alla stampa croata alla vigilia della finale di Davis di Zagabria.

Due prime storiche
Da capitano, vivrà due prime volte storica. Porta la Germania al primo trionfo, nel 1988, dopo la semifinale proprio contro la Jugoslavia e la finale contro la Svezia di Edberg e Wilander che quell'anno gioca tutti i match in casa. L'eroe è il meno atteso, Carl-Uwe Steeb, che rimonta due set al numero 1 del mondo e carica Becker. Bum Bum trionfa in doppio con Eric Jelen e libera una gioia mai provata. “Vale anche più di Wimbledon” dice. Resterà imbattuto anche l'anno successivo, nella rivincita contro gli svedesi in finale. In due singolari, perde 12 game. “Oggi ho giocato il tennis migliore della mia vita” dirà. “Non ho mai visto un giocatore mantenere un livello così alto per tre giorni” commenta Pilic, che firmerà un terzo trionfo nel 1993.

Vince anche da… consulente
C'è sempre lui, nel 2005, sulla panchina della Croazia. Per la finale contro gli slovacchi richiama anche Goran Ivanisevic, che però non gioca. Ljubicic, che ha iniziato la stagione in Davis battendo Agassi, non perde mai fino al secondo singolare della finale di Bratislava. Così l'uomo simbolo diventa il 21enne Mario Ancic, che sul 2-2 si prende l'occasione di una vita e un posto nella storia. Cinque anni dopo, Pilic verrà scelto come consulente dalla Serbia per lo storico trionfo del 2010. Nella rimonta che fa grande Troicki c'è anche il timbro di Mister Coppa Davis.

La scheda di Pilic
Nato a Spalato, nell'allora Jugoslavia, il 27 agosto 1939, Nikki Pilic è stato considerato il numero 7 del mondo nel 1967. Ha vinto quattro titoli in singolare (Stoccolma 1969, Bristol 1970, WCT Essen 1972 e Aviles 1975) e raggiunto la finale del Roland Garros 1973 persa contro Nastase.