-
Archivio News

GIGANTE OPELKA, IL FUTURO JOHN ISNER

È più alto di “Long John” di tre cm e con i suoi due metri e 11 ha appena vinto il primo challenger in carriera

di Enzo Anderloni | 25 novembre 2016

È più alto di “Long John” di tre cm e con i suoi due metri e 11 ha appena vinto il primo challenger in carriera. Ora gli addetti ai lavori cominciano ad accorgersi di lui. Ma da junior aveva già vinto Eddie Herr e Wimbledon

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

Servizio devastante, colpi potenti e sguardo da giocatore vero. Dall’alto dei suoi 211 centimetri Reilly Opelka studia il circuito Atp e non vede l’ora di farne parte. Nato in Michigan, ma residente in Florida, il diciannovenne yankee ha conquistato a Charlottesville il primo titolo challenger della carriera, entusiasmando anche i più scettici tra gli addetti ai lavori statunitensi. Vincitore a Wimbledon Junior nel 2015, Opelka si candida al difficile ruolo di “nuovo Isner”, che ricorda per doti balistiche e linguaggio del corpo, nonostante sia addirittura più alto di tre centimetri rispetto a “Long John”.

La storia - Reilly nasce a St. Joseph, nel Michigan, il 28 agosto del 1997. Inizia a giocare a tennis a 6 anni supportato e assistito da Tom Gullikson, già capitano di Coppa Davis nella seconda metà degli Anni ’90. A 12 anni i genitori, George e Lynne, decidono di trasferirsi in Florida, prima a Boca Raton e successivamente a Palm Coast, dove il tennis di Opelka prende realmente vita. A livello junior in pochi si accorgono di Reilly, di certo non molto appariscente se non per l’elevata statura, sino al dicembre 2014. Opelka disputa il prestigioso torneo under 18 Eddie Herr e, senza perdere alcun set, trionfa di fronte a tutte le alte sfere della USTA. Il gigante di Palm Coast gioca poco ma gioca bene: semifinale all’Orange Bowl, quarti al Roland Garros e, soprattutto, la vittoria a Wimbledon 2015 in finale su Mikael Ymer.

Niente college - Dopo gli exploit a livello giovanile fioccano le offerte dai College NCAA. Da una parte la University of Florida, dall’altra la USC (University of Southern California). Ma Reilly sceglie la terza via, quella del professionismo. “Difficile dire se sia la scelta giusta - racconta papà George - ma dopo aver ascoltato tante persone influenti nel tennis, valutando tutti i ‘pro’ e i ‘contro’, Reilly ha deciso di optare subito per il mondo Atp. A inizio 2016, quando ci si aspetta un salto di qualità nei Futures o nei Challenger, Opelka sorprende tutti e, grazie a una wild card, si presenta nel tabellone principale del torneo Atp di Atlanta battendo Kevin Anderson e Donald Young prima di arrendersi in semifinale proprio a John Isner. A novembre il titolo a Charlottesville, dove in finale supera il belga Ruben Bemelmans al tie-break del terzo set. Il match point? Ovviamente una prima vincente.

Maledizione da sfatare - Cresciuto nel mito di Juan Martin Del Potro, Reilly Opelka ha però una maledizione da sfatare: dal 2000 a oggi solamente due vincitori del torneo under 18 dell’All England Club sono riusciti ad arrivare tra i Top 10 (Dimitrov e Monfils). Alcuni, tra cui il nostro Gianluigi Quinzi, sono ancora alla ricerca del salto di qualità, mentre molti si sono definitivamente persi per strada come Valent, Reid, De Bakker, Saville e Peliwo. Starà a lui cercare di sfatare il tabù. “I giocatori così alti hanno bisogno di qualche anno in più per arrivare in alto - spiega l’ex professionista Justin Gimelstob - ma il talento di Reilly e le sue potenzialità sono davvero molto interessanti. Personalmente punterei su Opelka a occhi chiusi”.

La scheda di Reilly Opelka
Nato a St. Joseph, Michigan, il 28 agosto 1997
Coach: Diego Moyano
Altezza: 211 cm, peso: 100 kg
Titoli Challenger: 1 (Charlottesville 2016)
Ranking: 208
Titoli Itf Under 18: 3
(College Park 2014, Eddie Herr 2014, Wimbledon 2015)
Best Ranking Under 18: 4 (13 luglio 2015)