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2017 CON VINCI, NADAL E FEDERER: NON VEDIAMO L’ORA

Si annuncia una grande annata: All’annunciato rientro del grande Roger si aggiungono la conferma di Roberta Vinci e Francesca Schiavone, che continueranno a giocare

di Enzo Anderloni | 23 novembre 2016

Si annuncia una grande annata: All’annunciato rientro del grande Roger si aggiungono la conferma di Roberta Vinci e Francesca Schiavone, che continueranno a giocare. E poi ci sarà Rafa con i nuovi capelli. E a Milano i migliori della Next Generation a giocarsi le loro Atp Finals, una inedito Masters per stelle nascenti…

di Enzo Anderloni – Foto Getty Images

In questo 2016 c’è ancora da gustarsi una finalona di Coppa Davis super caliente tra Croazia e Argentina all’Arena Zagreb (il gigante di Tandil Juan Martin Del Potro contro Marin Cilic, il campanile di Medjugorie, e gli altri bombardieri come Coric e Karlovic), eppure non vediamo l’ora che arrivi il 2017. Perché i fatti e gli annunci degli ultimi giorni lo prefigurano ricchissimo di sfide lanciate e di domande in attesa di risposta.

Quelle che non mollano - L’annuncio più bello l’hanno fatto le nostre due inossidabili campionesse, Roberta Vinci e Francesca Schiavone: le vedremo ancora in campo. Per Francesca, che parte da n.102 una stagione che la vedrà compiere 37 anni, si tratta soprattutto di un’orgogliosa e stuzzicante scommessa con se stessa.

Roberta Vinci, che di anni ne farà solo 34 e affronta il tour da n.18 senza la pressione di una finale degli Us Open da difendere, può ancora davvero regalarci molto, in fatto di spettacolo (con la sua classe da Federer in gonnella) e di risultati. Gran confusione regna ai vertici del tennis femminile: il rovescio tagliato di Roberta può fare ancora a fettine un sacco di rivali.

Quello che torna - A proposito di Federer (che di anni ne farà 36), il suo ritorno, da lunga pezza annunciato per la Hopman Cup di Perth ai primi di gennaio, era già un forte motivo di interesse per l’incipit del 2017 (vincerà un altro Slam?). Quello che è successo ai vertici della classifica nei mesi che Roger si è preso per rimettersi perfettamente in sesto, aumenta parecchio la curiosità. Anche perché i due suoi storici rivali, quelli che più l’hanno fatto soffrire, mostrano di avere la testa altrove.

Che testa avrà Djokovic? - Non siamo più abituati a pensarlo come n.2. E già questo sarebbe motivo di curiosità alla ripartenza del circuito. Ma soprattutto non siamo abituati a vedere Novak Djokovic seguito da un mental coach, qualcuno lo definisce guru, con scritto “amore e pace” sulla maglia. Dopo la stesa che si è fatto rifilare nella finale di Londra da Murray, sembrava quasi sollevato. Come se quel n.1 che si portava addosso da 122 settimane fosse diventato un enorme peso. Nel 2017 compirà 30 anni: avrà voglia di fare tutti i sacrifici che servono per provare a risollevarlo?

Che testa avrà Nadal? - Pare che solo a Monte-Carlo vedremo che cosa ha davvero in testa Rafa Nadal. La notizia non sarebbe nuova: quello è il torneo che ha sempre segnato il vero inizio della stagione nadaliana, quella sul “rosso”. In questo caso coincide con la piena fioritura della nuova capigliatura che Rafa si è fatto trapiantare in una clinica madrilena. Dopo aver scoperto che Agassi perse la finale del Roland Garros 1990 contro Andres Gomez perché aveva paura di perdere in campo il toupè che il fratello Mike gli aveva artigianalmente affrancato con mollette e forcine, nulla ci può più stupire in fatto di tricologia tennistica. Ma questo lavoro sull’estetica da parte di un gladiatore tutto sostanza come Rafa porta a pensare che anche lui cominci ad avere la testa altrove. Almeno in parte.

Fab Four addio? C’è la Next Gen - Il 2017 si annuncia dunque come il probabile momento della svolta. Se il n.1 rimarrà quasi sicuramente sulle spalle di “Ringo Starr” Andy Murray almeno fino alla vigilia di Wimbledon, i punti di domanda sugli altri tre Beatles del tennis (Roger, Rafa e Nole) autorizzano a pensare che ci sia spazio per la spallata dei pretendenti più a ridosso, Milos Raonic e Kei Nishikori su tutti. Dietro spingono i Thiem, i Kyrgios i Pouille, avanguardia di quella Next Generation che vedrà i migliori esponenti sfidarsi a fine stagione a Milano in un nuovo Masters dedicato. Sono loro, i probabili protagonisti delle Next Gen Atp Finals, quelli che ci incuriosiscono di più in prospettiva. Per esempio Alexander Zverev, n.24 assoluto, che quest’anno ha già vinto un torneo e battuto Federer, Wawrinka e Berdych. O Borna Coric, che da venerdì gioca la finale di Coppa Davis. Star del futuro? Danno l’idea che il 2017 potrebbe diventare il loro e il nostro presente. Tutto nuovo e bello da scoprire.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 43 - 2016

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SuperTennis Magazine – Anno XII – n.43– 23 novembre 2016

In questo numero

Prima pagina –2017: non vediamo l’ora Pag.3

Circuito mondiale – Master & Commander Pag.4

New balls, please! – Lendl, le barzellette e il musone. Oggi è il doppio di se stesso Pag.5

Next Gen Atp Finals: A Milano l’X-Factor Atp Pag.7

Focus – Reilly Opelka, sarà il nuovo Isner? Pag.10

I numeri della settimana: 2 Slam vinti? Niente n.1 Pag.11

Il tennis in tv –davis, finale da giganti Pag.13

Terza pagina – Il vecchio Mac esalta, il “giovane” Tom esulta Pag.14

In Italia: cresce ancora tutto, tranne le quote… Pag.16

Serie A1: semifinali, dentro o fuori Pag.17

Paddle – Mondiali: imbattibili “Maestros” Pag.19

Personal coach: passi per accendere bene il tuo motore Pag.21

Racchette e dintorni: Croazia-Argentina, Insalatiera e piatti… corde Pag.22

La regola del gioco: le palline sbagliate vanno sostituite? Pag.24