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I MASTERS FIT-TPRA: CAMPIONI DI SE STESSI

Non esistono solo i campioni delle Atp Finals di Londra: anche chi ha imparato a giocare tardi (magari da autodidatta), si può allenare poco (perché lavora e ha una famiglia) ...

di Enzo Anderloni | 16 novembre 2016

Non esistono solo i campioni delle Atp Finals di Londra: anche chi ha imparato a giocare tardi (magari da autodidatta), si può allenare poco (perché lavora e ha una famiglia) ma si cimenta nelle competizioni adatte al suo livello di gioco può trionfare. E’ quello che succede ai protagonisti del circuito amatoriale, oltre 42.000 partecipazioni quest’anno

di Enzo Anderloni – Foto di Antonio Costantini

A Londra sono in campo i primi otto giocatori della classifica Atp a contendersi un titolo che è una sorta di Campionato del mondo. Lavorano tutto il giorno, tutti i giorni per cercare di esprimere la massima prestazione. Quella che serve per essere numeri 1 con la racchetta in mano.

A Napoli erano in campo ventotto protagonisti delle classifiche Fit-Tpra, a contendersi i titoli assoluti nel mondo degli amatori. Lavorano tutto il giorno, tutti i giorni. Punto. Perché sono dipendenti o liberi professionisti, artigiani o impiegati. Hanno una famiglia, dei figli. E la passione per il tennis. Giocano quando possono, come possono. Per divertirsi ma anche per vincere. Perché lo sanno tutti, da Andy Murray al sig. Rippa, n.12.140 nella classifica tornei Fit-Tpra: la cosa più divertente in assoluto che si può fare con una racchetta in mano è vincere quella benedetta (o maledetta) partita.

Così per questa volta la foto più grande in copertina ce l’ha uno di loro, uno dei nostri amatori di Napoli (Andy, tu al massimo ci vai la prossima settimana, se vinci…) che nello spirito di questo circuito, trattiamo come un campione. Perché in effetti, nel suo piccolo, lo è.

Chi ha vinto a Napoli, nei limiti delle sue possibilità, ha dato tutto e ottenuto il massimo risultato. Esattamente come succederà domenica alla O2 Arena di Londra. D’altra parte come giocherebbero Djokovic o Murray se avessero cominciato a 25 anni, da autodidatti, facessero il magazziniere o l’agente immobiliare, portassero in giro qualche chilo di troppo e il loro allenamento consistesse in un paio di partitelle settimanali con altri amici altrettanto autodidatti? Forse sarebbero andati anche loro in campo a Napoli.

E ne sarebbero usciti da protagonisti, giustamente premiati e festeggiati. Grazie al circuito Fit-Tpra nel quale chiunque, davvero chiunque può cominciare a muovere i primi passi sul sentiero del tennis vero, quello delle partite, dei tornei, della classifica computerizzata. Non tutti si sono ancora resi conto della bellezza di questa idea di competizione che addirittura ha studiato tre diversi livelli di gara per quel grande calderone di appassionati che è il mondo dei non-classificati. Quelli che vengono ancor prima dei 4.6, 4.5, 4.4, i gradini più bassi delle classifiche di quarta categoria.

I termini hanno dell’esoterico: Limit45, Limit65… E in fondo è bello così: quando si entra in un mondo nuovo si impara anche un gergo, un linguaggio per iniziati. Ma quei termini indicano i diversi livelli di gioco dai quali si può cominciare a cimentarsi. E, per esempio, il Limit45 è perfetto per chi vuol provare a fare il primo torneo della vita anche se si sente fragile in tanti aspetti del gioco. Napoli ha incoronato anche il più forte dell’anno tra i limit45: in assoluto sicuramente un giocatore con tanti… limit. Ma per quanto ci riguarda (e lo riguarda), un campione. Uno che i limiti è stato bravo a superarli. Un campione di se stesso.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 42 - 2016

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SuperTennis Magazine – Anno XII – n.42– 16 novembre 2016

In questo numero

Prima pagina –Campioni di noi stessi Pag.3

Circuito mondiale – fed Cup, la forza della banda Pag.4

New balls, please! – Caro Djokovic, che ti succede? Non ti riconosciamo più… Pag.5

Focus – Napolitano, il nostro gigante “all-court” Pag.7

I numeri della settimana: Le 5 Fed Cup di Petra Pag.8

Terza pagina – Vecchio McEnroe? E’ ancora il più forte Pag.10

Il tennis in tv –Bari: 4 leggende a colori Pag.13

Serie A1: Ci sono i primi verdetti Pag.15

Circuito Fit-Tpra: un Master da…leoni Pag.18

Personal coach: allenameno, pre e post da non sottovalutare Pag.20

Racchette e dintorni: gli otto del Masters dalla racchetta… ai piedi Pag.23

La regola del gioco: quando il “fisio” va interrotto… Pag.26