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STEFANO NAPOLITANO, IL NOSTRO GIGANTE ALL-COURT

Gioca bene su tutte le superfici, compreso il veloce

di Enzo Anderloni | 18 novembre 2016

Gioca bene su tutte le superfici, compreso il veloce. Come a Ortisei, dove domenica ha vinto il primo titolo Challenger in carriera. Senza perdere un set, senza perdere un turno di battuta e centrando il best ranking Atp

di Alessandro Nizegorodcew

Sguardo deciso, colpi di inizio gioco devastanti, aggressività e fiducia nei propri mezzi. Una ricetta vincente che risponde al nome di Stefano Napolitano, l’all-court player italiano. Il biellese, classe 1995, ha conquistato a Ortisei il primo titolo challenger della carriera disputando il torneo perfetto: 12 palle break annullate su 12, nessun set perso e un livello tennistico da Top 100. “È stato un anno importante - ha detto Napolitano - che mi ha permesso di crescere sotto tutti i punti di vista: tecnici, tattici e mentali. Ho ancora qualche problemino fisico, una fastidiosa pubalgia, che spero però di risolvere durante la preparazione invernale. Ortisei? Non mi era mai capitato di vincere un torneo senza perdere il servizio, è una sensazione bellissima”.

Cambio di rotta - Cresciuto con il padre-coach Cosimo, ex prima categoria, e sotto la continua supervisione di Riccardo Piatti, Stefano ha raggiunto dopo Ortisei la miglior classifica di sempre. Una crescita continua ed esponenziale, che ha visto il piemontese passare dal n.406 di fine 2015 all’attuale 173 Atp, con un incremento di ben 233 posizioni. All’ottimo lavoro svolto negli anni da papà Cosimo si è aggiunto quello di coach Cristian Brandi, che da 12 mesi segue Napolitano con l’obiettivo di entrare nei Top-100 Atp. “Dal punto di vista tecnico abbiamo lavorato sul diritto - ha spiegato Brandi, che poco più di un anno fa aveva portato al n.82 al mondo Marco Cecchinato - mentre tatticamente ho chiesto a Stefano di essere più aggressivo, cercare la rete in maniera decisa. Anche al servizio è migliorato molto, cosa che gli permette di mettere pressioni agli avversari nei loro turni di battuta”.

Il ‘Metodo Sfera’ - Il grande salto di qualità è giunto però dal punto di vista mentale. “Da alcuni mesi lavoro con lo psicologo Antonio Sacco - ha raccontato Napolitano -: ha portato nella mia vita il ‘Metodo Sfera’. In pratica racconto le difficoltà e le emozioni che vivo durante i match e, insieme, cerchiamo di capire la maniera migliore per affrontarle. Sono molto soddisfatto di questo metodo, che sta portando grandi frutti”.

All-Court - Il pregio di Napolitano, che lo accomuna ad Andreas Seppi, non è affatto comune in Italia: è la capacità di sapersi esprimere al meglio su tutte le superfici. Ma quali dettagli dovrà ancora migliorare il biellese? “Stefano si sta esprimendo molto bene anche in doppio - ha chiosato Brandi - disciplina che gli ha permesso nel 2016 di vincere due challenger (San Benedetto e Roma Due Ponti; ndr) insieme a Federico Gaio. Vorrei però che provasse di più il serve & volley. Per il resto si può e si deve migliorare ogni aspetto del gioco, ma la strada è quella giusta. Anche in allenamento riesce a tenere altissima l’intensità per parecchio tempo, cosa che prima non avveniva”. Il 2017 dovrebbe partite dalle qualificazioni del torneo Atp di Doha, per poi proseguire con il tabellone cadetto degli Australian Open. Stefano Napolitano è pronto a diventare una solida realtà del tennis italiano.

La scheda di Stefano Napolitano
Nel 2012 è stato
Top 10 junior
Stefano Napolitano
Nato a Biella, l'11 aprile 1995
Altezza: 196 cm; peso: 90 kg
Ranking: 173 (Best Ranking)
Best Ranking Under 18: 9 (16 gennaio 2012)
Titoli Challenger: 1 (Ortisei 2016)
Titoli Futures: 1 (Israele 2015)
Coach: Cristian Brandi e Cosimo Napolitano (padre)
(foto Atp Val Gardena)

IL 2016 DI STEFANO NAPOLITANO
Record: 41 vinte, 30 perse. Top-100 battuti: 2 (Karen Khachanov, Dusan Lajovic)
Risultati Challenger: Vittoria Ortisei (duro indoor), Finale a Todi (terra), Semifinale a Ostrava (terra) e Biella (terra); quarti di fianle a Puebla (duro), Sczcecin (terra) e San Benedetto (terra).