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ANDY MURRAY N.1 MA L’OMBRA DI FEDERER…

Lo scozzese compie la grande impresa di scalzare Djokovic ma nella stessa settimana il ranking decreta l’uscita del grande Roger dalla Top 10 dopo 14 anni di gloriosa permanenza

di Enzo Anderloni | 09 novembre 2016

Lo scozzese compie la grande impresa di scalzare Djokovic ma nella stessa settimana il ranking decreta l’uscita del grande Roger dalla Top 10 dopo 14 anni di gloriosa permanenza. E la notizia quasi oscura quella del nuovo primattore. Proviamo a capire perché

di Enzo Anderloni - Foto Getty Images

Ha appena fatto in tempo a sedersi sul trono che qualcuno ha già scritto che Andy Murray è un n.1 noioso, brutto e antipatico. Un pallettaro postmoderno, il meno dotato dei Fab Four. Orrore. Per uno che ha compiuto, a nostro parere, la più incredibile impresa sportiva dell’anno e che, tra l’altro, rischia di essere riscavalcato la prossima settimana, visto il sorteggio non proprio favorevole dei gironi del Masters Atp di Londra, non è proprio la giusta mercede.

La sorte gli ha messo sul cammino alla O2 Arena gli avversari più tosti, rognosi (Wawrinka, Nishikori, Cilic) lasciando a Djokovic un Thiem ormai fuso, un Raonic infortunato e Monfils, un giocherellone. Poi si è divertita a far coincidere la sua prima apparizione in vetta alla classifica con la scomparsa dalla Top 10 di Roger Federer dopo 14 anni (734 settimane) di onorata presenza (302 settimane da n.1). E l’uscita di scena (per quanto provvisoria) del divino ha distratto buona parte dei riflettori dal trionfo dell’umano.

Andy Murray, che è un campione vero, dentro e fuori dal campo, si merita invece di sicuro un monumento (e chissà che i Britons, che amano piazzare per sempre in alto i loro eroi, vedi Nelson a Trafalgar Square, non si facciano venire in mente qualcosa di simile per un simile suddito di Sua Maestà).

Di fatto però la sensazione è che, per quanto fenomenale si possa rivelare con l’impegno e i risultati, anche lui non riesca a smuovere le emozioni degli appassionati come invece fa Sua Maestà Roger, sempre venerato anche se non vince niente di davvero importante dalla Coppa Davis del 2014.

Però prendersela oggi con lo stile di gioco di Murray è ingiusto e parziale. Guardiamo in faccia la realtà: sarà divertente il tennis di Djokovic? O quello di Nadal? E chi vorrebbe davvero fare tutta la loro fatica, tutti i giorni? Se ripercorriamo a ritroso le ultime annate ci imbattiamo in finali Slam di intensità e lunghezza devastanti. Con eroiche battaglie vinte dall’uno o dall’altro dopo ore di batti e ribatti sugli hardcourt. Li abbiamo ammirati tantissimo: ma avremmo voluto essere nei loro panni? La dedizione, il sudore, il combattimento psicologico fanno paura. Ci togliamo il cappello di fronte a quelli che li affrontano e ne escono vincitori, ma della vita di un Djokovic facciamo fatica a immaginare di dover sopportare anche solo la dieta.

E così ci stringiamo intorno a Federer: la magia senza sforzo apparente, la bellezza estetica del colpo, lapreparazione fisica fatta sul campo perché non gli è mai piaciuta. E ci preoccupa non vedere più il suo nome tra i primi dieci della lista (tranquilli, ci tornerà l’anno prossimo e ha già prenotato anche per il 2018…) perché quel tennis lì dà senso a tutto. Anche a chi si mette a sgobbare come un matto per riuscire un giorno con la forza fisica e/o la regolarità e la grinta a battere e superare uno così.

Dunque forse non ha senso prendersela con quelli che fanno miracoli con il talento che hanno (soprattutto fisico e mentale) perché non sono spettacolari. Sarebbe più utile trovare un modo per stimolare la nascita e la crescita di nuovi artisti con la racchetta. Come fare, non saprei. Però penso varrebbe la pena di studiare a fondo la questione.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 41 - 2016

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SuperTennis Magazine – Anno XII – n.41– 9 novembre 2016

In questo numero

Prima pagina –L’ombra di Roger Pag.3

Circuito mondiale – Andy n.1 e i magnifici 7 Pag.4

New balls, please! – Che cosa serve al tennis femminile? Pag.5

Focus – Baby-boomer Swiatek Pag.7

Terza pagina – Manolo Santana, il n.1 cinquant’anni fa Pag.8

I numeri della settimana: Roger fuori dai Top 10 Pag.10

Il tennis in tv –La finale di Fed Cup Pag.12

Serie A1: Massa brilla. Buio Parioli Pag.13

Giovani: Una vita da ball-boys? Riparte la scuola al Foro Pag.15

Giovani: Potapova, nuova n.1 Pag.16

Paddle: Scattano i mondiali. E ci siamo anche noi Pag.17

Circuito Fit-Tpra: gli amatori al gran finale Pag.19

Personal coach: Impara prima (e meglio): Ecco l’Xpress Tennis Pag.20

Racchette e dintorni: Pure Aero VS e le altre per picchiare precisi Pag.22

La regola del gioco: si stacca la rete? Si può anche fermare il match Pag.23