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MANOLO SANTANA, IL N.1 CINQUANT’ANNI FA

Nel 1966 fu il primo spagnolo a vincere Wimbledon e andò in vetta alle classifiche mondiale

di Enzo Anderloni | 12 novembre 2016

Nel 1966 fu il primo spagnolo a vincere Wimbledon e andò in vetta alle classifiche mondiale. È anche il primo dei 26 n.1 da quando il ranking Atp è stato computerizzato (1973). Rimase davanti a tutti per 40 settimane. Ecco la sua storia

di Alessandro Mastroluca

Scene da un tennis che non c'è più. È una domenica di giugno del 1966. Manuel scende dalla metro alla stazione di Southfields e si incammina verso l'All England Club. Ha una borsa con le sue tre racchette, Slazenger Challenge n.1, e sulla maglietta il giorno prima si è fatto cucire lo stemma del Real Madrid, per cui fa il tifo da sempre. Manuel, che tutti conoscono come Manolo, sta per attraversare i Doherty Gates, e avviarsi verso la porta con i versi di “If” di Rudyard Kipling a far da cornice. Manuel, Manolo Santana, sta per diventare il primo spagnolo a conquistare Wimbledon. Quel ragazzo arrivato da solo, in metro, a fine anno sarebbe diventato il miglior giocatore del mondo.

Il sogno di una vita - Ha battuto nei quarti Ken Fletcher, che aveva battuto John Newcombe e si era ritrovato anche a servire, invano, per il match sul 5-4 nel quinto. Ha sconfitto, sempre 7-5 al quinto, Owen Davidson in semifinale dopo aver mancato tre match-point. In finale supera Dennis Ralston, “un gran giocatore ma non un campione” ha ammesso Santana in un'intervista al Pais per il cinquantenario dell'impresa. “Aveva un gran servizio e un'ottima volée, mi aveva battuto quell'anno al Queen's, ma quel giorno mi dissi, senza presunzione: oggi ho l'occasione di realizzare il sogno della mia vita, non mi batterà”.

Il professionismo e i soldi - Un sogno per cui ha sacrificato tanto. Lui che un tempo pensava che l'erba fosse buona solo per le mucche, decide di non andare al Roland Garros, che ha già vinto due volte, per restare in Inghilterra un mese e mezzo: il dilettantismo, ormai prossimo a sparire, esiste ancora e Manolo perde molti soldi per quel sogno. Un aspetto non secondario per il figlio di un elettricista, incarcerato dieci anni durante la Guerra Civile. Ha scoperto l'amore nella virtù che non cede al rancore di sua madre, ha vissuto gli inizi nel mondo del tennis come l'esplorazione di un mondo sconosciuto, che sembrava solo per ricchi. Galeotto fu un sandwich: suo fratello, che lavorava al Club Velázquez l'aveva dimenticato a casa, la mamma gli chiede di portarglielo: Manolo, che pure si sente fuori posto, ci va e ci resta.

Illustrissimo Manolo - È con lui che, un anno prima, la Spagna ha scoperto il tennis. Quando ha trionfato a Parigi, ha raccontato, non c'erano giornalisti spagnoli, che “non sapevano nemmeno se si giocava con una palla rotonda o quadrata”. Nel 1965, però, la nazionale batte gli Stati Uniti in Davis a Barcellona e Santana vince il suo terzo Slam a Forest Hills, scortato poi in albergo dai ballerini arrivati dal padiglione spagnolo della Fiera Mondiale. Santana, terzo per presenze in Davis dopo Pietrangeli e Nastase, perde la prima delle sue due finali, a Sydney, ma infligge a Emerson una delle due sole sconfitte della sua carriera con gli Aussie. Il Generalissimo Franco lo premia col titolo di Illustrissimo e la Medaglia di Isabella.
“Manolo è stato un pioniere” ha detto Moya a Wimbledon quest'estate. “C'è in ogni sport qualcuno che abbatte le barriere e i confini. Manolo l'ha fatto per il tennis spagnolo. Tutti noi siamo in debito con Santana”. Il n.1 del mondo nel 1966…

WikiSantana, la scheda
Manuel Martinez Santana, detto Manolo, nato a Madrid (Spagna) il 10 maggio 1938, ha giocato quattro finali Slam vincendole tutte: Roland Garros 1961 e 1964, sempre su Pietrangeli, Us Championships 1965 (primo europeo a riuscirci), Wimbledon 1966, quando divenne numero 1 del mondo. Ha giocato 120 match in Davis, vincendone 92.