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THOMAS MUSTER, IL CAMPIONE CHE VISSE TRE VOLTE

Arriva a Bari per la Grande Sfida 5 (19-20 novembre) il giocatore emblema delkl’irriducibilità, formidabile combattente sulla terra battuta e contro la sfortuna che lo aveva messo k

di Enzo Anderloni | 05 novembre 2016

Arriva a Bari per la Grande Sfida 5 (19-20 novembre) il giocatore emblema delkl’irriducibilità, formidabile combattente sulla terra battuta e contro la sfortuna che lo aveva messo k.o. proprio mentre il suo talento stava esplodendo nel circuito…

di Alessandro Mastroluca

"L'anno prossimo tornerò per vincere". Ha ancora le stampelle, Thomas Muster, quando saluta il pubblico del Foro Italico negli ultimi giorni di primavera del 1989. Nessuno dei presenti, in quell'anno che sarà di rivoluzione, sa davvero cosa sia capace di fare Thomas Muster, il campione che visse tre volte.La “prima vita” finisce con un primo aprile crudele. È il destino a giocargli uno scherzo, di quelli che farebbero crollare chiunque. È il 1989, e sotto la guida di Ronnie Leitgeb, giornalista austriaco che si è trasformato in coach e manager, è entrato tra i primi 20 del mondo. Ha appena sconfitto Yannick Noah e raggiunto così la finale a Key Biscayne. Sta mettendo le racchette
nell’auto della trasportation quando un ubriaco lo travolge. Viene trasportato d'urgenza in ospedale a Vienna. Ha il ginocchio sinistro distrutto. Lunedì 3 aprile 1989 entra per la prima volta in top-10, ma la sua carriera sembra già finita.

MusTerminator
Muster, però, non la pensa certo così. Si fa realizzare un'apposita panca, e con quella torna in campo. Gioca da seduto, con la gamba ingessata, ma intanto dritto, rovescio e tono muscolare non si perdono. Un anno dopo, l'austriaco mantiene la promessa. Arriva in finale a Roma e lascia cinque game al russo Chesnokov. Ha vinto la scommessa più azzardata della sua vita. Inizia una storia d'amore ricambiato con l'Italia. Il pubblico lo apprezza, lo riconosce quasi più che in Austria. Thomas apprezza la nostra leggerezza e la cucina, e si allena per diversi anni con Andrea Gaudenzi, che ha chiesto proprio a Leitgeb di dare una svolta alla sua carriera. Più volte, mentre l'azzurro studia a casa sua, a Montecarlo, per l'esame di avvocato, Muster si diletta a leggere di filosofia, a dipingere paesaggi naturalistici o a suonare la batteria. Conquista diciotto tornei tra il 1990 e il 1994: nasce in quegli anni la fama di Musterminator, esaltata poi nel biennio successivo. Più completo e sicuro, è praticamente imbattibile sulla terra: tra il 1995 e il 1996 vince 111 partite su 116, nessuno aveva mai fatto meglio sul rosso nell'era Open. Il 1995 è il suo anno magico. Vince per la seconda volta a Montecarlo, conquista di nuovo Roma e il Roland Garros, il suo unico Slam, a dieci anni esatti dalla sconfitta nel torneo junior. A fine stagione si prende anche il gusto di battere Pete Sampras sul tappeto indoor di Essen. Ormai stabile nei top-3, nel 1996 salirà anche per cinque settimane al numero 1 del mondo. Dominatore del rosso, primo giocatore a trionfare tre volte agli Internazionali BNL d'Italia nell'era Open, ha vinto sulla terra battuta 40 dei suoi 44 titoli, e alla fine si è preso anche la rivincita sul destino. Tenterà anche un rientro anacronistico, nel 2010, a 43 anni, nel circuito Challenger. Si diverte, ma vince una sola partita fino al nuovo e definitivo addio, a Vienna nel 2011, dopo il passaggio di consegne, al nuovo che avanza, a un ragazzino alla sua prima vittoria in un match ATP: Dominic Thiem. L'ultimo titolo, però, l'ha festeggiato proprio a Key Biscayne, nel 1997, dove tutto sembrava dovesse finire otto anni prima.

WikiMuster, la scheda
Nato a Leibnitz (Austria) il 2 ottobre 1967, Thomas Muster ha chiuso la carriera con 621 vittorie e 273 sconfitte nel circuito ATP. Ha vinto 44 titoli, di cui un solo Slam, il Roland Garros 1995 e otto degli allora Super 9, oggi Masters 1000. È rimasto numero 1 del mondo per 5 settimane.