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L'INCORDATURA-SPAGHETTI E LO SPIN PROIBITO

Oggi la ricerca tecnologica propone attrezzi e corde in grado di imprimere più rotazione alla palla

di Enzo Anderloni | 04 novembre 2016

Oggi la ricerca tecnologica propone attrezzi e corde in grado di imprimere più rotazione alla palla. 40 anni fa un ingegnere tedesco mise a punto un originale modo di montare le corde sul telaio che generava effetti straordinari. I primi risultati nel circuito professionistico furono stravolgenti. E fu vietata per sempre….

di Gabriele Nora

Era il giugno del 1977 in Baviera e sulla terra rossa del Vilsbiburg Tennis Club, l'ingegnere orticoltore Werner Fischer ed i suoi colleghi della squadra maschile stavano festeggiando, tra l'incredulità degli spettatori, la vittoria del campionato a squadre di tennis; vittoria che li avrebbe proiettati direttamente all'insperato traguardo della Tennis Bundesliga Tedesca, la massima divisione tennistica per squadre in Germania.

Lo stupore che la notizia aveva suscitato era del tutto lecito, dal momento che la squadra di Fischer non contava tra i propri membri i più talentuosi giocatori del campionato, tutt'altro. Ma come era stato dunque possibile che squadre nettamente più forti e ben più blasonate fossero cadute, una dopo l'altra, sotto i colpi di Fischer e del suo modesto team dilettantistico? La risposta era nella racchetta, che dopo 4 lunghi anni di estenuante studio, Fischer era riuscito a mettere a punto: la cosidetta racchetta "Vilsbiburger", conosciuta non per le peculiarità del telaio, bensì per la particolarissima incordatura doppia che presentava.

Il doppio piano di incordatura che Fischer aveva realizzato, con una tecnica divenuta celebre come "spaghetti stringing" era certamente inusuale e piuttosto antiestetico, ma dimostrò fin da subito la propria efficacia. L'incordatura spaghetti era infatti in grado di generare una quantità di spin impensabile per quei tempi, consentendo alla pallina di produrre rimbalzi imprevedibilmente alti e complicati da gestire per gli avversari; ed ecco che, come per magia, anche i giocatori meno dotati diventavano improvvisamente in grado di battere quelli più forti.

La famigerata Vilsbiburger era stata immessa nel mercato solo un anno prima e, una volta mostrate le proprie potenzialità nel limitato palcoscenico bavarese, non ci volle molto perché catalizzasse l'attenzione dei media nazionali ed internazionali, conquistando le prime pagine di giornali e riviste specializzate. In alcune delle sue ospitate nei salotti sportivi della televisione, Fischer spiegava che per la preparazione di una "Wunderwaffe", come divenne nota tra i suoi estimatori, chiedeva ai suoi clienti una cifra tra i 120 ed i 150 Marchi tedeschi (oggi sarebbero circa 70-75 euro), un esborso in realtà relativamente modesto dal momento che la posa delle corde necessitava di circa tre ore per essere completata.

Già nel novembre del 1976 Fischer si era recato al Torneo internazionale di Colonia, convinto di poter ricavare un business dalla propria creazione. Qui tentò di illustrare il proprio sistema ad alcuni dei top players presenti alla competizione, tra i quali Jimmy Connors e Harold Salomon. Con poco successo a dire il vero, così se ne tornò in Baviera con un pugno di mosche. Ciononostante l'innovatività del prodotto fu tale da riuscire comunque a varcare i confini nazionali fino ad approdare nel circuito professionistico; ed insieme ai casi in cui giocatori affermati finivano per perdere malamente contro un "mister nessuno" del tennis con in mano una racchetta Vilsbiburger, crescevano anche il malcontento e le critiche verso questo rivoluzionario metodo d'incordatura. Al coro degli scettici si unirono addirittura alcuni studiosi di fisica e l'Associazione Tedesca dei maestri di tennis, ma dopo che l'international Tennis Federation ebbe affrontato l'argomento in una conferenza a Londra nel luglio del 1977, decise ugualmente di decretare valide le racchette incordate con il metodo "Spaghetti".

Tuttavia quell'approccio per certi versi "liberale" dell'ITF non era destinato a durare ancora per molto. Ilie Nastase, il quale dopo aver perso più di una volta contro la famigerata Vilsbiburger aveva dichiarato in un'intervista che utilizzare quella racchetta sarebbe stato come "andare contro la propria dignità", fu tra i più celebri giocatori a cambiare radicalmente idea in merito. Appena una settimana dopo quelle dichiarazioni al periodico tedesco "Tennis Magazin", Fischer aveva infatti personalmente provveduto ad incordare le Head del campione alla maniera Vilsbiburger, per poi portargliele in macchina fino ad Aix-en-Provence, dove si trovava in occasione dell'inizio di un torneo. Che il fenomeno "Spaghetti" fosse diventato virale appariva evidente: alle semifinali 3 giocatori su 4 utilizzavano la Vilsbiburger. In finale Nastase incontrò l'argentino Guillermo Vilas, il quale arrivava da una incredibile serie positiva di 53 match vinti consecutivamente sulla terra rossa (record battuto da Nadal solo nel 2006). Dopo aver perso i primi due set 6-1 7-5, l'argentino, in preda alla collera, si ritirò per protesta; "Non ho perso contro un giocatore" disse "ho perso contro una racchetta".

Il giocatore ed il suo coach, sfruttando la propria influenza, si rivolsero all'ITF per chiedere che la doppia incordatura venisse bandita dal circuito. Con successo, visto che, alla fine di quello stesso ottobre, il metodo di Fischer venne ufficialmente proibito dal regolamento della Federazione. In quel preciso momento Fischer aveva già preparato circa 2000 racchette con la sua incordatura, nonché acquistato diverse licenze per fare in modo che l'invenzione non venisse plagiata da altre case produttrici. Un investimento ingente che lo lasciò sul lastrico proprio quando credeva di poter diventare milionario. Terminò anche la collaborazione con un'altra brillante e celeberrima mente tedesca, l'inventore del widebody Siegfried Kuebler, che per lui aveva prodotto la "Original Werner Fischer", un telaio in metallo che derivava dalla sua precedente Plus 20.

Accantonato il sistema della doppia incordatura, Fischer ci riprovò con alcuni ulteriori sistemi i quali, a sua detta, erano ancora più efficaci dell'originale; ma l'ITF gli aveva ormai chiuso le porte e catalogò anche questi ulteriori metodi di incordatura come irregolari, bocciandoli uno dopo l'altro.
Come emerse qualche anno più tardi, il Vilsbiburger stringing system fu boicottato. All'epoca dei fatti la DTB (Federazione Tennis Tedesca) aveva di fatto interpellato, su delega dell'ITF, un esperto della Technical University of Braunschweig; la perizia che ne risultò fu favorevole a Fischer. ciò nonostante l'ITF si sarebbe comunque pronunciata a sfavore del sistema di incordatura. Circa un anno dopo la bocciatura dell'ITF, arrivò all'orecchio di Fischer una soffiata: la Federazione Internazionale aveva ricevuto una perizia falsa, diversa da quella originariamente stilata. In seguito, un processo giudiziario negli Stati Uniti avrebbe confermato l'esistenza di due differenti perizie, una originale ed una contraffatta. Per l'orticoltore Bavarese era, sfortunatamente, ormai tardi. Secondo quello che Fischer ha sempre sostenuto, ad averci messo lo zampino sarebbe stata l'Associazione Tedesca dei maestri di tennis.
Quello dell'incordatura "spaghetti" rimane comunque un caso unico nella storia del tennis, che testimonia ancora una volta la forza innovativa che da sempre anima questo mercato.