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PICCOLA GRANDE DOMINIKA CIBULKOVA ALLE WTA FINALS

Alle Wta Finals di Singapore aveva cominciato perdendo le prime due partite giocate, ma alla fine contro ogni aspettativa ha vinto lei

di Enzo Anderloni | 02 novembre 2016

Alle Wta Finals di Singapore aveva cominciato perdendo le prime due partite giocate, ma alla fine contro ogni aspettativa ha vinto lei. Battendo per giunta in finale la n.1 Angie Kerber. Ora, con i suoi soli 161 cm è n.5 al mondo

di Andrea Nizzero - foto Getty Images

Dominika Cibulkova e il suo team non dimenticheranno mai l'ottobre del 2016. La slovacca ha vinto le WTA Finals di Singapore, arrivando da lontano e contro ogni previsione. Aveva conquistato il suo posto tra le prime otto a Linz, appena due settimane fa: è riuscita a rimodellare la sua intera carriera con un unico finale di stagione, tutto condensato in un mese. È senza ombra di dubbio la sua vittoria più grande, mentre si può discutere sull'importanza del risultato: meglio una vittoria a Singapore o una finale a Melbourne? Tralasciando i sofismi, va ricordato come il periodo tra i due high-light della sua carriera, dagli Australian Open 2014 a questa finale al Master, sia stato il più difficile. Tra quella sconfitta patita per mano di Na Li al successo di Singapore ottenuto dominando la numero 1 del mondo Angelique Kerber, la slovacca ha rischiato di perdersi.

Vittoria e n.5 Wta
Esclusi i primi tre mesi di stagione, il 2014 non le aveva più regalato pressoché nessuna soddisfazione. Il 2015 era stato ancora peggio, con un infortunio e un'operazione al tendine d'Achille che ne avevano messo a rischio carriera e competitività. Poi i primi risultati di prestigio dopo due anni di scarse soddisfazioni - e forse la tranquillità di un matrimonio - l'hanno rimessa in carreggiata. Se si potesse fare un rapporto accurato tra il peso che “Domi” imprime alla pallina e i suoi centimetri (161), il risultato sarebbe un numero che nessuno nel mondo femminile potrebbe eguagliare: il suo coefficiente potenza-per-centimetri non conosce eguali. La partita è stata ancor più senza storia di quanto dica il punteggio (6-3 6-4): Cibulkova ha messo a segno 28 vincenti contro i 14 di Kerber, e ha commesso 14 errori contro i 23 dell'avversaria. Statistiche abbastanza impressionanti, che potrebbero stare benissimo di fianco a un 6-1 6-1. La vittoria le permetterà di finire l'anno come quinta tennista del mondo, il suo miglior ranking in carriera.

Kerber saldamente n.1
La sconfitta non intacca invece il numero 1 di Angie Kerber: chi l'avrebbe immaginata lassù, dodici mesi fa? Alle Finals, lo scorso anno, faceva da autentico fanalino di coda dopo una stagione solida ma non luminosa. Oggi è la prima tennista del pianeta e, ricordiamolo, ha lasciato Singapore con più partite vinte della campionessa: 4 vittorie, 1 sconfitta per Angie; 3 vittorie, 2 sconfitte per la Cibulkova.
Per il secondo anno consecutivo, il torneo che chiude la stagione WTA ha incoronato una vincitrice che normalmente sarebbe stata eliminata non una, ma due volte. Come Agnieszka Radwanska lo scorso anno, Dominika Cibulkova ha perso le sue due prime partite giocate a Singapore. Formato sbagliato ed esito falsato? Oppure anomalia preziosa in un panorama appiattito da un unico formato? È l'amletico dubbio che da sempre tormenta queste kermesse che il tennis si è inventato all'inizio degli Anni '70. Volendo essere obiettivi, però, non dovrebbe essere il format a gironi il fulcro attorno al quale discutere sulle WTA Finals. La vera domanda da farsi sarebbe: è davvero in salute lo status di questo torneo, che l'associazione giocatrici vorrebbe fosse considerato il più importante dopo gli Slam? E per status s'intende prestigio e rilevanza sportiva, non dimensioni del montepremi. Viene da chiederselo, purtroppo, dopo le ultime due edizioni.

Il Master in Asia
Singapore a malapena si è accorta di avere a disposizione la competizione più ricca ed esclusiva del tennis mondiale femminile: come lo scorso anno, i primi giorni di torneo si sono disputati di fronte a spalti semivuoti. Rende giustizia a questo sport, alle sue protagoniste, ai suoi fan sparsi per il mondo, giocare di fronte a tribune che invece di emozioni ed entusiasmo, restituiscono l'eco della pallina?

Il confronto con l'Atp
Attualmente il tennis maschile ha un torneo conclusivo che mette in imbarazzo il corrispondente femminile. Non è stato sempre così, anzi: una decina d'anni fa, mentre il Masters al maschile viveva le sue edizioni più piatte a Shanghai, i WTA Tour Championships regalavano emozioni e partite strepitose da Los Angeles e Madrid. Oggi sembra vero il contrario. La missione di allargare l'orizzonte del mondo tennistico all'Asia (e non solo) sarebbe nobile e positiva, se solo ormai non sembrasse una storiella un po' vuota di sostanza. La realtà è che queste scommesse si giocano con un solo obiettivo in testa, il profitto economico, e non è sempre una buona idea. Per oltre 40 dei 44 anni di storia di questa competizione, lo sponsor principale si è comprato anche il nome del torneo. Oggi il “Masters” femminile ha il nome più lungo di sempre, perché gli sponsor sono due: “BNP Paribas WTA Finals Singapore Presented by SCglobal”. Peccato che la lunghezza del nome non sia direttamente proporzionale al numero di spettatori.

Cibulkova contro l'Italia nel 1° turno di Fed 2017
A meno di imprevisti, avremo la possibilità di ammirare Dominika Cibulkova da vicino, in Italia, in occasione del primo turno di Fed Cup 2017. L'incontro tra Italia e Slovacchia è in programma a Forlì nel weekend dell'11 e 12 febbraio, su un campo in terra rossa indoor che verrà allestito al PalaGalassi. Oltre a Dominika, le uniche altre Top 100 tra le fila della squadra avversaria sono Kristina Kucova e Jana Cepelova. Sono invece precipitate oltre la 200a posizione tanto la 22enne Anna Karolina Schmiedlova quanto la veterana Daniela Hantuchova.