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FOGNINI, DEL POTRO, KUZNETSOVA: IL TENNIS SPLENDE ANCORA

Altro che momento di stanca: c'è Fognini che va a un passo dal 5° trofeo in carriera, Del Potro che suggella il rientro con un titolo Atp e poi, tra ...

di Enzo Anderloni | 26 ottobre 2016

Altro che momento di stanca: c'è Fognini che va a un passo dal 5° trofeo in carriera, Del Potro che suggella il rientro con un titolo Atp e poi, tra le donne, è successo letteralmente di tutto. Chiedete a Kuznetsova, Konta e Niculescu…

di Andrea Nizzero - foto Getty Images

Per essere a fine ottobre, il mondo del tennis è molto più vivo e frizzante di quanto ci si aspetterebbe: la capacità di generare storie che possiede questo sport non conosce rivali nemmeno nella sua stagione più difficile, quella autunnale

Fognini, a un passo dal quinto
Sono stati i nervi e la tenuta fisica a decidere la finale maschile della Kremlin Cup di Mosca, evento Atp 250 in terra di Russia. Fabio Fognini gioca a tennis meglio dello spagnolo Pablo Carreno Busta, ma la partita ha preso dei binari molto favorevoli allo spagnolo, anche grazie a un suo discusso medical time out durante il secondo set. Il quinto titolo in carriera del nostro migliore tennista dovrà attendere presumibilmente il 2017: se Fabio sarà libero da infortuni, quell'ormai maledetto salto-di-qualità in cui l'Italia continua a sperare potrebbe arrivare davvero. Il braccio di Fognini, come s'è visto anche domenica a Mosca, è pronto.

Stoccolma e i buoni sentimenti
Stoccolma ci ha regalato un weekend strappalacrime (no, non parliamo dei vani sforzi dell'Accademia di Svezia per contattare Bob Dylan). La vittoria di Juan Martin del Potro, che per l'argentino ha segnato la fine di 33 lunghissimi mesi senza un titolo (ma con due operazioni chirurgiche), è una di quelle che fa contenti tutti, forse anche i suoi avversari. La torre di Tandil ha vinto il torneo con una settimana da Top10, anche se questa vittoria lo riporta appena dentro i primi 50 del mondo: non ha perso un set in tutto il torneo e in finale contro Jack Sock non ha fronteggiato nessuna palla break. È il suo 19° trofeo ma non vinceva un torneo da Sydney 2014: “Non mi sarei mai aspettato di vincere un titolo in questa fase della mia carriera”. La sua è una delle storie sportive dell'anno e proprio sullo stesso campo, un paio d'ore prima, era stata preceduta da uno degli scatti dell'anno.

La prima volta dei fratelli Ymer
Nella bianchissima Stoccolma, due fratelli neri e svedesi hanno vinto in coppia il loro primo torneo Atp di doppio nel modo più bello e imprevedibile. Mikael, nato nel 1998, non aveva nemmeno un punto nel ranking di specialità. Elias, fratello maggiore nato nel 1996, era posizionato ai margini inferiori dei primi mille giocatori del mondo. Hanno battuto quattro coppie quotate, tra cui il Top 10 ed ex campione di Wimbledon Jean Julien Rojer. In finale hanno lasciato due giochi (6-1 6-1) agli specialisti Michael Venus e Mate Pavic. Questi due piccoli (si fa per dire: 183cm entrambi) fenomeni, su cui la Svezia ripone le speranze di tornare ai fasti tennistici di un tempo, hanno genitori etiopi: il papà è un ex atleta scappato dalla guerra, la madre è una dottoressa che non ha potuto tornare in Africa dopo l'università. Nello scatto tutto ciò non importa e, in un periodo come questo, c'è un gran bisogno di fotografie in cui l'unico contrasto è quello cromatico.

Errani e Lozano si salutano
Al termine di una stagione difficile, le strade di Sara Errani e Pablo Lozano si sono separate. L'hanno fatto in modo consensuale, lasciando intatte stima e ammirazione reciproche: “La costante in tutto ciò è stato Pablo, che ho visto per la prima volta 12 anni fa senza sapere ancora quanto sarebbe stato fondamentale per me” ha scritto Sara nel suo comunicato, ripercorrendo un'intera carriera al fianco del coach dell'accademia TenisVal di Valencia. Anche lui ha scritto parole di miele per celebrare un rapporto che ha cambiato la vita di entrambi: “Hai rappresentato l’intelligenza, il coraggio, la forza, la capacità di soffrire, la determinazione, la competizione nella sua essenza, e una professionalità e priorità uniche verso il tennis. Con tutto questo che importa se non eri alta, se non avevi un buon servizio, se non avevi un diritto perfetto?”. Sara ha promesso che farà sapere presto chi la seguirà nel 2017.

Stagione finita per Rafa, che presenta l'Accademia… con Federer
“Sono costretto a fermarmi e iniziare la preparazione per la stagione 2017”: così iniziava il post su Facebook con cui Rafael Nadal ha annunciato la conclusione anticipata della sua stagione. A causa dell'infortunio al polso che ne ha minato la seconda metà di stagione, non lo vedremo né a Basilea, né a Parigi, né alle World Tour Finals. Suo zio Toni ha sostenuto che giocare dopo gli US Open sia stato un errore: “Avremmo dovuto fermarci subito dopo”. Rafa ha giocato invece la parentesi asiatica, con scarsi risultati e senza riuscire a guarire. Ora ha quasi tre mesi di tempo fino al prossimo Slam, che potrà preparare sui campi che portano il suo nome: mercoledì scorso il campione spagnolo ha inaugurato a Manacor la Rafael Nadal Academy. Più o meno contemporaneamente, ma da Stoccolma, anche Alexander Zverev ha fatto sapere che tornerà alle competizioni nella prossima stagione.

Il n.1 passa da Vienna
A Vienna, questa settimana, riprende la rincorsa di Andy Murray al numero 1 di Novak Djokovic. Il britannico potrebbe scalzare il serbo dal trono già prima delle Finals di Londra, dovesse vincere sia in Austria che a Parigi. In quello scenario, per salvare la prima posizione Nole dovrebbe arrivare almeno in finale nell'ultimo Masters 1000 stagionale. Gli ultimi due tornei dell'anno potrebbero regalarci molto più pathos del solito.

Svetlana, Johanna e un piccolo pasticcio
Provate a immaginare di partecipare alla presentazione di un grande evento, che per voi costituisce un traguardo grande quanto una carriera. Pensate di trovarvi accanto alle migliori del mondo nel vostro campo, con la prospettiva di partecipare con loro. Poi, il giorno dopo, vi dicono che il vostro posto è stato preso da qualcun altro. È la poco piacevole vicenda che ha vissuto Johanna Konta, giocatrice britannica protagonista di una stagione strabiliante, a Singapore. Con un'impresa straordinaria, Sveta Kuznetsova ha vinto la Kremlin Cup e le ha soffiato il posto nella ricchissima passerella delle WTA Finals. La russa non partecipava al torneo di fine anno dal 2009, anno del suo secondo e ultimo Slam, e si è stra-meritata il suo posto. Ciò che sembra un tantino immeritato è far vivere un weekend del genere a Johanna Konta: la WTA ha corso un rischio, facendo terminare la stagione regolare dopo il sorteggio delle Finals. Ne è uscito un piccolo pasticcio da cui l'associazione del tennis femminile non esce benissimo. Sveta non ha ovviamente colpe, ma nemmeno le ha Johanna, che di certo non meritava questa piccola umiliazione al termine della sua stagione migliore.

La “singolarità” Niculescu
Monica Niculescu non gioca il diritto in top spin. Per chiunque abbia una minima infarinatura di tennis, dovrebbe bastare questo fatto a rendere quasi incredibile la sua vittoria (per 6-4 6-0!) su Petra Kvitova, nella finale di Lussemburgo. È il suo terzo titolo in carriera e, che vi piaccia o meno il suo stile di gioco più che singolare, il suo discorso (con dedica alla mamma) durante la premiazione è stato talmente bello e positivo da mettere un sorriso anche sul volto di Petra. La tennista ceca, poco sorridente durante il match, non ha ancora terminato questa sua stagione dall'andamento incomprensibile: sarà impegnata nel “Masters B” di Zhuhai (Cina), dove partecipa anche la nostra Roberta Vinci, e nella finale di Fed Cup contro la Francia.

Metà erba, metà terra: Muguruza e Sharapova
Maria Sharapova, dopo aver partecipato a un match di beneficenza di fronte al Caesars Palace di Las Vegas a inizio ottobre, continuerà il suo “Redemption Tour” a Madrid, il prossimo due dicembre. La russa, nell'attesa di poter tornare alle competizioni ufficiali il prossimo aprile, giocherà contro Garbine Muguruza in una “Battaglia tra superfici”: come quella giocata tra Rafael Nadal e Roger Federer nel 2007, l'esibizione vedrà le due campionesse sfidarsi in un campo metà in erba, metà in terra. Il pubblico di Las Vegas l'ha accolta con calore, vedremo se succederà lo stesso a Madrid.