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I 60 ANNI DI MARTINA NAVRATILOVA: LE 6 COSE DA SAPERE

La Navratilova ha appena compiuto 60 anni e noi vi proponiamo sei chicche della sua carriera da leggenda fatta di 167 titoli in singolare e 177 in doppio

di Enzo Anderloni | 22 ottobre 2016

La Navratilova ha appena compiuto 60 anni e noi vi proponiamo sei chicche della sua carriera da leggenda fatta di 167 titoli in singolare e 177 in doppio. Non è riuscita a scalare il Kilimangiaro ma in compenso ha completo il cosiddetto “boxed set”

di Alessandro Mastroluca - foto Getty Images

“Quando iniziavo a giocare, volevo diventare la più giovane a vincere qualcosa”. Così parlava Martina Navratilova, che oggi compie 60 anni e poi però “ha aggiunto 'la più vecchia di sempre' praticamente per tutto quello che ha fatto”, scrive Bonnie De Simone su ESPN.

1. Boxed Set - Boxed set, tutti i titoli Slam a disposizione in singolare, in doppio e in misto. Ha iniziato a costruirlo nel 2003, all'Australian Open. Ha vinto il titolo in doppio misto con Leander Paes, che è nato nel 1973, l'anno in cui Martina ha vinto il suo primo Slam. “Non lasciare che i tuoi limiti, di qualunque tipo siano, definiscano chi sei”, diceva. I limiti, nel caso di Martina, si sono rivelati solo un'illusione: è la giocatrice con più titoli in singolo (167) e doppio (177) nell'era Open, l'unica che sia rimasta numero 1 del mondo in entrambe le classifiche per più di 200 settimane e una delle sole tre giocatrici, con Margaret Court e Doris Hart, che abbia completato proprio il “boxed set”, il Career Grand Slam in singolare, doppio e doppio misto. Nel 2004 diventa anche la più vecchia a vincere un match in singolare nel circuito Wta. A Eastbourne, dove si è iscritta per una scommessa persa con la sua preparatrice Giseille Tirado, batte la russa Tatiana Panova, di vent'anni più giovane, poi ritoccherà il primato a Wimbledon. “È stato divertente - commenta -. È sempre divertente se vinci”.

2. La miglior stagione di sempre - “Martina diventa una di quelle celebrità per cui basta il nome, come Michael e Reggie, come Magic e O.J.”, scrive Larry Schwartz su ESPN. Nel 1982, diventa la prima tennista a guadagnare un milione di dollari in un anno. È un piccolo passo per Martina, un grande passo per il tennis femminile. Una piccola grande rivoluzione che si completa a Parigi (e dove altrimenti?) nell'estate del 1983. Al Roland Garros affronta la 17enne Kathleen Horvath, allenata dal leggendario Harry Hopman che le suggerisce di cambiare il suo gioco da fondo e cercare le righe. Horvath si impone per 6-4 0-6 6-3: resterà l'unica sconfitta di Navratilova in tutta la stagione, la migliore di sempre. Dopo quel torneo cambia allenatore, affidandosi a Mike Essep. “Non ho mai vinto il Grande Slam - gli spiega - e poi vorrei diventare la più grande giocatrice mai esistita”.

3. La defezione - “Quando ha iniziato a giocare, era l'europea fra le americane. Quando ha lasciato, era l'americana fra le europee”. Ha annunciato la defezione dalla Cecoslovacchia nel 1975. A Amelia Island divide la camera con Chris Evert, ma la federazione le ordina di socializzare solo con colleghe cecoslovacche o comunque di nazioni dell'Est. “Qualunque cosa succeda” le dice papà Mirek prima dello Us Open di quell'anno, “non tornare a casa. Potrebbero usare noi per supplicarti di tornare, ma non darci ascolto”. Nei successivi cinque anni Navratilova diventa più americana degli americani. "Per la prima volta nella vita, potevo vedere l'America senza i filtri della propaganda e dell'educazione comunista” ha scritto nella sua autobiografia. “E mi sentivo bene: non mi ero mai sentita così bene come il giorno in cui sono scesa dall'aereo in Florida”.

4. Rivalità epica - Nel 1978, proprio a Wimbledon vince il suo primo slam, in finale su Chris Evert, e arriva per la prima volta al numero 1 del mondo. “In quegli anni volevo disperatamente essere amata, ma ero un outsider” confessava al Telegraph. È un passaggio di tempo chiave nella rivalità in tre atti che definisce l'era moderna. Evert, allora diciottenne, vince la prima sfida, a Akron, Ohio, nel 1973 e 21 delle prime 25. Tra Wimbledon ’78 e gli Australian Open 1982, il bilancio è di 14-9 Navratilova, che dominerà la terza fase, 25 vittorie su 32, ma Chris America gioca ancora con la racchetta di legno mentre Martina è già passata alla grafite. Sono due vecchi compagni di viaggio, Chrissie e Martina, che batte l'amica nel primo storico Super Saturday allo Us Open, in una delle più belle finali di sempre a Flushing Meadows.

5. Il coraggio di essere se stessa - Eppure hanno dovuto imparare a odiarsi in campo. Dopo l’umiliante 6-0 6-0 subito dall’amica a Amelia Island nel 1981, Navratilova inizia a lavorare con Nancy Lieberman, leggenda del basket femminile che rivoluzionerà il suo regime di allenamento, e poi con il transessuale Renée Richards. “Lei ha qualcosa che tu vuoi” le diceva, “e devi prendertela”. Il 20 luglio 1981 Navratilova ottiene la cittadinanza statunitense: nella domanda si è definita bisessuale. Dieci giorni dopo compare sul New York Daily News un articolo a firma di Dan Goldstein, giornalista con cui Martina aveva parlato tempo prima anche della sua relazione con la scrittrice Rita Mae Brown. “Se faccio coming out e inizio a parlare” spiegava Navratilova, “sarà un danno per il tennis femminile”. Così, scrivono Robert Lipdyte e Peter Levine in “Idols of the Game”, “Navratilova ha allargato il dialogo sulle questioni di genere nello sport. Negli anni della grande rivalità con Chris Evert per il numero 1 del mondo, i tifosi hanno visto che era possibile per due donne diverse, emotivamente e fisicamente, dallo stile di gioco così opposto, essere grandi campionesse e allo stesso tempo amiche”.

6. Sfide - Negli ultimi anni, ha provato a scalare il Kilimangiaro (ma si è arresa a un edema polmonare da eccesso di altitudine), ha provato con poco successo a ballare con le stelle in tv e ad allenate Agnieszka Radwanska. “Amo le sfide” diceva, “se non ti sei mai spinto ai limiti, non saprai mai quale sia il tuo punto di “rottura”. Si batte per i diritti dei gay e per il riconoscimento del matrimonio omosessual, per i diritti dei bambini e degli animali, ha criticato le politiche conservative di Bush e lancia twit polemici contro Donald Trump. “Troppi atleti hanno paura di dire quel che pensano per paura di perdere soldi o di offendere il pubblico. Ma davvero sono disposti a rinunciare per questo a quel che sono? Io no, non sono mai stata così”.

LA SCHEDA DI MARTINA NAVRATILOVA

Martina Navratilova, nata a Revnice il 18 ottobre 1956, ha vinto 59 titoli Slam (18 in singolare, 31 in doppio e 10 in doppio misto). È rimasta numero 1 del mondo per 332 settimane nel ranking di singolare e per 237 in quello di doppio. Ha vinto 1.442 partite in carriera in singolare, un record nell'era Open.