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MENTAL: COME GIOCARE I BIG POINTS

C'è chi li vive con ansia e accelera i ritmi finendo per avere fretta e aumentare le probabilità di… sconfitta

di Enzo Anderloni | 17 ottobre 2016

C'è chi li vive con ansia e accelera i ritmi finendo per avere fretta e aumentare le probabilità di… sconfitta. Bisogna invece concentrarsi sui propri rituali, come Djokovic, usare i propri colpi “sicuri” e non pensare al risultato

di Antonio Daino, I.S.F. R. Lombardi - foto Getty Images

Il punto di partenza - dopo aver individuato nel numero scorso quali sono i big points nel tennis - è sempre il primo assioma della forza mentale. Dice, “conosci te stesso” nel senso di conoscere il punto forte e il punto debole del tuo gioco, al fine di poter produrre la tua migliore prestazione.
Nel caso dei “big points”, significa prendere coscienza di come il giocatore reagisce quando si trova a giocarli. Se il giocatore viene colto da un senso di disagio, il bisogno conseguente sarà quello di togliersi dalla situazione il più rapidamente possibile per eliminare le sensazioni di paura, ansia e tensione che caratterizzano quel momento. In queste situazioni il comportamento “istintivo” è quello di accelerare le azioni di gioco, come è facile constatare nei ragazzini o nei giocatori di club, che non hanno ancora imparato a mantenere lo stesso ritmo nei tempi morti. Questi giocatori, a causa della tensione, accorciano i loro tempi abituali sia quando servono sia quando devono rispondere, aumentando la quota di rischio del loro gioco e favorendo involontariamente, come le statistiche dimostrano, le possibilità di successo dell’avversario.

Il “modello Djokovic”
Andre Agassi è uno dei pochi giocatori che aveva un ritmo di gioco accelerato e che trovava in questa rapidità la sua situazione di rendimento ottimale. Per la maggior parte dei giocatori invece è opportuno seguire il modello di Djokovic, che una volta è arrivato a far rimbalzare la palla prima del servizio per 23 volte alla ricerca del suo stato ideale di comfort. Molti professionisti quando arrivano a giocarsi i Big Points e devono servire, si fanno dare quattro palle, ne restituiscono due prima di apprestarsi a servire allo scopo di trovarsi nella loro zona di comfort agonistico.
Se dalla dimensione-tempo passiamo alle scelte decisionali dovute alla tensione rispetto alla prestazione è facile riscontrare comportamenti decisamente inefficienti causati dall’esigenza di fuggire dalla situazione ansiogena come quella dei Big Points. Qualche esempio? Scegliere di giocare colpi insoliti come la smorzata, oppure di seguire il servizio a rete per un giocatore da fondo, oppure ancora tentare un colpo vincente da due metri fuori dal campo.

Riconoscere gli atteggiamenti
Ovviamente queste scelte vengono effettuate dal giocatore che non ha i colpi sopra indicati nel suo abituale repertorio di gioco. L’esempio emblematico a questo proposito è quello di un giocatore Junior che gioca l’unica smorzata della partita sul match point avversario. È inutile dire come finirà. In questi casi è opportuno ricordare che la scelta è “inconsapevole” perché dettata dal bisogno inconscio di togliersi dalla situazione. Il coach dal canto suo deve saper riconoscere come si sente il suo giocatore e sapergli indicare la via da intraprendere per giocare al meglio i big points nel rispetto della sua personalità.

Che cosa fare nei big points
I big points sono quelli in cui ogni giocatore capisce che dall'andamento di quel punto si deciderà il risultato complessivo della partita. I giocatori si distinguono non tanto per la tecnica di gioco, ma soprattutto per la loro capacità di vincerli, il che li porta ai vertici della classifica. Sapendo che la tendenza generale della maggior parte dei giocatori è quella di affrettare i tempi di gioco e pertanto è indispensabile allenarsi a utilizzare i propri rituali, sforzandosi in allenamento di allungarli rispetto al proprio trend abituale. Dal punto di vista tattico è essenziale utilizzare i colpi che hanno una più alta percentuale di riuscita rispetto al colpo giusto per la situazione. Nel caso in cui il pensiero corra verso il risultato finale, è importante ri-focalizzarlo sul “qui e ora” del punto da giocare. Non potrai mai avere la sicurezza di vincere quel punto, ma potrai metterti nella condizione di giocare il colpo che ti dà la più alta probabilità di successo.