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KYRGIOS E DIMITROV AVANTI TUTTA

Il 21enne australiano vince a Tokyo ed entra nei Top 15

di Enzo Anderloni | 12 ottobre 2016

Il 21enne australiano vince a Tokyo ed entra nei Top 15. A Pechino Dimitrov batte un colpo, ma non Murray. Che proseguire la rincorsa a Djokovic e al n.1. Tra le donne rispunta Aga Radwanska e poi c'è la squalifica (ridotta) della Sharapova

di Andrea Nizzero - foto Getty Images

L'investitura di King Rusty è ufficiale: “Deve fare quel passo in più adesso, e spingere davvero verso semifinali e finali degli Slam. Devi essere in grado di riprenderti fisicamente e mentalmente dopo match di cinque set, ed è qualcosa sui cui lui sta migliorando”. Sono le parole di Lleyton Hewitt, ultimo vero sovrano del tennis aussie e attuale capitano di Coppa Davis, dopo il terzo titolo di Nick Kyrgios. Grazie allo splendido torneo vinto domenica a Tokyo, il 21enne di Canberra ha sfondato il muro dei primi 15 giocatori del mondo ed è evidente da almeno due anni che non gli manca nulla per diventare un campione vero. Il problema di Nick, in quanto 21enne che non riconosce alcuna autorità al di fuori di se stesso, è l'ordine delle sue priorità: se deciderà che il tennis è una missione di vita necessaria e sufficiente, avremo trovato un nuovo despota illuminato; se continuerà a preferire le libertà e licenze tipiche dell'atleta talentuoso e discontinuo, ci dovremo accontentare di vederlo vincere in modo abbagliante ma sporadico.

Dimitrov batte un colpo
Data l'immobilità dei progressi di Grigor Dimitrov nelle ultime due stagioni, questa seconda metà di stagione e il buon torneo che ha disputato a Pechino suscitano un galileiano “Eppur si muove”. Ex astro nascente del tennis mondiale, il bielorusso si è perso un po' per strada dopo essersi separato da Maria Sharapova, sua compagna per un paio d'anni. Il bel Grisha sembra stia ancora cercando il suo posto nel mondo e nel circuito Atp, ma in Cina è riuscito per la prima volta a battere Rafael Nadal, dopo una bella vittoria su Lucas Pouille. In finale non è riuscito a strappare un set a Murray, ma si sono registrati netti progressi rispetto alla recente apatia. Se le speranze di trovare in lui un “nuovo Federer” si possono considerare sepolte, questo tennis che premia i 30enni potrebbe comunque regalare al 25enne Dimitrov grandissime soddisfazioni.

All'improvviso Aga
Dal nulla, ecco Agnieszka Radwanska. Dopo una stagione piuttosto deludente, la tennista polacca ha costruito una settimana perfetta in uno dei tornei più importanti della stagione. A Pechino, evento che appartiene al rango dei Premier Mandatory, non ha smarrito nemmeno un set e ha regolato in finale la neo top 10 britannica Johanna Konta. “È un momento molto speciale. La mia terza finale e il mio secondo titolo qui (vinse anche nel 2011, ndr). È stata davvero una settimana speciale e non sarebbe potuta andare meglio”, ha detto Aga dopo l'inaspettato trionfo cinese. L'Asia sembra portare nuove energie alla numero 3 del mondo, che in Estremo Oriente ha vinto 10 dei suoi 20 titoli. Lo scorso anno vinse a Tianjin per ottenere in extremis un pass per Singapore, dove poi sbancò addirittura le Wta Tour Finals. Da qui a fine anno deve difendere 1.460 punti, e i 1.000 appena conquistati a Pechino le garantiscono una certa tranquillità. Con Angie Kerber nuovamente eliminata nei primi turni, Serena a mezzo servizio, Muguruza in crisi d'identità e le ceche Karolina Pliskova e Petra Kvitova sul piede di guerra, al finale di stagione Wta non manca certo la suspense.

Sharapova, squalifica ridotta a 15 mesi
Alla fine dell'anno, sarà triste constatare che la storia tennistica che ha ricevuto più attenzioni mediatiche sarà stata la vicenda legata a Maria Sharapova e al meldonium. Il tennis è tornato sulle prime pagine di tutto il mondo, la scorsa settimana, per la decisione del CAS di Losanna sul ricorso della russa. Squalificata per 24 mesi in primo grado, la russa e il suo team di legali sono riusciti a ridurre la sentenza a 15 mesi. La linea difensiva del non-lo-sapevo alla fine ha pagato, e le prime a essere contrariate (eufemismo) sono molte delle sue colleghe: "Non ci posso credere, in realtà", ha ammesso onestamente Samantha Stosur da Hong Kong, "Non so nemmeno cosa dire… non penso che tu possa cavartela e ribaltare [la sentenza] con quella scusa. Penso sia clamoroso… Davvero, crea un cattivo precedente per gli atleti andando avanti". L'australiana, impegnata in Asia per il finale di stagione Wta, ha chiuso lasciando intendere che non è la sola a pensarla così: "Ho parlato con un po' di persone e tutte sembriamo avere la stessa idea. Quindi non credo ci sarà un sacco di supporto da parte delle giocatrici".

Mr. Eisenbud e le “ovvie ragioni”
Tra le “scuse” presentate al tribunale dell'ITF, in primavera, il team della Sharapova aveva inserito anche la circostanza che Max Eisenbud, solito controllare gli aggiornamenti anti-doping durante la sua vacanza invernale ai Caraibi non avesse potuto effettuare la suddetta vacanza per la fine del suo matrimonio (un estratto, per chi non riesce a crederci: “ogni anno mi sedevo a bordo piscina a fare il controllo, nel 2015 non sono andato in vacanza per ovvie ragioni”). A questo punto va ricordato che il CAS, l'Arbitrato sportivo internazionale cui spettava la decisione ultima, è un organo indipendente da tutte le istituzioni sportive e di conseguenza anche da ITF e WADA. Insomma, a chi accusa l'ITF di essere stata troppo morbida, bisogna far presente che la sua decisione di giugno comprendeva uno stop di 24 mesi e questa valutazione del suo management: "L'idea che un manager professionista (Max Eisenbud, ndr), incaricato dall'IMG di gestire una delle più importanti star sportive globali, abbia controllato con tale inettitudine e noncuranza se la sua assistita si stesse adeguando al programma anti-doping, aspetto fondamentale per la carriera e il successo commerciale di un giocatore, è incredibile. Questo tribunale rifiuta le prove presentate dal signor Eisenbud." Alla fine di questa storia, il dato di fatto è che dal 25 aprile 2017 Maria potrà tornare alle competizioni e il sig. Eisenbud a percepire grasse percentuali su vincite e contratti. Che vi piaccia o no.

La nuova classifica Atp
Andy Murray, con i 500 punti intascati a Pechino, sta facendo proseguire la sua rincorsa al numero 1 di Novak Djokovic. Se non riuscirà a concluderla in questo 2016 Andy dovrà prendersela con la sua sconfitta nei quarti degli Us Open e, a dirla tutta, con la decisione di non assegnare punti Atp alle Olimpiadi. Anche se ci sono due Masters 1000 e le ATP World Tour Finals ancora da giocare, i 1.555 punti che li separano nella classifica Race sembrano troppi per un ribaltone di fine anno ma, in ogni caso, è più che probabile che dall'inizio del 2017 il serbo possa ritrovarsi davvero con del fiato scozzese sul collo.
Nel frattempo, già questa settimana la classifica Atp ha dovuto registrare un evento a suo modo epocale. Per la prima volta dal 2003, tra i primi quattro giocatori del mondo non compaiono né Roger Federer né Rafael Nadal. Ne sono usciti e rientrati entrambi, nel corso delle rispettive carriere, ma non era ancora successo che dei cosiddetti Fab Four rimanessero solo Djokovic e Murray. È davvero la fine di un'epoca perché, per quanto si possa sperare in qualche lampo da parte di entrambi, risulta difficile immaginarli di nuovo con continuità tra i primissimi giocatori del mondo. Anche se, dovesse arrivare la smentita a questa diffusa sensazione, saremmo tutti più contenti.