-
Archivio News

SE (E QUANDO) SCATTA LO SCRATCH

La decisione spetta all'ufficiale di gara, senza imposizioni del giocatore eventualmente in attesa del proprio avversario

di Enzo Anderloni | 09 ottobre 2016

La decisione spetta all'ufficiale di gara, senza imposizioni del giocatore eventualmente in attesa del proprio avversario. Prassi vuole che, nell'attesa, spesso si utilizzi il criterio del “campo libero”. E per non subirlo basta essere al club

La situazione
Marco dovrebbe giocare una partita di singolare contro Alfredo. Alfredo non è ancora arrivato al circolo e di conseguenza telefona al giudice arbitro per avvisare che arriverà con un poco di ritardo. Sfortunatamente Marco è seduto al di fuori dell'ufficio del giudice arbitro, e sentendolo parlare della sua partita, ascolta e capisce che il suo avversario e in ritardo. A questo punto Marco va dal giudice arbitro e, senza nemmeno essersi cambiato, chiede di vincere la partita per “scratch”.

Che cosa succede?
Quante volte vi sarà capitato di dover aspettare un avversario in ritardo e quante volte siete stati combattuti tra lo spirito sportivo di attendere e giocare comunque la partita oppure di vincere per “assenza dell'avversario”? Nelle scorse settimane abbiamo visto come viene trattato il ritardo di un giocatore, di fatto la concessione dello stesso è a discrezione del giudice arbitro.

Non c'è un lasso di tempo massimo
Nelle carte federali non è indicato un lasso di tempo massimo entro cui un giocatore ritardatario può essere ugualmente ammesso a giocare: anche questa decisione viene lasciata alla discrezione del Giudice Arbitro. Non sono vere tutte quelle credenze che dicono che il tempo massimo di attesa prima di assegnare la partita vinta sia di 15 minuti: un giudice arbitro può decidere anche di aspettare un'ora prima di concedere la partita a un giocatore.

Il “campo libero”
Nella prassi viene utilizzato il criterio del “campo libero”, sarebbe a dire che se l'incontro è fissato alle ore 15, e l'incontro precedente, iniziato alle 14, si protrae fino alle 17, qualora uno dei due giocatori fosse assente fino a quel momento, ma si presenti alle ore 16.59, il giudice arbitro non può far altro che far giocare la partita perché al momento della chiamata in campo entrambi i giocatori risultano ufficialmente presenti.

Basta esserci
E non è neanche diritto - o per lo meno non è riconosciuto dalle carte - del giocatore presente pretendere la partita vinta: è il giudice arbitro che decide se giustificare o meno il ritardo di un giocatore, e l'avversario presente può solo accettare la decisione, confidando nel buon senso del giudice arbitro naturalmente. In ultimo va detto che non è fondamentale poi essere pronti al gioco: nella prassi è sufficiente che un giocatore si trovi fisicamente al circolo anche non in divisa da gioco per giudicarlo presente.