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LA NUOVA VITA DI FILIPPO VOLANDRI… DA TECNICO FIT

“Giocherò qualche torneo e la Serie A, ma ho molti progetti e il calendario agonistico sarà ridottissimo”

di Enzo Anderloni | 06 ottobre 2016

“Giocherò qualche torneo e la Serie A, ma ho molti progetti e il calendario agonistico sarà ridottissimo”. Il livornese, già n.25 al mondo nel 2007 (quando a Roma sconfisse Federer) parla del futuro da commentatore tv e da tecnico federale

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

“Smetto, ma non del tutto”. Filippo Volandri si ritira… a metà. Il toscano, 35 anni compiuti a settembre, ridurrà drasticamente la propria programmazione senza però lasciare del tutto l’attività. “Non farò come Flavia Pennetta - racconta il livornese - che è riuscita a lasciare il tennis da un giorno all’altro. La passione per questo sport è ancora molto forte e in campo mi diverto tantissimo, ma è ovvio che si tratti di un semi-ritiro. C’è tanta carne al fuoco, perché oltre al lavoro che svolgo da telecronista e commentatore collaborerò con la FIT come tecnico al centro federale di Tirrenia”. Ex numero 25 del mondo, vincitore in carriera di due titoli Atp, il toscano ha fatto impazzire il grande pubblico per la semifinale raggiunta agli Internazionali BNL d’Italia nel 2007, edizione in cui superò Roger Federer negli ottavi. Ma Filippo Volandri è molto di più…

I Volandri e il tennis, storia di famiglia
Filippo Volandri nasce a Livorno il 5 settembre del 1981. Racchette e palline entrano a far parte della sua vita quasi per caso, anche se il tennis sembra essere nel suo destino. “Giocavo a calcio e pallacanestro, ma mia sorella, divenuta poi un’ottima seconda categoria, giocava a tennis e mia madre per non impazzire scelse questa disciplina anche per me. Ho iniziato con il maestro Piero Cocchella, che aveva cresciuto anche Marzio Martelli, e con mia zia Susanna Paoletti”. Filippo va a scuola, non riesce ad allenarsi tutti i giorni e, sino ai 16 anni, non prende il tennis troppo sul serio. “Era già una grande passione, ma non pensavo potesse diventare il mio lavoro. Ebbi l’opportunità di disputare alcuni tornei giovanili in Francia insieme al gruppo della federazione, conquistando risultati migliori dei miei coetanei. In seguito passai un anno con Fabrizio Fanucci al centro tecnico di Riano, prima di staccarmi e seguire 'Fenuch' in quel di Firenze”.

La carriera
Il 1998 è l’anno dei primi punti Atp conquistati, a 16 anni, nei tornei Satellite. Il successo Futures numero uno giunge nel 1999 a Selargius, quando Volandri supera Daniele Bracciali e Massimo Dell’Acqua. Il primo titolo challenger è datato 2000, in quel di Biella, in finale su Hernan Gumy. Nel 2003 invece Volandri conquista il challenger di Cagliari, in finale su un giovanissimo Rafael Nadal, oltre a raggiungere i primi grandi risultati Atp (quarti di finale a Roma e Monte-Carlo, oltre alla finale di Umago). Anno dopo anno Filo cresce e conquista due titoli Atp (St. Poelten 2004 e Palermo 2006) prima della consacrazione al Foro Italico.

La magia di Roma
“A Roma ho sempre giocato benissimo. Tanti italiani hanno sofferto la pressione del torneo di casa, ma io mi sono sempre espresso al meglio, anche negli ultimi anni. A partire dalla prima volta su quel campo, nel 2001, quando superai Goran Ivanisevic in Coppa Davis per 6-4 al quinto set. I ricordi del match contro Federer a Roma? Indescrivibili. Nessun torneo mi ha mai emozionato così. Non erano solamente le vittorie a darmi gioia, bensì lo smisurato affetto della gente”. Il 2007 è l’anno di Volandri, che raggiunge il best ranking al numero 25 del mondo dopo aver raggiunto la semifinale agli Internazionali BNL d’Italia e gli ottavi di finale al Roland Garros. “Sono tanti i ricordi splendidi legati alla mia carriera, come la Davis in Spagna nel 2006 quando superai Tommy Robredo e mi trovai 6-4 5-4 0-30 contro Nadal. E quel diritto uscito di pochi centimetri…”. Alcuni infortuni molto gravi ne minano la carriera, ma lui riesce a risollevarsi in maniera straordinaria. “Una delle più grandi vittorie secondo me è stata quella di ripartire da zero dopo i problemi al ginocchio e tornare nei Top 100, passando dal numero 292 al 56 Atp. Rimpianti? Nessuno. Ho qualche recriminazione per aver provato per anni a migliorare il servizio, ma purtroppo ci sono riuscito solamente a fine di carriera. E certamente l’aver visto il primo campo in cemento a 16 anni ha pesato per il mio rendimento sul veloce. Ma la mia storia d’amore con il tennis è stata ed è fantastica”.

I progetti per il futuro
Il tennis per Volandri è divertimento e passione. Il ritiro vero e proprio non è stato ancora preso in considerazione, anche se “l’obiettivo di rientrare nei Top 100 nel 2016 non è stato raggiunto e, con tanti progetti in atto, la programmazione dovrà essere ridotta all’osso. Probabilmente giocherò ancora qualche torneo e, ovviamente, prenderò parte alla Serie A. Non ho mai pensato alla possibilità di interrompere del tutto gli allenamenti. Proseguirò senza dubbio la collaborazione con Sky Sport e, questa la novità, sarò consulente della FIT: seguirò alcuni raduni a Tirrenia, sarò a disposizione della federazione e, in particolare, darò una mano al ‘Progetto Over 18’. Conosco tutti i ragazzi italiani in ascesa, ho giocato con tutti loro, e credo di poter essere utile alla causa. L’obiettivo? Costruire un giocatore vero”.

Due titoli Atp e sette finali
Filippo Volandri ha raggiunto in nove occasioni l’ultimo atto di un torneo Atp. La prima finale risale al 2003, quando fu sconfitto a Umago da Carlos Moya per 7-5 al terzo set. Il primo titolo è giunto nel 2004 a St. Poelten (nella foto), quando il toscano si impose sotto una fitta pioggia su Xavier Malisse 6-1 6-4. Nel 2006 a Palermo il secondo alloro Atp, quando Volandri superò in finale Lapentti 5-7 6-1 6-3. Dodici i successi a livello challenger, compreso l’Atp Challenger Tour Finals del 2013.

Da Moya a Federer, otto vittorie contro Top 10
La prima vittoria di Filippo Volandri contro un Top 10 risale al 2003, in quel di Amburgo, quando il toscano si impose nettamente per 6-2 6-1 su Sebastien Grosjean. Negli anni sono giunti successi su Davydenko, Nalbandian, Moya, Robredo, Ljubicic e, il più noto, su Roger Federer al Foro Italico nel 2007 (nella foto). In carriera ha battuto tutti i cosiddetti “Fab Four” Novak Djokovic, Roger Federer, Rafael Nadal, Andy Murray) oltre a Tomas Berdych, Stan Wawrinka e Richard Gasquet.