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TRE SPOSTAMENTI CHIAVE SUL CAMPO

Dal doppio passo in avanti per aggredire una palla più corta, agli scivolamenti laterali per giocare il diritto anomalo, alle scivolate difensive laterali: ecco tre situazioni in cui la differenza ...

di Enzo Anderloni | 26 settembre 2016

Dal doppio passo in avanti per aggredire una palla più corta, agli scivolamenti laterali per giocare il diritto anomalo, alle scivolate difensive laterali: ecco tre situazioni in cui la differenza la fa il movimento di gambe

di Gennaro Volturo, I.S.F. R. Lombardi - Foto Getty Images

Analizziamo alcune delle più importanti tecniche di spostamento che i tennisti moderni utilizzano per risolvere al meglio le varie situazioni tattiche ricorrenti durante il match. Nella prima situazione prendiamo in esame lo scozzese Andy Murray che, a seguito di una palla piuttosto corta giocata dall’avversario, deve gestire uno spostamento in direzione verticale muovendosi dall’esterno all’interno del campo. In tale occorrenza tattica, la tecnica di spostamento più utilizzata è quella del “doppio passo in avanti”. Per farlo, in primo luogo occorre spingere con il piede posteriore verso il piede anteriore. Successivamente occorre determinare la stance attraverso un passo di ampiezza del piede anteriore. A questo punto il tennista può eseguire il colpo in “neutral stance” trasferendo il peso del corpo in fase dinamica con il vantaggio di proseguire la corsa verso la rete qualora non avesse effettuato un colpo vincente.

Gli scivolamenti lateriali

Nella prima situazione si evidenzia come Roger Federer, a seguito di una palla indirizzata nel settore sinistro del campo, abbia scelto di eseguire un diritto anomalo che prevede le due varianti definite “inside out” e “inside in”. In tal caso la tecnica di spostamento più utilizzata è quella degli “shuffle steps” (scivolamenti laterali): il piede destro si avvicina rapidamente a quello sinistro consentendo al tennista di muoversi attorno alla palla. Tale azione è favorita anche dalla torsione del tronco. A questo punto occorre determinare preferibilmente una “open o semi-open stance” mediante un passo di ampiezza effettuato con il piede sinistro per poi trasferire il peso del corpo sulla palla attraverso un movimento di torsione e traslazione (rototraslazione).

Le scivolate alla Djokovic

Nelle immagini 9 e 10 possiamo invece apprezzare Novak Djokovic al termine dell’esecuzione di una scivolata grazie alla quale è possibile gestire al meglio i recuperi laterali difensivi a seguito di spostamenti a medio e lungo raggio. In merito a tale tecnica, in primo luogo è importante ricordare che il tennista deve correre in direzione della palla producendo una notevole velocità di spostamento che dovrà poi essere controllata attraverso la scivolata. Giunti in prossimità della zona di impatto occorre scivolare (utilizzando la superficie plantare) con il piede che determina la distanza dalla palla che, per un giocatore destrimane, è il piede destro nel caso del diritto e il piede sinistro nel caso del rovescio. Per fermarsi, in molte situazioni tattiche può essere utile produrre un movimento di eversione della caviglia che consiste in una rotazione della caviglia che porta la superficie plantare del piede a guardare lateralmente. L’errore da non commettere è quello di produrre un movimento di inversione della caviglia che consiste in una rotazione della caviglia che porta la superficie plantare del piede a guardare medialmente (cioè verso il piede opposto). In quest’ultimo caso il tennista arresterebbe bruscamente la corsa con il rischio di incorrere in pericolosi infortuni.