-
Archivio News

MAGNUS NORMAN È DIVENTATO GRANDE… FACENDO IL COACH

Lo svedese Norman è conosciuto oggi come il coach che ha portato Stan Wawrinka a conquistare tre Slam

di Enzo Anderloni | 24 settembre 2016

Lo svedese Norman è conosciuto oggi come il coach che ha portato Stan Wawrinka a conquistare tre Slam. Ma quelli che hanno un po’ più di vent’anni se lo ricorderanno n.2 del mondo, finalista a Parigi e vincitore a Roma nel 2000. E n.1 della Svezia che ci battè in finale di Davis nel 1998, a Milano

di Alessandro Mastroluca – Foto Getty Images

Good to great. Da buon giocatore a grande campione. Ha scelto un nome che è tutto un programma, Magnus Norman, per la sua accademia. Ha scritto il programma che ha portato Stan Wawrinka a vincere tre Slam diversi in tre finali giocate, nelle uniche occasioni in cui ha battuto un numero 1 del mondo. Con lui, come coach, al suo angolo.
È lo stesso programma che avrebbe voluto vivere da giocatore. È arrivato al massimo al numero 2, non ha vinto major, ha conquistato un solo Masters 1000 (Roma) e la Coppa Davis a Milano nel 1998: c'era lui dall'altra parte della rete quando Gaudenzi ha lasciato un tendine per la patria. Non si può dire che l'abbia completato davvero il programma, anche perché come scriveva Gianni Clerici dopo averlo visto battere Hewitt ai quarti dell'Australian Open 2000, “in questo sport per superuomini, ci vuole il talento di Agassi per sopravvivere, se non si è pesi massimi”. Non si può dire nemmeno che ci sia andato tanto lontano, però, dal completarlo. Perché non sono comunque traguardi comuni per un ragazzo che stava per prendere tutta un'altra strada.

BUNDY - Prende una racchetta in mano grazie alla nonna, che gliene regala una per l'ottavo compleanno. Quell'estate il piccolo Magnus si annoia a Flipstad, gli amici sono andati via, così passa le giornate al tennis club. Ma d'inverno tutti se lo contendono. È un campioncino a bundy, uno sport poco conosciuto fuori dalla Svezia che si gioca con le mazze da hockey e una palla arancione grande come una pallina da tennis su un campo da calcio ghiacciato. Il bundy è una tradizione di famiglia, lo giocano il fratello e il padre che arriva fino alla prima divisione. Norman entra nella nazionale under 16 e riceve una lettera dalla federazione: è stato scelto per andare a giocare in Russia. Non ha abbandonato il tennis, però. Lo stesso giorno ne arriva un'altra, di comunicazione. È la Federtennis svedese che gli offre di andare in America. “Dovevo scegliere tra la Florida e Mosca” ha raccontato. “E penso di aver fatto la scelta giusta”.

MILLENNIUM BUG - Quanto giusta, lo capirà soprattutto nel 2000. è il “millennium bug” del circuito, Norman, che dopo la semifinale in Australia batte Kuerten in finale a Roma e prova invano a togliergli il secondo Roland Garros. È diventato qualcosa più di buono, Norman, che da junior spaccava le racchette ma ha imparato che ci sono sfide più difficili da vincere. Nel 1997 deve operarsi al cuore. “A volte quando ero in campo, il battito accalerava troppo” ha spiegato. È lo stesso problema che ha impedito a mamma Leena, nuotatrice nel giro della nazionale, di continuare la sua carriera. Le cinque ore di intervento cambiano le prospettive di Norman, che però non sarà mai davvero grande.
Anche da numero 2, infatti, nel 2000 lo conoscevano più come fidanzato di Martina Hingis. La love story dura meno di un anno, ma lo aiuta. Lo rende più maturo, spiega, essere a contatto con chi la grandezza l'ha conosciuto davvero. “Per troppo tempo mi ero messo addosso troppa pressione, volevo vincere ogni torneo e non pensavo a migliorare il mio gioco”. Non gli è bastato per diventare numero 1. Gli è bastato eccome, però, per migliorare quello di Wawrinka. Anche Norman, adesso, non è più solo un buonissimo giocatore e un ottimo tecnico. Adesso è diventato grande.

LA SCHEDA - Magnus Norman è nato a Flipstad (Sve) il 30 maggio del 1976. E’ stato n.2 del mondo il 12 giugno del 2000 dopo la finale raggiunta a Parigi, battuto solo dal brasiliano Gustavo Kuerten che aveva superato due sittimane prima nella finale degli Internazionali d’Italia. Ha vinto la Davis nel 1998: la Svezia superò in fiale l’Italia di Gaudenzi e Sanguinetti al Forum di Assago (Mi)