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STAGE ESTIVI PER ADULTI, IL DIARIO DI BORDO

Tra sessioni d'allenamento sul campo con i maestri federali e pranzi accompagnati da buon vino: direttamente da uno dei partecipanti agli Stage Estivi Fit per adulti un diario di bordo ...

di Enzo Anderloni | 06 settembre 2016

Tra sessioni d'allenamento sul campo con i maestri federali e pranzi accompagnati da buon vino: direttamente da uno dei partecipanti agli Stage Estivi Fit per adulti un diario di bordo che racconta lo spirito dell'estate con racchetta

L'estate 2016 non è stata solo spiaggia, monti e riposo. Per alcuni amatori impallinati è stata l'occasione per una full immersion tennistica di tutto rispetto grazie ai centri estivi federali riservati agli adulti. Ecco una sorta di diario di uno dei frequentatori, Marco Morganti, avvocato. Alle prese con una vacanza a tutto tennis nel centro Fit di Serramazzoni. Dalle sessioni in campo, ai pasti “d'atleta”, fino ai sogni di gloria notturni… ecco il diario di bordo direttamente dagli Stage Estivi Fit 2016.

50 ardimentosi cuori
Sulle soleggiate colline dì Serramazzoni è iniziata l'avventura degli ardimentosi fighters Tpra, pronti ad ogni sacrificio nella ricerca della imperitura gloria tennistica.
Di buon mattino, spronati dalle sapienti parole di incoraggiamento del Maestro dei Maestri Claudio Donatelli, che saprebbe convincere anche l'umile tennista che vi scrive di essere la risposta italiana a Roger Federer, i volenterosi atleti entrano in campo animati da sacro furore agonistico. Dopo i primi 4-5 serrati palleggi imposti dai valenti Maestri, tutti comprendono che non sarà una passeggiata di salute, e che la settimana potrebbe incidere parecchio su muscolature più abituate a smanettare smartphone che racchette.
Comunque, grazie alla indomita forza di volontà degli atleti, ed anche a misteriosi bibitoni di cui avidamente abbeverarsi, si giungeva felicemente alla fine del primo turno di allenamento.
Nel pomeriggio si replicava. Ed ecco deflagrare la prima "bomba" della settimana. A conclusione di esercizi tennistici di precisione, veniva proclamato vincitore, con tanto di standing ovation degli increduli Maestri, Pasquale detto Roger. Ora delle due l'una. O oggi il tennis è morto, oppure aveva ragione Andy Wharol, che ogni uomo su questa terra ha diritto a un quarto d'ora di celebrità.
Dopo aver consumato la tipica frugale cena dell'atleta, composta da lasagna, amatriciana e fritti misti, innaffiata da ettolitri di lambrusco, la disciplinata compagnia si recava in sala conferenze dove veniva convinta, dal fulgido esempio di Lorenzo Benanti, attuale Top 100 e futuro numero uno, a iscriversi in massa al Tpra. Venivano quindi assegnati agli atleti i rispettivi coach, ossia i maestri che comprendevano in un solo attimo il destino che li attendeva: orde di improbabili tennisti che li avrebbero assillati, anche in orari notturni, per improvvisi dubbi sulla presa migliore della racchetta o anche sull'abbinamento giusto della maglietta con il colore del calzino.
Arrivava infine il rompete le righe, e tutti si ritiravano nelle proprie camerette, per il giusto riposo dell'ardimentoso, che stanotte sognerà dolcemente di vincere Wimbledon…

Marco Morganti