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QUANDO LA RISPOSTA È UN DISTURBO…

Se il nostro avversario ribatte nella nostra metà campo tutti i primi servizi terminati fuori - e se la cosa ci disturba prima di battere la “seconda” - possiamo chiedere ...

di Enzo Anderloni | 04 settembre 2016

Se il nostro avversario ribatte nella nostra metà campo tutti i primi servizi terminati fuori - e se la cosa ci disturba prima di battere la “seconda” - possiamo chiedere all'arbitro di intervenire. E lui come si deve comportare?

La situazione
Roberta sta giocando una partita di singolare contro Alberta con la presenza di un arbitro di sedia.

Che cosa succede
Per più di una volta nel corso della partita, accade che dopo una prima di servizio servita da Alberta e rimbalzata fuori, Roberta - vuoi per istinto vuoi per abitudine - risponda rimandando la palla chiamata “out” dal lato di campo del servitore. E così facendo spesso causa un ritardo nell'esecuzione della seconda palla di servizio. Dopo l'ennesima palla risposta in questo modo, Roberta commette un doppio fallo, e spazientita chiede all'arbitro di applicare il codice di comportamento nei confronti della sua avversaria Alberta.

Come ci si comporta?
Uno dei nostri più assidui lettori, _nome del lettore_, ci segnala il caso sopra esposto che in effetti fortunatamente per chi sta in sedia e deve arbitrare non è una situazione che si proponga molto spesso. La sua corretta gestione da parte dell'ufficiale di gara non è affatto banale.
Effettivamente da un lato è necessario evitare che un giocatore possa disturbare volontariamente o involontariamente l'avversario, dall'altro però non è nemmeno agevole riuscire a stabilire un netto confine tra un atto o un comportamento istintivo - e a volte incondizionato - e una effettiva volontà premeditata di arrecare disturbo.

Prevenire è meglio che punire
Può succedere infatti che la palla sia molto vicina alla riga, oppure può capitare che il giocatore non senta del tutto la chiamata “out” e dunque proceda con la risposta. In definitiva possiamo dire che l'applicazione della regola del disturbo considerato involontario (prima chiamata “let”, dalla seconda in poi si assegna il punto all'avversario) non sembra tuttavia supportata da attuali regole o procedure. Si ritiene invece essere più opportuno cercare di controllare che ciò non avvenga, prevenendo tali comportamenti e chiedendo al giocatore di evitare un'azione di questo genere che può arrecare potenziale disturbo all'avversario.

Usare gli avvertimenti
È consigliabile dunque procedere con una sorta di avvertimento bonario (definito in inglese “soft warning”) nei casi in cui la pallina servita sia chiaramente e ampiamente rimbalzata fuori dal rettangolo del servizio. Certo, nel caso in cui anche questa richiesta da parte dell'arbitro non fosse ascoltata o palesemente ignorata, allora può essere concesso al giudice di sedia di applicare direttamente il codice di condotta per condotta antisportiva.