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MONICA PUIG SOGNA UN FUTURO (ANCORA) D'ORO

A Rio ha vinto battendo tre campionesse Slam (Muguruza, Kvitova e Kerber), da Junior fu n

di Enzo Anderloni | 01 settembre 2016

A Rio ha vinto battendo tre campionesse Slam (Muguruza, Kvitova e Kerber), da Junior fu n.2 al mondo e arrivò in finale a Roland Garros e Australian Open. Si chiama Monica in onore della Seles. È solo l'inizio?

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

Monica Puig è entrata nella storia del tennis. La medaglia d’oro conquistata all’Olimpiade di Rio de Janeiro rappresenta una delle più grandi sorprese della storia di questo sport, vinta a suon di vincenti e match spettacolari. La nativa di San Juan, Portorico, ha vissuto in Brasile la settimana della vita o riuscirà a ripetersi nel circuito Wta? Il 2016 è stato sino a ora l’anno migliore della portoricana, capace di vincere 48 match a fronte di 20 sconfitte. La Puig, oggi al n.34 del mondo, sta portando a casa risultati di rilievo da inizio stagione e nella ‘Race to Singapore’ è già a ridosso delle prime 20. Considerando che l’Olimpiade non assegna punti Wta, sono molte le possibilità che la bella portoricana non sia un fuoco di paglia.

Al 100% - Monica Puig nasce il 27 settembre del 1993. Il tennis è nel suo destino: mamma Astrid, colpita dall’accoltellamento della Seles, decide di chiamare sua figlia Monica. Dopo un anno la Puig si trasferisce con i genitori (Josè e Astrid) a Miami, rimanendo però legata fortemente al paese d’origine. “Mi sento portoricana nella mente, nell’anima, nel cuore e nel corpo. Sono orgogliosa di rappresentare il mio paese e quando me lo chiedono dico che sono portoricana al 100%”, ha più volte ripetuto. A sei anni inizia a giocare a tennis e sin da piccolissima il suo talento è luminosissimo.

A livello under 18 i suoi risultati sono fenomenali e, dopo le finali a Melbourne e Parigi, raggiunge la seconda piazza mondiale. Grazie a colpi potenti e precisi e a una grinta da vendere, la Puig irrompe nel tennis professionistico chiudendo all’età di 20 anni tra le prime 60 giocatrici del ranking. Nel 2014 arriva il primo e unico titolo Wta in quel di Strasburgo, dove la portoricana supera Silvia Soler-Espinosa in due set. La prestazione a Rio de Janeiro, le vittorie nette su tre campionesse Slam quali Muguruza, Kvitova e Kerber, le lacrime sul podio olimpico e il ritorno in patria da eroina sono storia recente. Ma l’impressione è che Monica Puig non abbia alcuna intenzione di interrompere la propria scalata al ranking. Che Rio de Janeiro rappresenti il punto di partenza, e non di arrivo, della sua carriera?

Il primo or per Porto Rico
La vittoria a Rio 2016 di Monica Puig ha permesso al Porto Rico di conquistare la prima medaglia d’oro olimpica della sua storia. Nelle maggiori città vi sono stati caroselli fino a tarda notte, murales celebrativi che ritraggono la Puig a ogni angolo e, soprattutto, l'attesa di migliaia di connazionali al suo arrivo a San Juan. Un’accoglienza da star o più probabilmente da dea.

#Picapower ora è virale
L’hashtag #Picapower era già piuttosto noto prima dell’oro olimpico. Monica Puig è un personaggio molto ‘social’ e su twitter i suoi followers (150.000 circa) sono scatenati. La portoricana ha raccontato la nascita dell'hashtag ormai virale: “Il mio allenatore dell’epoca, il belga Alain De Vos, mi ripeteva sempre che bisognava sacrificarsi sempre e dare tutto in allenamento come se stessi spaccando le pietre (‘picar piedras’ in spagnolo). Da lì ho scelto questo nickname”.

La scheda di Monica Puig
Nata a: San Juan (Porto Rico)
Il: 27 settembre 1993
Altezza: 170 cm, peso: 64 kg
Ranking: 34 (best 33 11 luglio 2016)
Titoli Wta: 1 (Strasburgo 2014)
Titoli Itf: 6