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ALONA BONDARENKO: MAMMA, CHE VOGLIA DI GIOCARE!

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di Enzo Anderloni | 25 agosto 2016

N.19 del mondo nel 2008, l’ucraina è tornata giocare dopo la nascita del piccolo Evgen, il figlioletto che ha avuto con il marito allenatore Nikolay Dyachok. Poche nel circuito le mamme “in azione”: esempi vincenti Evonne Goolagong e Kim Cljsters. E Dorothea Chambers che vinse a Wimbledon nel 1914…

di Alessandro Nizegorodcew

Da Melbourne a Tarvisio, cinque anni dopo. All’alba del suo trentunesimo compleanno, all’improvviso, Alona Bondarenko è tornata a calcare quei campi abbandonati forzatamente nel 2011. Ex numero 19 del mondo, la giocatrice ucraina non ha saputo resistere, dopo una lunga serie di infortuni e la nascita del suo primogenito, alla tentazione del più classico dei “comeback”. Vincitrice in carriera di due titoli Wta (Lussemburgo 2006 e Hobart 2010), la Bondarenko è rientrata nel circuito Itf dalla porta di servizio, senza far rumore, prendendo parte ai 10.000$ di Tarvisio e Aprilia.

In viaggio con Evgen. “Il tennis mi mancava tantissimo – ha raccontato l’ucraina – e dopo la nascita di mio figlio, considerando che il ginocchio sembrava star meglio, ho deciso di riprovarci. Sono contenta di essere tornata al mio grande amore”. Alona ha ripreso a viaggiare con al seguito il piccolo Evgen, subito abituatosi al girovagare per il mondo con borsoni e racchette. “Mio figlio dorme addirittura meglio in giro per tornei che a casa, si diverte e ha già iniziato a giocare. Aveva quattro mesi quando ho ripreso ad allenarmi e non faceva che inseguire le palline con una piccola racchetta. Chissà che non sia la strada giusta anche per lui”. L’ultimo match ufficiale della Bondarenko a livello Wta risale all’ottobre del 2011 quando, già in precarie condizioni fisiche, fu sconfitta a Mosca da Bojana Jovanovski. Scalare il ranking ripartendo da zero sarà molto difficile ma certamente non impossibile.

“In allenamento il mio livello è molto simile a quello dei miei anni d’oro, quando battevo l’allora numero 1 del mondo Jelena Jankovic agli Australian Open nel 2010, ma in partita faccio ancora tanta fatica. È normale e non mi preoccupo. La prima cosa da analizzare sarà la tenuta del ginocchio e, successivamente, le migliorie tecniche, tattiche e fisiche da apportare”. I risultati, due vittorie e due sconfitte, ad oggi non stanno ripagando lo sforzo di Alona, ma l’amore dell’ucraina per il tennis ha dell’incredibile. E a sentimenti così forti non si deve mai porre limiti.

Le mamme nel tennis. Alonda Bondarenko non è stata la prima giocatrice a rientrare in campo dopo la gravidanza e non sarà nemmeno l’ultima. Nel 1914 fu Dorothea Chambers in Douglass ad aprire le danze, diventando la prima mamma a trionfare a Wimbledon. Indimenticabile il successo all’All England Club nel 1980 di Evonne Goolagong, che alzò le braccia al cielo con la piccola Kelly, 3 anni, seduta comodamente in tribuna.

Lindsay Davenport e Kim Clijsters hanno saputo ricostruirsi una seconda carriera dopo la maternità e, come loro, anche le meno note Sybille Bammer e Laura Arraya. Le notizie degli ultimi mesi hanno portato alla ribalta le storie di Victoria Azarenka e Vera Zvonareva, entrambe pronte a dare alla luce il loro primogenito, nonché di Jie Zheng, diventata mamma lo scorso maggio. Chissà se prima o poi torneranno in campo o, come la cinese Na Li, si dedicheranno definitivamente a famiglia e figli.