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PANCHO SEGURA, IL GARRINCHA DEL TENNIS CHE FU COACH DI CONNORS

Marin Cilic domenica scorsa ha vinto il torneo di Cincinnati, ma il primo straniero a riuscirci fu l'ecuadoriano Pancho Segura

di Enzo Anderloni | 27 agosto 2016

Marin Cilic domenica scorsa ha vinto il torneo di Cincinnati, ma il primo straniero a riuscirci fu l'ecuadoriano Pancho Segura. Cresciuto in una famiglia povera, ha sofferto di rachitismo da piccolo. Per Kramer, il suo diritto a due mani era il miglior colpo nella storia del tennis…

Alessandro Mastroluca

Non è una domenica come le altre al Cincinnati Tennis Club. In uno dei circoli più antichi della nazione, all'angolo fra Wold e Dexter Avenue, i venti di guerra sembrano ancora lontani. Sono gli ultimi giorni dell'estate del 1942 e il campione di casa, Bill Talbert, che a Cincinnati è nato, si sta giocando il titolo con Pancho Segura.

Il tennis per forza
È il “Garrincha del tennis” l'ecuadoriano, primo di sette fratelli di una famiglia povera di Guayaquil. Il padre si guadagnava da vivere come guardiano nella proprietà di Don Juan Jose Medina, che per un incrocio del destino era anche socio di un locale circolo di tennis. Segura soffre di rachitismo, per questo si porterà dietro un'andatura e una postura peculiari, e si dedica al tennis per costrizione: la malattia non gli permette di giocare a calcio o a baseball.

Il diritto… a due mani
Impara a giocare da solo, colpisce contro il muro per ore e chiede a chiunque di scambiare un po' con lui. Nasce così quello che Jack Kramer ha definito “il miglior singolo fondamentale nella storia del tennis”, il suo letale dritto a due mani. È un colpo piatto, fluido, che apparentemente non richiede sforzo alcuno. Un esercizio di perfezione che atterra profondo e parte da un movimento estremamente compatto. Deriva la sua forza dalla spinta di gambe e dalla completa rotazione del busto. Segura giocava allora come molti dei campioni di oggi che si sentono insicuri dalla parte del rovescio. Cerca di girare intorno alla palla, di tirare quanti più dritti possibili anche da sinistra. Mette gli avversari fuori posizione con inside-out sempre più pesanti, li costringe ad accorciare per chiudere poi nell'angolo libero. Ha un movimento impossibile da decifrare, da anticipare. Senza cambiare nulla nella preparazione, può attaccare in lungolinea, stringere il diagonale, disegnare palle corte mortifere o beffare gli avversari con letali pallonetti.

Coach di Jimmy Connors
Proprio nel 1942, da miglior giocatore d'Ecuador, sbarca negli Usa, all'Università di Miami. Vincerà tre volte di fila il titolo NCAA, e si fa notare eccome a Cincinnati. Ha un concetto semplice del gioco, che poi trasmetterà da coach a Jimmy Connors. Rischia sul 30-0, non sul 15-30. Sul 30-30 è meglio se metti la prima. Su un punto importante, contro un avversario che batte e scende a rete, rispondi corto e centrale. Aggredisci da subito in risposta contro la seconda. E gioca spesso il lob nei primi punti del match, così l'avversario avrà paura e lascerà più spazio per il passante. Lezioni valide ancora oggi.

Carattere travolgente
È un'edizione speciale, quella del 1942, al Cincinnati Club. È il primo torneo “patriottico” dal 1917: alla fine della settimana, 1.300 dollari vengono devoluti all'Emergency War Relief Fund. Segura batte in semifinale Joe Davis di Nashville, che dopo la partita si deve presentare immediatamente in Marina. Diventerà il primo straniero nell'albo d'oro del torneo, l'incubo di Talbert, battuto anche nella semifinale di doppio. Talbert giocava con Robert Smidl, ventunesimo miglior singolarista d'America, che presto sarà ricordato come il primo tennista con una classifica nazionale a morire in guerra. Segura invece sarà ricordato, parola di Bud Collins, come un campione dal carattere travolgente, capace di dare colore a un circuito dominato dall'uniformità stilistica. Un campione che ha fatto scuola.